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E LO SO CHE NON LO DOVREI DIRE,

però, abbiate pazienza, io veramente non riesco più a trattenermi. E la cosa che devo dire è questa: in giro per i blog e in ogni dove, oltre che nelle competenti sedi istituzionali, vedo tutto un fiorire di commemorazioni del Grande Statista, del Grande Uomo Politico eccetera eccetera assassinato trent’anni fa. E io mi chiedo – e forse anche qualcun altro che all’epoca aveva superato l’età del biberon si chiede: come è possibile che l’uomo più sporco, più corrotto, più intrallazzatore dell’intera storia politica italiana venga spacciato, oltre che per un grande statista, addirittura per un uomo retto?

barbara

AGGIORNAMENTO E PROSECUZIONE:

LUI, SE FOSSE DIO

[…]
Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista.

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!
[…]

Giorgio Gaber, 1980

Grazie all’amico M.M.

barbara

Pubblicato il 17/3/2008 alle 18.14 nella rubrica Diario.

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