Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

GLI SCOMPARSI

Tutto ciò che si sa dello zio Shmiel, fratello del nonno, si può condensare in tre parole: ucciso dai nazisti. Nient’altro, perché il nonno, inspiegabilmente, si rifiuta di parlarne. È un nonno facondo, quello di Daniel Mendelsohn, prodigo di racconti e di ricordi. Tranne che sul fratello scomparso, ucciso dai nazisti insieme alle sue quattro bellissime figlie. Toccherà al nipote, dunque, una volta diventato adulto, mettersi alla ricerca di questi parenti scomparsi, alla ricerca di notizie, di indizi, alla ricerca di qualcuno che li abbia conosciuti e li ricordi. E inizia dunque questo straordinario, emozionante viaggio, prima in internet, poi materialmente in Ucraina, Australia, Svezia, Israele, Danimarca, all’inseguimento di una traccia, di un nome, di un indirizzo, di un volto; incontri con i sopravvissuti, testimonianze sofferte, ricordi che riemergono, faticosamente, dolorosamente, dopo sessant’anni – e non sempre si vorrebbe. E mette i brividi questa tenace e quasi disperata caccia ad ogni dettaglio che possa aiutare a mettere a fuoco una persona, una personalità, una VITA: l’espressione di uno sguardo, un particolare dell’abbigliamento, un colore, un sapore – aveva gli occhi chiari, le piacevano i ragazzi, era un uomo elegante, era una casalinga perfetta – e poi ciò che non si vorrebbe sentire ma che è doveroso sentire – hanno costretto il rabbino a ballare nudo sopra le ragazze, novecento colpi ho contato, per molti giorni la terra ha continuato a muoversi perché tanti non erano morti subito, prendevano i bambini per i piedi e gli sfracellavano la testa sul marciapiede. E i ricordi contraddittori, il tentativo di capire quale sia più “vero”, la convinzione di essere giunti alla fine del viaggio e invece no, c’è sempre un altro viaggio ancora da intraprendere, e ogni volta un nuovo tassello, ogni volta una nuova tessera da aggiungere al mosaico, ogni volta una nuova sfumatura – la casa era quella, erano due insegnanti, è successo nel cortile, li ho visti portare via, dentro quella botola – e il quadro prende forma e la vita e la morte tornano ad essere reali. Settecentoventi pagine di riflessioni, di pensieri, di ricerca, di ricordi, di vertiginosi balzi della mente, di sapori e di odori, di spazi e di tempi, di interpretazioni bibliche, di deserti e di oceani, di speranze e disperazioni, di gioie e di rimorsi, di incontri, di rimozioni, di ritrovamenti, di emozioni. Settecentoventi pagine di cui non una riga, non una parola non una sillaba è superflua. Settecentoventi pagine da leggere in un soffio – se le emozioni forti non vi spaventano.

Daniel Mendelsohn, Gli scomparsi, Neri Pozza



barbara

Pubblicato il 24/6/2008 alle 2.49 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web