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TUTTI I GIORNI DI TUA VITA

«Papà non vorrà saperne di lui, vero? Mi manderà via come ha fatto con Regina …» singhiozzava Corinna, ed Eliana all’improvviso sentì salire in lei qualcosa che la rendeva più alta, più solida e robusta, ed era come se ogni parte del suo corpo fosse diventata di marmo o di bronzo, pronto a ergersi e incombere al di sopra di tutte le teste.
«La famiglia non è solo papà. Io non gli permetterò mai di cacciarti» disse Eliana scandendo le parole.

Sa scrivere, Lia Levi. Di quella scrittura piana che ti cattura e ti costringe a girare una pagina dietro l’altra fino a quando non giungi all’ultima in questo racconto in cui la Storia si intreccia alle storie – e quando la Storia è quella dell’Italia fascista e le storie sono storie di ebrei, ce ne sono di cose da raccontare. Storie in cui campeggiano splendide figure femminili, forti e coraggiose, capaci di prendere in mano la propria vita e riscattare le tante meschinità in cui altri si crogiolano.

Lia Levi, Tutti i giorni di tua vita, e/o



barbara

Pubblicato il 3/8/2008 alle 16.10 nella rubrica Diario.

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