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CONTROLLI

Nel post dedicato a Gabriele Sandri, Giuseppe si chiede amaramente: “hanno sottoposto il poliziotto pistolero ai test per rilevare la presenza di alcool o altre sostante psicotrope nel suo sangue?” Già, i controlli. Alcune categorie li subiscono; altre, per grazia ricevuta, ne sono esentati. E questo commento mi ha fatto tornare alla mente due episodi avvenuti in regione qualche anno fa.
Uno riguarda un capitano, non ricordo se dei carabinieri o dell’esercito. Col primo figlio l’aveva passata liscia, ma quando il secondo è finito per la terza volta all’ospedale con evidenti segni di sevizie, sono cominciati a sorgere dubbi anche sulle cause della morte del primo. È iniziata una serie di indagini ed è emerso che le sevizie sui figli erano pratica abituale: chiaro, dunque, che si trattava di una personalità disturbata. E ci si chiede: come mai su una persona che per mestiere maneggiava quotidianamente delle armi non era mai stata svolta nessuna verifica? (Per inciso, in primo grado è stato condannato, in appello assolto, nonostante le sevizie almeno sul secondo figlio fossero evidenti e documentate).
L’altro riguarda un ragazzino di quattordici anni, che un giorno ha ammazzato il padre con una coltellata nella pancia. Sconcerto, sgomento, incredulità di fronte a un simile delitto verificatosi per di più in una famiglia modello, madre insegnante, padre psicologo, vita familiare perfetta … Poi, un po’ alla volta, viene fuori che no, forse proprio proprio perfetta non è. Viene fuori che il padre aveva di tanto in tanto delle esplosioni di rabbia. Viene fuori che non venivano fuori di tanto in tanto, bensì piuttosto spesso, e che non erano semplici esplosioni di rabbia, ma veri propri raptus in cui massacrava letteralmente il bambino. E infine viene fuori la cosa più sconvolgente di tutte: sul coltello non ci sono impronte del ragazzo. Ci sono solo quelle del padre. Perché lui aveva impugnato il coltello per ammazzare il figlio, e il ragazzo, in un disperato tentativo di salvarsi, con la forza della disperazione era riuscito ad afferrargli il polso e a girarlo. E tanta era la furia con cui il padre si stava slanciando su di lui, che ci si è infilzato. Uno psicologo. Uno che maneggiava le menti altrui: perché a nessuno viene in mente che possa essere il caso di effettuare qualche verifica su persone che hanno simili responsabilità? Esistono dunque categorie di persone al di sopra di ogni sospetto a prescindere?

barbara

Pubblicato il 16/11/2007 alle 16.13 nella rubrica Diario.

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