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RICORDIAMO UN GRANDE



WASHINGTON - Lo storico americano Raul Hilberg - che dedicò oltre mezzo secolo di studi all'Olocausto, sul quale scrisse un monumentale e fondamentale libro - è morto nei giorni scorsi a Burlington (Vermont), per un cancro polmonare, all'età di 81 anni. Lo ha annunciato l'Università del Vermont, dove aveva insegnato dal 1956 al 1991.
Nato a Vienna il 2 giugno 1926, lui stesso ebreo, Hilberg è noto soprattutto per 'La distruzione degli ebrei d'Europa’, opera di riferimento sulla Shoah, che descrive con completezza, precisione e rigore storico come la Germania nazista pianificò e mise in atto lo sterminio.
Cominciò a lavorare alla monumentale opera (1. 200 pagine) nel 1948, quando - come disse lui stesso nel 2004 in una intervista all'agenzia Reuters - "nella comunità ebraica l'argomento era quasi tabù". "Andai avanti con il mio lavoro (...) quasi, vorrei dire, come forma di protesta contro il silenzio", sottolineò. Il libro fu pubblicato nel 1961 da un piccolo editore di Chicago, con un contributo dell'autore alle spese, ma Hilberg continuò a lavorare meticolosamente su testimonianze e documenti.
L'apertura degli archivi sovietici a partire dagli anni '90 gli permise di arricchire considerevolmente la sua opera, che uscì nel 2003 in una terza edizione assai ampliata. "La distruzione degli ebrei non fu accidentale. Nei primi giorni del 1933, quando il primo funzionario stilò la prima definizione di 'non ariano' in un'ordinanza dell' amministrazione, la sorte del mondo ebraico europeo si trovò ad essere segnata", scrive Hilberg nel suo libro. L'opera - pur criticata da taluni per l'attenzione più sui carnefici e sulla macchina tecnico-burocratica all'origine dell'Olocausto che sulle vittime - resta un monumento di erudizione e una 'summa' storica. Dalle radici dell' antisemitismo in Germania all'atteggiamento della popolazione, dalle prime leggi antiebraiche allo sterminio di massa - passando per gli espropri, le deportazioni, i ghetti, i campi di concentramento, le "operazioni mobili di massacro" - Hilberg descrive accuratamente il "processo di distruzione" che portò all'eliminazione di sei milioni di ebrei in Europa.
Nato da una famiglia ebrea che fu in parte uccisa dai nazisti, Hilberg emigrò nel 1939 negli Stati Uniti, dopo l'Anschluss (annessione) dell'Austria da parte della Germania hitleriana. Arruolatosi volontario a 18 anni nell'esercito Usa, combatté in Europa ed entrò nell'aprile 1945 a Monaco di Baviera con la 45/a divisione di fanteria. Dopo che il suo reparto aveva liberato il campo di concentramento di Dachau, il Hilberg cominciò a cercare nelle casse di documenti abbandonate dai gerarchi nazisti, e ad appassionarsi allo studio. Di lui restano anche altre opere dedicate alla Shoah: tra queste, 'Esecutori, vittime, testimoni' (1992), 'La politica della memoria' (1996), 'Olocausto: le fonti della Storia' (2001).
(ANSA)

Raccomando a chiunque non lo conosca “La distruzione degli ebrei d’Europa”: sono 1200 pagine ma si legge bene, ed è assolutamente imprescindibile per avere una visione davvero chiara di quanto accaduto.



barbara

Pubblicato il 18/8/2007 alle 16.24 nella rubrica Diario.

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