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LUNGO VIAGGIO ATTRAVERSO IL PREGIUDIZIO

Noi ebrei italiani siamo diversi – mi diceva mio padre -, non ci distinguiamo dagli altri cittadini italiani: abbiamo fatto l’Italia insieme con gli altri italiani, abbiamo fatto le guerre del Risorgimento, abbiamo fatto la guerra del 1915-18. Cavour aveva un segretario ebreo, il barone Artom; Daniele Manin, che ha guidato l’insurrezione di Venezia nel 1849, era ebreo. Queste cose che capitano agli ebrei degli altri paesi, in Italia non possono succedere. Dobbiamo ringraziare il Re Carlo Alberto, che ci ha tirati fuori dal ghetto.

Si sbagliava. Era il marzo del 1938 quando il padre di Guido Fubini esprimeva queste certezze: sono bastati pochi mesi a travolgere, oltre alle certezze, tutte intere le loro vite e quelle di decine di migliaia di ebrei italiani. Il pregiudizio è naturalmente quello antiebraico, e il viaggio attraverso di esso è lungo una vita intera, dato che ancora oggi, come purtroppo abbiamo quotidianamente sotto gli occhi, è tutt’altro che sconfitto. E attraverso quel pregiudizio che ha segnato tutta intera la sua vita, dalle leggi razziali alle deportazioni al nuovo (nuovo?) antisemitismo che prende a pretesto l’esistenza di Israele, Fubini ci accompagna per mano: vale la pena di seguirlo.

Guido Fubini, Lungo viaggio attraverso il pregiudizio, Rosenberg & Sellier



barbara

Pubblicato il 7/6/2008 alle 2.8 nella rubrica Diario.

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