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PARLA UN SINDACO PALESTINESE DI GERUSALEMME EST

A colloquio con Muchtar Suhir Hamdan

Non è soltanto la popolazione ebraica a temere la divisione di Gerusalemme, ma anche e soprattutto la popolazione araba di Gerusalemme Est. Ogni volta che sul tavolo delle trattative c'è Gerusalemme, come nei giorni scorsi ad Annapolis o nell'estate 2000 a Camp David, si alzano voci critiche dalle fila dei palestinesi contro un eventuale governo palestinese. Il problema è che ben difficilmente si trova un palestinese che ha il coraggio di dire questo apertamente. La paura paralizza, e quindi la verità che la maggior parte dei palestinesi in privato ammette non arriva in pubblico. "Muchtar" Suhir Hamdan, che già sette anni fa ha criticato l'amministrazione palestinese in Gerusalemme Est e che per questo ha quasi pagato con la vita, non si dà per vinto. Il cinquantacinquenne Suhir Hamdan è un orgoglioso musulmano, sposato con tre mogli e padre di 22 figli. In quanto sindaco del villaggio arabo Zur Bacher, uno dei 12 villaggi di Gerusalemme Est, è una personalità riconosciuta. Come allora, anche oggi Hamdan dice quello che gli altri palestinesi pensano.

israel heute - Come la maggior parte dei palestinesi, anche lei ha previsto il fallimento del vertice di Annapolis.
Suhir Hamdan - Naturalmente, entrambe le parti, israeliani e palestinesi, con gli USA hanno soltanto perso tempo.

D. Con il successore di Arafat, il capo dell'OLP Mahmud Abbas, Israele e il mondo avevano sperato di avere una direzione palestinese più pragmatica.
R. Mahmud Abbas è un capo debole, e fino a che non ha il suo popolo in pugno non otterrà niente. Già al tempo della sua elezione ho avvertito che avrebbe portato al popolo una catastrofe. Prima di parlare a tutto il mondo, Abbas dovrebbe preoccuparsi di mettere ordine nel suo proprio popolo.

D. Chi è più forte, secondo lei, Fatah o Hamas?
R. Nella Striscia di Gaza oggi Hamas è molto più forte di Fatah. Non appena Israele si ritirerà dalle altre città palestinesi, nella stessa notte Hamas occuperà ogni singola città. Il capo di Fatah, Mahmud Abbas, ha perso il potere sul popolo palestinese.

D. Come vede le ricorrenti trattative sul futuro di Gerusalemme?
R. Io dico molto chiramente che Olmert e Abbas non hanno nessun diritto di decidere sul nostro futuro in Gerusalemme. Prima di prendere ogni decisione bisognerebbe interrogare i cittadini arabi. Ma questo nessuno lo fa. Come nel 2000 ho combattuto per i nostri diritti e la nostra libertà, così faccio anche oggi. Non siamo pecore di un gregge. Noi, 250.000 arabi di Gerusalemme, siamo persone che hanno dei diritti e quindi insistiamo per avere una consultazione popolare.

D. Suhir, sette anni fa, mentre stava davanti alla sua porta di casa in Zur Bacher, un'auto che passava le ha sparato cinque colpi. Erano terroristi Tanzim di Betlemme. Non ha ancora paura di criticare la direzione palestinese?
R. No! L'Autonomia Palestinese è una dittatura che teme la democrazia. La paura paralizza i palestinesi, che non si arrischiano a parlare contro i loro dirigenti. Io non ho paura. Il mio messaggio è libertà e democrazia.

D. Ma come mai non si sentono altre voci?
R. Davanti all'amministrazione palestinese di Gerusalemme Est la maggior parte dei palestinesi ha paura. E' una cosa che il governo in Israele sa molto bene, e con lui i giornalisti israeliani che sono in contatto con la popolazione di Gerusalemme Est. La sola cosa che vogliamo è di poter determinare noi stessi il nostro futuro.

D. Che cosa avverrà nei primi tempi dopo Annapolis?
R. E' garantito che i palestinesi non governeranno su Gerusalemme Est. Per esperienza sappiamo che una leadership palestinese potrà soltanto rovinare quello che abbiamo ottenuto sotto l'amministrazione israeliana. State a sentire le voci che si sentono tra la Striscia di Gaza e Nablus! La maggior parte delle persone implora il ritorno degli israeliani nelle loro città e nei loro paesi. Fatah si è dimostrato corrotto, e Hamas è fatto di assassini.

D. Si parla di pace e non si ottiene niente!
R. Purtroppo! Oggi è diventato tutto ancora più difficile perché il popolo palestinese è diviso in due campi che combattono l'uno contro l'altro. Hamas diventa sempre più forte e alla fine occuperà anche gli altri territori paelstinesi. Per questo un ritiro delle truppe israeliane non è nell'interesse del Fatah di Mahmud Abbas. Dovrebbe essere armato e coperto da Israele per riuscire a contrapporsi a Hamas.

D. Lei propone dunque di fare anzitutto una consultazione tra i cittadini palestinesi di Gerusalemme, da cui probabilmente verrebbe fuori che si vuole avere un'autonomia sotto la sovranità israeliana?
R. Sì, qualcosa di simile! Già sette anni fa avevo avvertito palestinesi e israeliani che entrambi i popoli sarebbero caduti sulla questione di Gerusalemme. Mi creda, io vedo la situazione politica in questa regione molto più realisticamente di certe note figure chiave.

(israel heute, gennaio 2008 - trad. www.ilvangelo.org)

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Ma per le anime belle di casa nostra i desideri degli arabi, le esigenze degli arabi, il benessere degli arabi sono l’ultima cosa al mondo a poter essere presa in considerazione. L’unica cosa che interessa loro è il mantra di cui si sono innamorati: “dividere Gerusalemme” (che MAI, nella sua storia trimillenaria, è stata divisa, se non nei 19 anni in cui una metà di essa è stata illegalmente invasa e occupata dalla Giordania). E se con questo gli arabi israeliani – o palestinesi che dir si voglia – andranno a star male, beh, tanto peggio per loro.


barbara

AGGIORNAMENTO: leggere qui.

Pubblicato il 20/1/2008 alle 23.7 nella rubrica Diario.

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