Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

CHI SA FA, CHI NON SA INSEGNA

La sapete tutti, vero? E probabilmente molti sapranno anche la continuazione: chi non sa insegnare fa il professore di ginnastica, chi non sa neanche insegnare ginnastica fa il preside, e se uno non è capace neppure di fare il preside fa il ministro della pubblica istruzione. Bene, fin qui siamo a posto. Ma quando capita che uno sia peggio di uno che è peggio di uno che è peggio di uno che è peggio di un professore, che cosa si fa? Elementare Watson: lo si manda a fare lo psicologo – o psichiatra psicanalista psicoterapeuta variamente intercambiabili, come insegna quella saggia donna di Magdalena. E fa infatti questo tristo mestiere il figlio di un pittoresco e delizioso personaggio da me recentemente incontrato, di cui non posso fare il nome perché sarebbe una grave violazione della privacy. E quando ha visto nel mio blog foto e nome di suo padre, è rimasto tramortito, il poveruomo: lo riconosceranno tutti, si è detto, e il nome, il nome, lo identificheranno tutti con me! Perché è ovvio che i settantacinque abitanti di quel borgo – aspetta, com’è che si chiama, ah sì, Roma mi pare, o qualcosa del genere – si conoscono tutti, e tutti e settantacinque, neonati compresi, sono assiduissimi frequentatori del mio blog, e dunque nel vedere la foto avranno detto tutti e settantacinque in coro cazzarola, guarda se questo non è quel vecchietto che incontriamo ogni giorno nell’unico panificio, dall’unico fruttivendolo, dall’unico macellaio, nell’unico bar, dall’unico giornalaio del nostro borghettino! Che fare dunque per arrestare lo scempio? Elementare Watson anche qui: il Nostro chiama una persona che sa per certo avere i miei recapiti, le racconta una squallida bugia per indurla a dargli il mio numero di cellulare subito subito senza neanche perdere tempo a chiedere il mio consenso, e mi chiama. Mi dice che ha letto nel mio blog il pezzo su suo padre, mi ricorda che suo padre è vecchio, mi chiede scusa a nome di suo padre se i suoi atteggiamenti e comportamenti possono avermi offesa – perché è moooooooooolto sveglio, il pupo, e quando legge una cosa capisce subito quello che c’è scritto! – mi spiega che lui ha un’attività particolare (eh sì, ragazzi, mooolto particolare …) e mi chiede di togliere la foto. E io la tolgo. Ma al bimbo non basta, no: mi ricontatta per chiedermi di togliere anche il cognome – e adesso ditemi: non è un caso da manuale questo figlio che sta facendo tutto quanto in suo potere per annientare il padre? Cancellarne l’immagine, cancellarne il nome, cancellarne le azioni chiedendo per esse ridicole e grottesche scuse non richieste da chicchessia: non è molto interessante? E non è molto tipico degli psicologi psichiatri psicanalisti psicoterapeuti variamente intercambiabili questo essere un intero campionario dei disturbi che pretenderebbero di curare negli altri?
Vabbè, quello che volevo dire è che col mestiere che faccio di psicologi ne ho incontrati purtroppo a carrettate, e non è che avessi bisogno di conferme, ma le conferme arrivano sempre comunque.
Post scriptum: egregio DOTTORE, come si firma negli SMS e come si firmano solo i PALLONI GONFIATI, poiché, a differenza del Suo meraviglioso padre, conoscerla NON è stato un piacere, spero di non dovere sentire mai più la sua voce e non avere più a che fare con lei in alcun altro modo. E visto che io ho eliminato foto e nome di suo padre, sarebbe buona cosa se ricambiasse la cortesia eliminando il mio numero dalla memoria del suo cellulare.

barbara

Pubblicato il 16/2/2009 alle 1.2 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web