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AL DI LÀ DEL PONTE

Al di là del ponte c’è il mondo. Quello in cui i carabinieri, anziché a ladri e assassini, danno la caccia a donne e bambini ebrei. Quello in cui si organizzano trasporti per mandare gli ebrei a morire lontano. Quello in cui la barbarie regna sovrana. Al di qua del ponte invece c’è una famiglia di povera gente che ogni giorno, ogni ora, ogni istante, per diciotto mesi, rischia la vita per tenere nascosti quegli stessi ebrei a cui i carabinieri, al di là del ponte, danno la caccia per monti e per valli. Dividendo con loro lo scarsissimo pane e ogni altro bene.
Regina è solo una bambina, ma la sua capacità di osservazione è grande, e con l’aiuto degli appunti presi all’epoca riesce a restituirci vivo il ricordo di quei giorni, la paura, la fame, le fughe, i bombardamenti, la lotta partigiana, gli eroismi e le infamie, oltre a regalarci un vivido quadro di quel capolavoro di umanità che è stato – non certo nelle intenzioni di chi lo ha creato, ma sicuramente nelle azioni di chi lo ha diretto – il campo di concentramento di Ferramonti.

Regina Zimet-Levy, Al di là del ponte, Garzanti



barbara

Pubblicato il 23/8/2008 alle 18.19 nella rubrica Diario.

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