Blog: http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it

(LA VUOI SAPERE UNA COSA?)

(la morte no, quella non te la auguro. Ma di graffiarti a sangue fino a strapparti l’ultimo brandello di pelle, di questo sì avrei una voglia smisurata. Di farti male fino a farti urlare e regalare alle mie orecchie il godimento della musica delle tue urla)
(e adesso vieni anche a dirmi, nella tua sconfinata magnanimità, che è meglio che non ci scriviamo più, se mi fa così male. E ancora, ancora non arrivi a capire che il male fatto non si cancella cancellando un nome o un messaggio da uno schermo o da un display. Ancora non sei riuscito a capire che la vita non ha tasti erase, e reset, e “annulla digitazione”, e che per cancellare le ferite bisogna strappare la pelle e la carne, e dopo non resta più niente)
(peggio ancora, non riesci a capire che tu non sei stato per me una proiezione di me, come sono stata io per te. Anzi, direi che non arrivi neppure ad avere abbastanza fantasia da poter immaginare che esistano persone per le quali gli altri sono persone, da vivere come persone, e non mucchietti di bit o specchi al proprio narcisismo, come sono gli altri per te. E non sono stata solo io a fare le spese di questa tua mancanza di immaginazione)
(mi hai chiesto scusa, anche. Quante volte? Per poi ricominciare a giocare a palla con la mia anima: quante volte? Sta scritto nel blog di un’amica: «Non è possibile fare a brandelli una magia e poi aggiustarla come si fa con un cappotto». Vale anche per le anime, e tu ancora non lo sai: quante ne hai fatte a brandelli, oltre alla mia?)
(queste, comunque, sono le ultime parole che sentirai da me. Le leggerai, lo so, perché non puoi stare lontano da qui: si torna sempre sul luogo del delitto, è così che si dice, no? E dunque so che tornerai, e so anche tutte le altre cose che farai, ma d’ora in poi dovrai farle con uno specchio in meno)
(e non ti dico addio, perché non meriti neanche questo)

Pubblicato il 6/12/2007 alle 15.52 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web