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QUANDO SI DICE LA CARITÀ CRISTIANA

«Abbiamo capito che le persone che sono state uccise facevano parte di un gruppo a matrice protestante, che va facendo diffusione della Bibbia per le strade in mezzo alla popolazione musulmana e questo irrita fortemente i nazionalisti e fondamentalisti turchi.» «Noi cattolici ovviamente siamo solidali con chi è vittima della violenza e anche in questo caso lo siamo. Ma a quanto pare si tratta di uno di quei gruppi che svolgono una propaganda biblica in ambienti dove non ci sono cristiani, offrendo i Vangeli ai musulmani e provocando la loro reazione. Ed ecco che i gruppi fanatici reagiscono dicendo: “Che andate facendo? Perché cercate conversioni tra noi, noi crediamo in Allah, andate piuttosto dai pagani a fare il vostro proselitismo”». «[Noi] no, assolutamente! Noi […] non andiamo in mezzo ai musulmani a svolgere attività di propaganda». «Ci vorrebbe molta più prudenza. Occorre conoscere la sensibilità e l’orgoglio storico del popolo turco. È fondamentale il rispetto dei sentimenti».

Ricapitolando: gli incaprettati e sgozzati sono dei provocatori che se la sono andata a cercare. Se i fondamentalisti si sentono provocati è logico che reagiscano. Noi siamo bravi e loro sono dei coglioni. (Poi magari, volendo, si potrebbe anche chiedere a questo bravo cattolico come mai sia stato ucciso don Santoro, che non andava a vendere le Bibbie ai musulmani). Queste sono le autorevoli prese di posizione di monsignor Georges Marovitch, portavoce dei sei vescovi cattolici presenti in Turchia. Al quale vorremmo suggerire di dare un’occhiata a una vecchia cosa in cui si legge, tra l’altro:

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Ho eliminato alcune beatitudini, che non facevano al caso mio, ma posso assicurare che fra i beati che saranno saziati e consolati e ricompensati, che erediteranno la terra e guadagneranno il Regno dei Cieli non erano annoverati coloro che leccano il culo ai terroristi, né coloro che sono solidali più con i carnefici che con le vittime, né coloro che puntano spietatamente il dito contro chi ha pagato con la vita la fedeltà al proprio credo dedicando tutta la propria simpatetica comprensione a chi, per fedeltà al proprio credo, la vita la toglie: chissà, forse qualcosina avrebbe da imparare, il signor Marovitch, da tale lettura. Ammesso che ancora ne sia capace.

barbara

Pubblicato il 20/4/2007 alle 18.3 nella rubrica Diario.

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