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MA PERCHÉ LO CHIAMANO TIFO VIOLENTO?

Quando un uomo violenta una donna, credo sia del tutto evidente all’urbe e anche all’orbo che ciò non avviene perché al meschino tira e non ha una donna su cui legittimamente scaricare il frutto del tiraggio: quando il problema è quello di un tiraggio privo di sbocco canonico, esiste sempre un’altra soluzione. Se lo stupratore venisse castrato, è altamente probabile che, privato della possibilità di stuprare con mezzi propri, si adatterebbe a farlo con mezzi impropri – e ricordiamo per esempio che il mostro di Firenze, non castrato ma forse non tantissimo potente, ha violentato una delle sue vittime con un ramo d’albero. O userebbe violenza in altri ambiti. Il sesso, nella violenza cosiddetta sessuale, non ha assolutamente alcun ruolo: l’unico ruolo, e da protagonista, lo ha la volontà di praticare violenza su un essere più debole, e la zona genitale è scelta unicamente per il fatto che oltre alla violenza fisica permette di infliggere anche violenza psicologica e umiliazione. Non di violenza sessuale dunque si tratta, ossia della soddisfazione di un impulso sessuale ottenuta in modo violento, bensì di violenza e basta, esercitata sugli organi genitali della vittima.
Ora, quando un branco di vandali assalta e devasta un treno, pensiamo davvero che la destinazione di quel treno giochi un ruolo significativo sugli eventi? Pensiamo davvero che se non ci fosse stata quella partita, se non ci fosse stato il tifo per quella squadra, se non ci fosse stato quel treno già riempito di passeggeri, i suddetti vandali se ne sarebbero stati nel salotto di casa a giocare a briscola? Credo che sarebbe ora di smetterla di offrire alibi ai violenti trattandoli come se avessero una qualche motivazione che esula dalla pura e semplice volontà di usare violenza. E sarebbe anche ora di smetterla con la storiellina che dobbiamo evitare di fornire pretesti e di provocare, perché se il giochino è che dobbiamo evitare di girare in minigonna per non provocare i maschiacci libidinosi e fornire un pretesto al loro stupro, che dobbiamo evitare di prendere per il culo il Profeta per non provocare i credenti musulmani e fornire un pretesto a devastazioni di edifici e assassinio di decine di innocenti, che dobbiamo evitare di organizzare eventi sportivi senza fornire treni speciali per non provocare i tifosi un po’ vivaci e fornire un pretesto ai loro assalti e alle loro violenze, allora qualcuno potrebbe arrivare addirittura a tirare fuori che bisogna evitare di crocifiggere rane per non provocare il papa e fornire un pretesto alle sue lettere di protesta, e a questo punto, come dargli torto?



barbara

Pubblicato il 4/9/2008 alle 0.20 nella rubrica Diario.

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