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INTERROGATORI

Se non si trattasse di un'immane tragedia che ha distrutto un intero continente e spazzato via decine di milioni di vie umane, sembrerebbero una riedizione delle comiche un po' surreali di Walter Chiari e Carlo Campanini (o, per i più vecchi, dei fratelli De Rege) le risposte e le deposizioni dei superuomini del Terzo Reich agli interrogatori di Norimberga, riportate in questo ottimo libro: si va dal ministro degli esteri che non ha la minima idea di quale fosse la politica estera della Germania ("Mi dispiace molto. Il Führer non ha mai rivelato a nessuno i suoi obiettivi precisi") al ministro dell'interno che ignora quanti campi di concentramento ci fossero in Germania ("La cosa mi è sempre stata tenuta nascosta"); da chi si difende: "E' un crimine essere antisemiti? Anche Cristo era antisemita!" a chi, al fronte in posizione di comando, nega categoricamente che vi siano stati "eccessi" da parte dell'esercito nei confronti della popolazione civile ("Non ho mai saputo di cose del genere"); dall'amnesia di Rudolf Hess, che non ricorda neppure di aver avuto un qualche ruolo nel nazismo, a Von Papen che ammette ogni singolo dettaglio, salvo poi negare l'insieme dei dettagli, a Ribbentrop che si dichiara pronto ad assumersi le sue responsabilità; poi, di fronte a domande precise:
"Non riconosce alcuna responsabilità della politica di deportazione dei lavoratori-schiavi?"
"Lavoratori-schiavi? No"
"E immagino che non si assuma nessuna responsabilità neppure per l'uccisione, la marchiatura o altri maltrattamenti dei prigionieri di guerra russi, vero?"
"No, non potrei"
"Riconosce una qualche responsabilità nell'uccisione di ostaggi?"
"No, non potrei"
E così via per pagine e pagine.
Da far leggere soprattutto a chi è convinto che si tratti di eroi.

Richard Overy, Interrogatori, Le Scie



barbara

Pubblicato il 12/11/2007 alle 18.41 nella rubrica Diario.

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