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UN CAPRETTO

Versione, modificata rispetto all’originale tradizionale, di Herbert Pagani

Un capretto su un carretto
va al macello del giovedì,
non si è ancora rassegnato
a finire proprio così.

Chiede ad una rondine
“salvami, se puoi”.
Lei lo guarda un attimo
fa un bel giro in cielo e poi
risponde
“Siete tutti nati apposta,
io non c’entro, credi a me.
C’è chi paga in ogni festa,
questa volta tocca a te….”

Un bambino, su un vagone,
va al macello del giovedì,
non si è ancora rassegnato
a morire proprio così.
Chiede ad un soldato
“salvami, se puoi”
e lui con la mano
lo rimette in fila e poi
risponde
“Siete in tanti sulla Terra,
io non c’entro, credi a me.
C’è chi paga in ogni guerra,
questa volta tocca a te…”

Ora dormi caro figlio
sta' tranquillo che resto qui,
non è detto che la storia
debba sempre finir così.
Il mio bel capretto
è nato in libertà,
finché sono in vita
mai nessuno lo toccherà.

La storia te l'ho raccontata apposta
perché un giorno pure tu
dovrai fare l'impossibile
perché non succeda più.
Siamo padri e siamo figli
tutti nati in libertà
ma saremo irresponsabili
se uno solo pagherà.

Ora dormi. (e buona notte a tutti noi)

barbara

Pubblicato il 19/1/2009 alle 15.35 nella rubrica Diario.

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