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SEPPELLIRLE VIVE? E PERCHÉ NO? È LA NOSTRA CULTURA!

Non sono un’estimatrice di Franco Venturini; ritengo tuttavia degno di attenzione questo suo articolo pubblicato nell’ultimo numero di Io donna.

Se quello annunciato dal presidente pachistano Zardari doveva essere il governo della speranza, bisogna dire che il successore di Musharraf ce l'ha messa tutta per svuotare ogni illusione. Due ministri designati, infatti, figurerebbero meglio in un governo dei talebani che in una compagine formalmente democratica e generosamente assistita dagli aiuti occidentali. Uno si chiama Israr Ullah Zehri, e si è segnalato per il suo pieno e dichiarato appoggio a «certe antiche tradizioni». Mi spiego meglio. In una zona rurale del Pakistan cinque tra donne e adolescenti sono state prima torturate e poi sepolte vive. Colpa: aver tentato di scegliere liberamente i loro mariti invece di sottostare agli accoppiamenti decisi dai capifamiglia. «Non ci vedo nulla di male» ha commentato il ministro in pectore. «Dopotutto si tratta di tradizioni vecchie di secoli ed è giusto difenderle». Complimenti, ma non è tutto. Hazar Khan Bijarani dovrebbe diventare, udite udite, ministro della Pubblica istruzione. Lo scorso anno la Corte Suprema ordinò il suo arresto per essere stato coinvolto nella "assegnazione" di cinque bambine tra i 2 e i 6 anni ad altrettanti mariti appartenenti a un clan rivale.
In pratica, il dono delle bimbe doveva servire da pegno
di buona volontà per superare i contrasti tra i due gruppi.
Bijarani, è vero, ha negato ogni responsabilità. Ma la Corte Suprema in Pakistan conserva un decoro britannico, non agisce alla leggera, e comunque un suo indiziato non sembra essere la persona giusta per entrare nel nuovo governo e dirigere la politica educativa.
Episodi minori?
Certo il Pakistan è alle prese con problemi enormi, da una parte è diventato il santuario dei talebani che
combattono contro le forze occidentali in Afghanistan, dall'altra deve fronteggiare l’arcinemica India che lo accusa di aver allevato i terroristi responsabili della strage di Mumbai. Non vorrei essere al posto di Zardari. Ma se quei due faranno davvero i ministri, vorrei che Zardari perdesse il posto.

Più ci si guarda intorno e più si è costretti a prendere atto che il mondo islamico, nonché progredire, come qualche sognatore ancora continua a illudersi che, sia pure lentamente, stia facendo, sta in realtà regredendo a passi da gigante. E noi, come le stelle, stiamo a guardare.

barbara

Pubblicato il 14/12/2008 alle 2.34 nella rubrica Diario.

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