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VIOLAZIONE: SÌ, NO, FORSE CHISSÀ

Comunicato Honest Reporting Italia 11 febbraio 2007

Segnaliamo le singolari tesi sostenute in
questo articolo online di giovedì 8 febbraio.

Prima violazione del cessate il fuoco dopo i 34 giorni di guerra: feriti due libanesi

BEIRUT
Prima violazione del «cessate il fuoco» questa notte al confine fra Israele e Libano, con scambi di colpi fra militari dei due Paesi dalla fine della guerra dell’estate scorsa.
Perché se Hezbollah lancia missili in territorio israeliano, quella non è violazione del cessate il fuoco. Se Hezbollah si riarma in grande stile, quella non è violazione del cessate il fuoco. Se il traffico di armi continua senza sosta, quella non è violazione del cessate il fuoco. Ma se Israele respira un po' troppo rumorosamente ecco, allora abbiamo una clamorosa violazione del cessate il fuoco.

Stando alle prime informazioni diffuse dalle edizioni elettroniche dei quotidiani israeliani, militari libanesi hanno aperto il fuoco
ma allora, se anche in questo singolo episodio le ostilità sono state aperte dai libanesi, perché il titolo recita "violazione del cessate il fuoco: feriti due libanesi" come se la responsabilità della violazione fosse israeliana? E se i libanesi feriti erano soldati, perché non lo si precisa, come si fa sempre con gli israeliani (soldati o coloni, anche se hanno due mesi), quasi a sminuirne il valore umano, quasi a rendere meno grave la loro uccisione, anche quando è frutto di un atto terroristico?

verso unità dell’esercito di Gerusalemme
Nessuno ha mai sentito parlare dell'esercito del Cairo, o di Damasco, o di Amman, o di Teheran: come mai questo privilegio esclusivo concesso a Gerusalemme? Non sarà che si sta cercando (inconsciamente?) di suggerire l'idea che la quintessenza dell'ebraicità di Gerusalemme risiede nel militarismo?

impegnate a spianare un’area lungo il confine, in territorio israeliano, in cui lunedì erano state ritrovate alcune cariche esplosive.
E come ci erano arrivate, lì, le cariche esplosive? Il deporre cariche esplosive è consentito dalle regole del cessate il fuoco? O erano state messe altrove e poi sono state portate lì dal vento?

I militari israeliani hanno risposto con almeno due cannonate verso l’area da dove provenivano gli spari.
Fonti militari citate dall’edizione elettronica israeliana Ynet di Yediot Ahronot hanno aggiunto che i soldati israeliani «hanno agito per autodifesa» e che l’esercito di Israele, Tsahal, «non ha intenzioni bellicose verso l’esercito libanese». Secondo Israele, l’area interessata si trova in territorio israeliano, fra la «linea blu» che segna il confine e la barriera di sicurezza costruita alcune decine di metri all’interno del proprio territorio dallo Stato ebraico.
La percentuale di non ebrei nello stato di Israele è enormemente più alta della percentuale di non musulmani negli stati arabi. Ciononostante non sentiamo mai l'espressione "stato islamico" per parlare di Siria, Egitto, Giordania, Iraq, Yemen, Libia ecc. Come mai, ancora una volta, questo privilegio esclusivo riservato a Israele?

La versione è stata confermata soltanto in parte dalla tv libanese Lbc, ma con la precisazione che i primi colpi sono stati sparati contro i bulldozer dell’esercito israeliano che avevano superato la «linea blu» di confine, nella zona di Marun Er Ras, a Sud di Bint Jbeil. Due i feriti, entrambi libanesi, entrambi in modo leggero.
Si noti l'uso dell'indicativo ("avevano superato"), a indicare l'attendibilità attribuita a tale dichiarazione nonostante la sua assurdità, visto che le cariche esplosive si trovavano in territorio israeliano.

Secondo Israele le cariche scoperte lunedì erano state preparate dai miliziani sciiti negli ultimi giorni, approfittando delle recenti piogge torrenziali e della nebbia. Fonti di Hezbollah avevano invece sostenuto che si trattava di vecchi ordigni, collocati lungo la frontiera durante la guerra dell’estate scorsa. L’Unifil - la forza Onu in Libano a guida italiana - si era offerta di compiere l’opera di «bonifica» nella mattinata di oggi. Gli israeliani hanno tuttavia ignorato l’offerta decidendo di agire unilateralmente sfidando il rischio di un incidente di frontiera che poi è effettivamente avvenuto.
E come criticarli, dopo che per cinque mesi l'Unifil è stato a guardare il riarmo di Hezbollah e il lancio di missili senza muovere un dito? Come non condividere la loro scarsa fiducia nell'affidabilità delle forze internazionali quando da decenni sono vittime della loro ignavia - per non dire peggio?

Il conflitto fra Israele e le milizie dell’Hezbollah si era concluso il 14 agosto scorso, dopo 34 giorni, con un accordo di cessate il fuoco siglato sotto l’egida dell’Onu.
Appunto, con un accordo di cessate il fuoco. NON con un cessate il fuoco, che da parte di Hezbollah non c'è mai stato.

Vi invitiamo a protestare per le numerose "sviste" contenute in questo articolo scrivendo a
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Pubblicato il 12/2/2007 alle 14.47 nella rubrica Diario.

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