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IL LADRO GENEROSO

È possibile scrivere cose comiche raccontando storie che si svolgono tra i sopravvissuti all’indicibile? Sì, è possibile se ci si chiama Yoram Kaniuk, lo scrittore che nel bellissimo Adamo risorto, ambientato fra gli “uomini col numero blu”, coloro che sono usciti dall’inferno ma l’inferno non è mai più uscito da loro, riesce a narrarci di visioni mistiche scaturite da una pisciata dietro un cammello e di una intensa fede in Dio generata dai famelici insetti africani. E infatti ci riesce anche qui, in questa storia che si snoda tra ricchi banchieri e delinquenti comuni e miserabili dei campi profughi appena arrivati nel neonato stato di Israele e musicisti e poliziotti e sopravvissuti dai segreti inenarrabili e donne dalle mille risorse e l’imprenditore che conosceva a memoria più versi di Bialik di quanti Bialik ne avesse scritti e l’uomo degli orologi e poi lui, Naftali, l’uomo che progetta il furto del secolo e per prima cosa ne informa il derubato e per seconda la polizia e che ha programmato e previsto tutto, ogni mossa e ogni reazione e ogni parola di tutti i personaggi coinvolti … tutto, tranne la conclusione. Perché la vita, si sa, non si lascia programmare, e finisce sempre per prendere le direzioni più inaspettate e imprevedibili. Insomma, un libro succoso, bello, da leggere tutto d’un fiato. (Qui dice che è un libro per ragazzi, ma non credeteci: lo fanno solo per depistarci, ma noi non ci facciamo mica fregare, no?)

Yoram Kaniuk, Il ladro generoso, Mondadori



barbara

Pubblicato il 13/10/2008 alle 15.31 nella rubrica Diario.

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