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LETTERE. E FILOSOFIA

Capita che una stia lì a ingoiare rospi per 27 (leggasi VENTISETTE) anni e se ne stia zitta. Va bene: avrà sicuramente le sue ragioni. E la conservazione dell’uso di una vagonata di ville può indubbiamente essere un’ottima ragione – molto più importante della dignità - almeno per un’attricetta di quart’ordine quale è la signora Miriam Bartolini. Capita anche che la signora in questione venga accusata urbi et orbi di scopare con un noto filosofo e non reagisca: forse perché non può in quanto l’accusa risponde a verità, forse perché l’accusa non è lesiva della sua dignità – non, per lo meno, quanto lo sarebbe la perdita delle suddette ville. Certo è che l’avere a che fare con un personaggio sordido lo ha messo in conto fin dall’inizio, visto che il signore è andato avanti per ben cinque anni a scoparla continuando a tenersi ben stretta la moglie e tenendo comodamente il piede in due scarpe – e neanche questo era lesivo della sua dignità. Poi capita che un bel giorno scopre di averne abbastanza, dice. E scrive al secondo giornale più venduto e letto in Italia per dire che ne ha abbastanza. E va bene anche questo: la famosa “ultima goccia” è qualcosa di molto concreto, e tutti lo abbiamo sperimentato, credo. Quello che davvero non si capisce è perché improvvisamente tiri fuori il fatto di avere sopportato in silenzio per 27 anni: se non era da tacere è stata una cretina a tacere, se era da tacere è una stronza a dire adesso che ha taciuto. A questo punto i legittimi sospetti sono due: o la signora è convinta che prostituirsi per una mezza dozzina di ville sia cosa sostanzialmente diversa dal prostituirsi per cinquanta euro sul marciapiede ed esige una revisione del contratto, o i due si sono messi d’accordo per questa sceneggiata a scopo di propaganda elettorale. In entrambi i casi il gioco è estremamente squallido e fra i due – non c’è ombra di dubbio – la più squallida è la signora.

barbara

Pubblicato il 1/2/2007 alle 20.41 nella rubrica Diario.

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