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LA GUERRA DEL LIBANO: QUELLO CHE I GIORNALI NON VI HANNO DETTO

La guerra nel nord è finita – per ora – ed una tesa e fragile "pace" regna sulla Galilea. I residenti della regione stanno ritornando alle loro case devastate, cercando di riattaccare le loro vite andate in cocci. Soldati, uomini della Riserva, famiglie, studenti, persone anziane, nuovi immigrati, bambini – nessuno è rimasto incolume dagli orrori dei missili di Hezbollah, piovuti senza tregua sulle loro case.

                      

                                                

E molti temono che le ostilità possano scoppiare di nuovo in qualsiasi momento.
Nel corso della guerra sono rimasti uccisi 117 soldati e 41 civili.
Quasi 4000 persone sono rimaste ferite.
Circa 400.000 israeliani sono stati costretti ad abbandonare le loro case.
Oltre 6.000 edifici sono rimasti danneggiati da circa 4.000 missili di hezbollah.
Centinaia di aziende, servizi pubblici e banche sono stati costretti a chiudere o sono stati seriamente interrotti in più di 30 paesi e città.
La prima stima dei danni supera i 5 miliardi di dollari.
L'intera popolazione di Israele ha pagato un forte tributo a questa guerra non provocata, ma senza dubbio sono stati i residenti del Nord a pagare il prezzo più alto. I moderni pionieri della Galilea affrontano una nuova realtà "il giorno dopo". […]
In tutto il nord i danni sono immensi. I residenti del Nord di Israele devono ricostruire tutto: le loro case, le loro aziende, le loro comunità – le loro vite. La più forte dichiarazione possibile che possiamo fare, sia ai nostri nemici che ai nostri fratelli e sorelle del nord, è che non solo faremo la ricostruzione, ma andremo oltre, e creeremo comunità piene di vita e con una qualità di vita superiore a quella che è stata distrutta.
Come conseguenza della guerra, molti potenziali studenti del nord non hanno avuto la possibilità di lavorare durante l'Estate per finanziare il prezzo degli studi. Così il numero di studenti registrati nelle università del nord è calato del 30%. Questa situazione avrà serie conseguenze non solo per gli individui, ma anche per le università del nord e per l'intera regione. Le borse di studio per gli studenti del nord, in cambio delle quali essi faranno un volontariato nei programmi delle comunità locali, permetteranno loro di costruirsi il proprio futuro e di aiutare a ricostruire le loro comunità.
Oltre ai danni fisici, la guerra ha lasciato profonde cicatrici emotive sui residenti del nord. Particolarmente vulnerabili sono i bambini ed i ragazzi, che sono stati costretti a passare molte lunghe ore nei rifugi, temendo per le loro vite mentre i missili Katyusha fischiavano sopra le loro teste e quando uscivano fuori dai rifugi per trovare le loro case distrutte.

                                 

I bambini della regione del nord si stanno misurando ora con il trauma personale dei mesi estivi sotto il fuoco, o con quello di profughi costretti ad abbandonare le loro case. Un Nuovo Domani è un programma completo per rinvigorire i bambini ed i ragazzi tramite l'arricchimento educativo e culturale, quali mezzi per misurarsi con questo trauma.
Per i bambini dei nuovi immigranti che vivono nel nord, la lotta dei quali, per comprendere una lingua, una cultura ed una società nuova, è stata aggravata dagli orrori della guerra, il trauma è stato particolarmente acuto. Le vacanze estive sono tipicamente il periodo durante il quale lo staff dei centri di assorbimento si focalizza sui programmi di intervento scolastico, che assistono i bambini a colmare le lacune educative. Ma molti dei 1.500 bambini e ragazzi di nuovi immigranti, viventi nei dieci centri di assorbimento dell'Agenzia Ebraica del nord, sono stati evacuati in colonie estive d'emergenza, mentre altri hanno passato le loro vacanze estive dentro i rifugi. 

                                  

Entrando ora questi bambini nel sistema scolastico israeliano, i programmi speciali faciliteranno il periodo di transizione e miglioreranno la qualità della vita, sia di questi bambini, che dei loro genitori.
(Notizie pubblicate in Keren Hayesod)

E mentre il mondo fa a gara per finanziare la ricostruzione del Libano, Israele come al solito se la deve sbrigare da solo.
(E non dimentichiamo)


barbara

AGGIORNAMENTO OT: ascoltare questo, rubato qui.

Pubblicato il 2/11/2006 alle 0.59 nella rubrica Diario.

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