Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

BOLOGNA 77

La seconda strofa di questa bellissima canzone di Stefano Rosso ricorda Giorgiana Masi, assassinata dalla polizia all’età di diciannove anni il 12 maggio 1977. Una pagina nera che chi è meno giovane ricorda ancora molto bene.

L’inverno passava qualcuno di lì
Il nastro girava, suonava “Lilly”,
Girava il pallone, lo stadio impazzì
La voce tremava, l’inverno finì.

E poi primavera, e qualcosa cambiò
Qualcuno moriva, e su un ponte lasciò
Lasciò i suoi vent’anni e qualcosa di più
E dentro i miei panni, la rabbia che tu

Da sempre mi dai, parlando per me
Scavando nei pensieri miei,
Guardandomi poi dall’alto all’ingiù
E forse io valgo di più.

L’estate moriva, Bologna, tremò,
La dalia fioriva e la gente pensò
Dei tanti domani vestiti di jeans
Chiamandoli “strani”, ma non fu così

E quando m’incontri, se pensi di me
Tu sappi che il sole che splende per te
E il grano che nasce, e l’acqua che va
E’ un dono di tutti, padroni non ha

E il grano che nasce, e l’acqua che va
E’ un dono di tutti, padroni non ha.

Qui, per chi è più giovane e non ha vissuto l’avvenimento in questione, una ricostruzione dei fatti di quel tragico giorno, e qui il video.



barbara

Pubblicato il 12/5/2008 alle 2.43 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web