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BASTARDO

Quando la mia ex scolara G. è rimasta incinta, per un qualche motivo che ignoro – ma naturalmente non è importante che lo sappia io – lei e il suo ragazzo non si sono potuti sposare subito, e quindi per qualche tempo è rimasta a casa dai suoi genitori.
A partire dal momento in cui ha annunciato di essere incinta, suo padre non le ha mai più rivolto la parola. Quando è nato il bambino non lo ha mai preso in braccio, non gli si è mai avvicinato, non lo ha mai guardato. Rimaneva il più possibile, con qualunque pretesto, fuori di casa, per non doverlo né vedere né sentire. Quando G. si è sposata non è andato al matrimonio e non ha mai messo piede in casa sua. Non ha mai visto gli altri due figli che ha avuto in seguito.
L’ho rivista qualche anno fa quando, in occasione di un interventino ambulatoriale, ho fatto la mia solita mezza emorragia, e qualche ora dopo sono dovuta tornare all’ospedale per farmi cambiare la fasciatura, che era zuppa di sangue, ed era di turno lei. È stata lei a riconoscermi: io non avrei davvero potuto riconoscere la brillante e bellissima ragazzina che avevo avuto a scuola, o la vivace e affascinante infermiera che mi aveva preparata per un elettrocardiogramma qualche anno dopo, in quella grigia, triste e spenta quarantenne precocemente invecchiata che mi stava cambiando la fasciatura in un assolato pomeriggio di giugno.
Ah, dimenticavo: il bastardo del titolo, naturalmente, non è il bambino nato fuori dal matrimonio.

barbara

Pubblicato il 11/12/2008 alle 20.32 nella rubrica Diario.

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