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BORGO



“Signora Mariaaa!”
“Eeehh”.
“Ce l’ha lei l’ossooo?”
“Sììì”.
“Deve fare il brodo oggiii?”
“Nooo”.
“Allora me lo prestaaa?”
“Va beneee”.
Il giorno dopo:
“Signora Agneseee!”
“Eeehh”.
“Ce l’ha lei l’ossooo?”
“Sììì”.
“Deve fare il brodo oggiii?”
“Nooo”.
“Allora me lo prestaaa?”
“Va beneee”.
Sono andate avanti un mese le donne del borgo, gridandosi da finestra a finestra, a bollire quell’osso per “mangiare” dell’acqua calda immaginandosi che sapesse di qualcosa. C’era anche un casino, nel borgo. Un giorno una puttana ha incontrato un brav’uomo, un carabiniere siciliano, che ci si è fidanzato. Lei naturalmente ha lasciato subito il casino ma si sa che le comari, non solo dei paesini ma anche dei borghi, hanno la lingua lunga e avvelenata. Un giorno il brav’uomo le ha detto: “Senti, mi sono arrivate delle chiacchiere sul tuo conto. Io non le voglio ascoltare, ma sappi che se non ti trovo vergine ti rimando a casa”. Disperata è andata dalla padrona del casino a chiedere consiglio, e consiglio ha trovato: “Sei sempre stata regolare come un orologio: cerca di fargli fissare le nozze per quando avrai le mestruazioni, e dovresti farcela”. L’imbroglio ha funzionato, e il carabiniere siciliano ne ha guadagnato in cambio la moglie più riconoscente e più fedele che mai potesse sognare. C’era anche la Livia, nel borgo, perfetto esempio di popolana: cuore grande come una casa, e bocca … anche. Forse è stato per via di lei che quella domenica pomeriggio in Piazza dei Signori, abitino bianco di organdis con le balze, scarpine bianche, calzini bianchi, coroncina di fiori di stoffa sui boccoli biondi, una manina alla mamma e una alla zia, quando una di loro ha detto “andiamo” mi sono messa a strillare “Mi no vojo ndae in figa!!!” E più loro, paonazze di vergogna, stritolandomi i polsi, mi tiravano sibilando “andiamo via!”, più io urlavo “Nooo, mi no vojo ndae in figa!!!” E questa, me l’hanno detto anche recentemente, non me l’hanno mai perdonata.

Ma quanto è dura raccontarsi che la vita deve andare avanti e fare finta di crederci. Quanto è dura sopravvivere alla disperazione e resistere agli impulsi maligni quando diventa più nera.

barbara

Pubblicato il 25/11/2006 alle 15.55 nella rubrica Diario.

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