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E L’IRAN COLPISCE ANCORA

Dal Corriere dell’Alto Adige di giovedì 11 dicembre.


BOLZANO — Nasrin Sotoudeh Langroudi, avvocatessa ed attivi­sta per i diritti delle donne irania­ne per la difesa dei bambini mal­trattati e per i minorenni condan­nati a morte, è stata bloccata dai servizi di sicurezza all'aeroporto di Teheran. Le forze dell'ordine iraniane, infatti, le hanno ritirato il passaporto proprio mentre era in procinto di partire per l'Italia: Sotoudeh, oltre a dover partecipa­re ad un convegno organizzato a Roma dalla Casa internazionale delle donne, avrebbe dovuto rice­vere il premio Human rights international (Hri) dall'omonima orga­nizzazione di volontariato con se­de a Bolzano. Il riconoscimento sa­rebbe stato consegnato all'attivi­sta nel corso di una manifestazio­ne appositamente predisposta per venerdì sera dalla Hri in collabora­zione con l'associazione Museo della donna, presso l'Hotel Steigenberger, sito in piazza delle Terme a Merano.
«Stamattina avevo già passato il controllo passaporti, quando ho sentito chiamare il mio nome dagli altoparlanti — ha raccontato Nasrin Sotoudeh —. Allora sono tornata indietro. Un giovane agen­te mi ha detto di consegnare il pas­saporto. Quando gli ho chiesto di mostrarmi il tesserino di riconoscimento, ha mostrato la ricetrasmittente, dicendomi che come riconoscimento era sufficiente quel­la. Poi un altro suo collega si è identificato, mi ha preso il passa­porto e mi ha dato una ricevuta».
Nonostante l'assenza ormai scontata della Sotoudeh (salvo colpi di scena dell'ultima ora), la conferenza si terrà lo stesso, vi­sto che, sia il marito che la figlia di nove anni dell'av­vocatessa iraniana sono riusciti a partire per l'Italia e saranno a Merano per ritirare il premio: «Il premio sarà preso in con­segna dal marito», conferma Adolf Pfitscher, fondatore dell'Hri, che aggiunge: «Il fatto che la premiata non abbia potuto lascia­re il paese conferma l'importanza del suo impegno».
La secondogenita della coppia, nata da poco, è invece rimasta in Iran con la madre.
Gunther Januth, sindaco di Me­rano, appresa la notizia, ha avuto parole, di sostegno per la Sotoudeh: «È incredibile, un fatto vera­mente increscioso. Vorrei espri­mere la mia solidarietà a Nasrin Sotoudeh».
Astrid Schönweger, coordinatrice dell'associazione Museo del­la donna, alla luce di quanto acca­duto, ha voluto sottolineare quan­to sia stata a maggior ragione op­portuna la scelta di premiare l'avvocatessa quarantacinquenne: «Siamo contentissimi che il marito e la figlia di Nasrin Sotoudeh potranno essere a Merano per rice­vere questo premio — ha detto Schoenweger —. Quello che le è accaduto in Iran è la dimostrazio­ne che merita un riconoscimento per la sua lotta a favore dei diritti dei bambini maltrattati, delle don­ne e dei minori condannati a mor­te».
La posizione della coordinatrice del Museo della donna è apertamente critica nei confronti della presa di posizione delle autorità iraniane che non hanno concesso l'espatrio all'attivista: «Il ritiro del passaporto alla Sotoudeh è un chiaro disconoscimento da parte delle istituzioni iraniane dell'operato di questa donna coraggiosa —ha affermato Schoenweger —, un motivo in più per ritenerla la persona giusta a cui dare il pre­mio Human rights international». Astrid Schönweger non ha na­scosto tristezza e preoccupazione per quanto è occorso all'attivista iraniana: «Speriamo di poterla aiu­tare a portare avanti la sua lotta per la difesa dei diritti umani di donne e bambini. Per fortuna non è stata imprigionata e speriamo che alla vicenda non si aggiungano ulteriori risvolti negativi. Se la decisione di ritirare il passaporto alla Sotoudeh mi offende come donna? Sì, molto. La sua presenza qui avrebbe rappresentato una vittoria e un piccolo passo verso la democrazia».
La coordinatrice del Museo del­la donna di Merano, nonostante le avversità, parla con entusiasmo della manifestazione che si terrà questo venerdì alle 20.00 nella cit­tà sul Passirio: «La Sotoudeh, pre­vedendo l'impossibilità di rag­giungere l'Italia, ci ha affidato un videomessaggio che sarà reso pubblico nel corso della cerimo­nia di premiazione alla quale par­teciperà anche la traduttrice di Shirin Abadi, premio Nobel per la pace nel 2003: anche lei, infatti, ci ha inviato una registrazione che proietteremo venerdì sera».
Rocco Leo

I “colpi di scena dell’ultima ora”, naturalmente, non ci sono stati: Nasrin Sotoudeh è rimasta bloccata in Iran e il premio lo ha dovuto ritirare il marito. Poiché, a quanto mi risulta, nessuna notizia riguardo a questo ennesimo sopruso da parte delle autorità iraniane è stata data dai media nazionali, provvedo io, e spero che qualcun altro vorrà raccogliere la notizia e diffonderla a propria volta.






barbara

Pubblicato il 15/12/2008 alle 1.16 nella rubrica Diario.

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