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MILLE SPLENDIDI SOLI

Nana posò il secchio con il mangime. Alzò il mento di Mariam con un dito.
«Guardami, Mariam.»
Controvoglia Mariam alzò lo sguardo su di lei.
Nana disse: «Imparalo adesso e imparalo bene, figlia mia. Come l’ago della bussola segna il nord, così il dito accusatore dell’uomo trova sempre una donna cui dare la colpa. Sempre. Ricordalo, Mariam».

È vero sempre. È vero dappertutto. Ma in Afghanistan è vero di più. È un libro terribile, che spacca le budella, perché è un libro che racconta storie vere, e le storie vere sono terribili. E spaccano le budella. E tuttavia, il fatto che un uomo riesca a spaccare le budella raccontando storie di donne, è cosa che induce a credere che non tutto, forse, è perduto. Bellissimo come il precedente, come il precedente lontanissimo dall’ovvio, dallo scontato, dal banale, scritto straordinariamente bene in questo continuo intrecciarsi di Storia e storie, anche questo va assolutamente letto.

Khaled Hosseini, Mille splendidi soli, Piemme



barbara

Pubblicato il 10/1/2008 alle 13.50 nella rubrica Diario.

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