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FACEVA IL CLOWN: A MORTE

Non ero al corrente di questa notizia; l’ho trovata in “Io donna”, supplemento del Corriere della Sera di sabato.

Fuad e Sulaf, attori iracheni, adorati clown. Lui a vent'anni già veterano di smorfie e filastrocche, lei diciottenne agli esordi, unica ragazza nella compagnia di teatro per bambini El Aleile el Sayda, La Famiglia Felice. Pazienza se la foto che ci dà Sulaf non è di grande qualità. È l'unica rimasta e un'altra non si può fare. Sulaf è viva, Fuad è morto. Ucciso in aprile con un altro attore, Haidar, 25 anni, su una strada di Bagdad. Tornavano dalle prove, una donna ha chiesto un passaggio per l'ospedale, poco più avanti un’auto li ha fermati, una raffica di mitra li ha uccisi. In Iraq si muore anche per caso, per una svolta o un passaggio sbagliato. Gli assassini di Fuad e Haidar cercavano proprio loro. Già una volta avevano lasciato un biglietto sul camioncino: smettetela con il teatro o vi ammazziamo. La colpa? Far ridere i bambini di tutte le confessioni, sciiti, sunniti, cristiani. Questo agli estremisti non va bene. Attori che facevano ridere gli iracheni sotto Saddam, i giovani della Famiglia Felice avevano trovato posto nella tv pubblica, partecipavano ai rari festival pubblicizzati di nascosto, con il passa parola, per evitare problemi. Non è bastato. Dopo l'uccisione di Fuad e Haidar molti dei dieci compagni sono fuggiti in Egitto. Un milione e mezzo di iracheni in questi anni sono scappati all'estero. Il capocomico Saad al telefono dal Cairo dice che vuol rimettere in piedi la compagnia. A Bagdad, Sulaf aspetta una sua chiamata e un triste visto di uscita.

Ora aspetto che qualcuno mi venga a dire che “è la loro cultura” e pertanto da accettare e rispettare.



barbara

AGGIORNAMENTO: ecco un'altra notizia che sembra avere qualche difficoltà ad arrivare ai nostri mass media.

Pubblicato il 14/11/2006 alle 1.2 nella rubrica Diario.

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