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Intervista a Omar Muhammad Bakri sulla strategia del movimento islamico in Europa (12 settembre 1998)
L'intervista è stata realizzata da Magdi Allam il 12 settembre 1998 nell'abitazione londinese dello sheikh Omar Muhammad Bakri, e pubblicata solo parzialmente sulla «Repubblica».

Lei esclude a priori qualsiasi possibilità di intesa tra l'islam e la civiltà occidentale?
Noi riteniamo che il musulmano debba rifiutare categoricamente tutte le leggi secolari. Ma da un punto di vista pratico, per consentire l'affermazione dell'islam in Europa, noi facciamo una distinzione tra la modernità e la civiltà. Non rifiutiamo la modernità, la televisione, il fax e il telefono cellulare. Ma la mia civiltà è l'islam e Allah ci ha prescritto di vivere per adorarlo e obbedire ai suoi precetti. Per contro la civiltà dell'Occidente è basata sulla separazione tra Dio e lo Stato, tra la fede religiosa e i valori secolari. Noi dobbiamo cambiare il sistema di vita e ciò richiede una rivoluzione intellettuale. E io credo che noi dobbiamo convertire all'islam i non musulmani perché siano loro i protagonisti della trasformazione della società. Questa svolta non avverrà per mano dei musulmani immigrati, ma da parte dei musulmani europei che sono cittadini a pieno titolo e che interagiscono con tutti gli strati della società. Ogni giorno 63 europei si convertono all'islam. E noi siamo più prolifici, a ogni generazione noi raddoppiamo e i non musulmani si dimezzano. Oggi l'islam è la religione
che si diffonde con maggior rapidità in Europa. Noi dobbiamo conquistare le menti dei figli di queste società europee, devono essere loro l'avanguardia della rivoluzione dell'islam in Europa. A tale fine dobbiamo costruire più moschee, più scuole islamiche, rivendicare programmi islamici nelle scuole pubbliche. Sono le leggi secolari che devono scendere a un compromesso, noi musulmani non accettiamo compromessi. Le leggi secolari sono fatte da uomini e possono essere modificate dagli uomini. Ma la sharia, la legge di Allah, non può essere modificata dall'uomo. Se lo Stato capitalista dovesse rifiutare, a quel punto fallirà come sistema perché contraddirà uno dei suoi principi basilari, la libertà religiosa, di espressione e di organizzazione. La verità è che non c'è libertà, è solo uno slogan, ci sono leggi e ordine dello Stato. Anche la democrazia, il potere del popolo, dal popolo e per il popolo, è una falsità. In definitiva chi governa è il partito al potere, indipendentemente dalla volontà popolare.

Lei predica la creazione di uno Stato islamico all'interno degli Stati di diritto dell'Europa?

No, io sono contrario alla separazione dalla società europea. Noi dobbiamo avere i nostri quadri, le nostre moschee, le nostre scuole, i nostri ambulatori, i nostri mercati, ma senza isolarci. Noi non ci integriamo ma non ci separiamo. Noi vogliamo dar vita a dei modelli di sistema di vita Che consentano alla comunità musulmana di salvaguardare la propria identità e favoriscano la conversione degli europei all'islam. Noi vogliamo scatenare lo scontro ideologico tra l'islam e il kufr, la miscredenza. Noi contestiamo i principi basilari della civiltà occidentale.

Lei nega il diritto alla libertà di pensiero, di associazione e di culto?

La libertà non può significare dire tutto ciò che si vuole. Si può permettere a uno di dire che il profeta Maometto era un bugiardo? O di dire che non esiste un Creatore? O di insultare Allah? Ciò non è libertà, è miscredenza. E a proposito della libertà di culto, l'islam prescrive che chi cambia la propria religione debba essere ucciso. Non è possibile concedere la libertà a un rinnegato musulmano. L'islam detta legge anche negli affari più privati della vita. Allah impone che l'uomo possa penetrare la donna solo da dove Lui infonde la vita. Di quale libertà personale stiamo parlando? La libertà è dei miscredenti. Oggi in Occidente gli uomini si stanno effeminando e le donne si stanno maschizzando, e il risultato è che le donne fanno l'amore con le donne e gli uomini si accoppiano con gli uomini. Noi seguiamo la legge di Allah non le leggi degli uomini.


Ritiene che ci sia una crescita del movimento islamico in Europa?
È un'operazione che richiede un coordinamento, io sono ottimista e sono certo che avrà successo. In Gran Bretagna tutte le associazioni islamiche concordano sull'azione di proselitismo a favore dell'islam, sulla tutela della civiltà islamica e sul consolidamento e la crescita dell'islam. Noi stiamo operando per islamizzare la società britannica. Il contrasto verte sull'opportunità di scatenare uno scontro ideologico con lo Stato capitalista e sull'opportunità di attendere l'emergere di uno Stato islamico nei paesi di fede musulmana. Ma solo l'islam è la soluzione della crisi della civiltà occidentale, solo l'islam è la religione in grado di ergersi a sistema di vita per tutta l'umanità.


Come può ritenere che una Nazione islamica possa costituirsi in Europa quando gli stessi Stati musulmani hanno fallito quest'obiettivo?
Oggi non c'è un solo Stato islamico. Non lo è l'Arabia Saudita, né l'Iran, né il Sudan, né il Pakistan. Eppure l'islam in Europa ha avuto successo senza la presenza di uno Stato islamico. Immaginiamoci che cosa accadrebbe se si creasse uno Stato islamico. (da “Bin Laden in Italia – Viaggio nell’islam radicale” di Magdi Allam, Mondadori)

Quelli che strepitano che noi cattivissimi “islamofobi” continuiamo a strillare al lupo al lupo per puro odio antiislamico, saranno disposti a prestare qualche attenzione a un buonissimo musulmano?
(E ricordiamo)


barbara

Pubblicato il 29/11/2006 alle 21.5 nella rubrica Diario.

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