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DALLA PARTE DELLA VITA? BEH, DIPENDE

Se la vita è quella di una donna in stato vegetativo da diciassette anni, coma irreversibile, nessuna possibilità, neanche teorica, di risveglio, allora sì, siamo dalla parte della vita.
Se la vita è quella dell’embrione che porta in grembo una bambina di nove anni vittima di stupro allora sì, siamo dalla parte della vita.
Se invece succede che un ragazzino si ammala di leucemia, che la mamma, in previsione delle devastanti cure cui dovrà sottoporsi nella speranza di guarire che lo renderanno sicuramente sterile, gli suggerisce di far congelare un campione di sperma e lui segue il consiglio, che grazie alle cure guarisce, che diventato adulto incontra l’amore, si sposa, e grazie a quello sperma congelato lui e sua moglie possono dare vita a una meravigliosa creatura perfettamente sana, voluta, amata, con un futuro davanti a sé, allora no, dalla parte della vita non siamo più: questa vita qui non la possiamo accettare, è immorale, perché morale è trombare solo per fare figli e fare figli solo trombando. Così decreta il presidente emerito della Pontificia accademia per la vita. Che evidentemente contempla vite di serie A e vite di serie B, e di quelle che non rispondono ai canoni, là dentro non ne vogliono proprio sapere.



barbara

Pubblicato il 20/4/2009 alle 19.15 nella rubrica Diario.

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