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VITA

Chi la odia. Chi la disprezza. Chi la schifa. Chi la sputa come un boccone marcio. Chi se la gioca a dadi per vedere, neanche tanto di nascosto, l’effetto che fa. Chi non sa che farne. E chi la ama. Oltre ogni limite; oltre ogni logica; oltre ogni elementare buon senso. E a volte capita – sì, capita – che quella zoccola lurida infame della vita, accecata da tanto amore, decida persino di ricambiare.
G. Trentasei anni. Un marito musicista: uno di quei meravigliosi, ineffabili eterni bambini che non si può non adorare, ma sui quali è meglio non fare troppo conto. Un bambino biondo di cinque anni, che definire tempestoso è poco. Una stupenda bambina di tre anni, Down. E decide di avere il terzo figlio. Resta incinta. Arrivata all’ottavo mese un giorno – è un venerdì – mentre, facendo la doccia, si passa la mano sul seno, ha l’impressione di sentire un “qualcosa”. Quelle cose che uno dice sì, va bene, di sicuro non sarà niente, ma per ogni evenienza … Il lunedì mattina va all’ospedale, la visitano, verificano, immediatamente la ricoverano e la attaccano alla flebo per provocare le doglie e far nascere la bambina. La quale, povera stella, lo sa benissimo che non è il suo momento, e di nascere proprio non ne vuole sapere: quasi due giorni, ci ha messo. La notte tra martedì e mercoledì finalmente riesce a partorire; il giovedì mattina è già in sala operatoria.
L’ho incontrata oggi pomeriggio, era da secoli che non la vedevo. Stava pedalando in salita, tirandosi dietro uno di quei minuscoli risciò che, almeno da queste parti, sono parecchio diffusi. Dentro, comodamente accoccolate, la bambina Down e la bambina nuova. Pedalava e sorrideva, da sola: sorrideva a se stessa, sorrideva al mondo, sorrideva alla vita – poi, quando mi ha vista, ha sorriso anche a me. Un sorriso da un orecchio all’altro, di quei sorrisi che ti scaldano dentro. Quarant’anni suonati, e pareva una ragazza: una ragazza che ha la vita davanti, una ragazza che sorride alla vita e la vita sorride a lei. Questa sera mi sento un po’ meglio dei giorni scorsi. Vuoi vedere che stanotte riuscirò addirittura a dormire un paio d’ore?

barbara

Pubblicato il 28/11/2007 alle 21.50 nella rubrica Diario.

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