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Vi siete mai chiesti a che cosa servano le ossa? No, eh? Beh, siete fortunati che ci sono io, che nella mia sconfinata bontà ho deciso di rimediare generosamente alla vostra crassa ignoranza. Ebbene, le ossa sono quella cosa che quando una cretina si taglia un dito, quando arriva lì si ferma, risparmiandosi così di falciare l’intera falange: forte, no? Così poi basta dare una bella sciacquata al lavabo che si è inondato accogliendo il primo fiotto di sangue, e siamo praticamente a posto perché l’asciugamano invece, quello con cui si è tamponata la ferita, quello non occorre lavarlo dato che, essendo completamente inzuppato, non è più recuperabile, e quindi va buttato via. E dopo appena 22 ore, e mezzo tubo di Cicatrene, la ferita ha già quasi smesso di sanguinare: se tutto va bene, quando tutto sarà finito, la cicatrice non sarà più neanche visibile, se non a una distanza massima di dieci-dodici metri. E farà comunque buona compagnia a quelle dell’estate scorsa, quando ho lasciato un buon mezzo etto di pelle sull’asfalto (ma in compenso mi sono portata a casa un buon mezzo etto di asfalto, ben nascosto sotto la pelle). Che a loro volta fanno buona compagnia a quelle delle operazioni (non chiedetemi quante, perché dopo la ventesima ho perso il conto) e di tutti gli altri incidenti.
E la vita la vitaaaaaaaa
e la vita l’è bela l’è belaaaaaaaaaa
basta avere un’ombrela un’ombrelaaaaaaaaa

barbara

Pubblicato il 21/4/2007 alle 17.48 nella rubrica Diario.

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