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IL CHILOMETRO D’ORO

«Alfredo vendette il Café Splendor […]. Il Café andò rapidamente in rovina e dopo qualche tempo chiuse i battenti. Dell’operosa collettività europea arrivata nella prima metà del secolo precedente in Egitto, non rimase praticamente più presenza. I suoi protagonisti, sputati da Nasser come semi di pasticca, si distribuirono in tutto il mondo. Mentre i profughi inglesi e francesi furono totalmente risarciti dai loro governi, i talianin poterono contare solo sulla Croce Rossa per una prima sistemazione negli alberghi, su diecimila lire e sui buoni ECA per la zuppa popolare».
C’era una volta il chilometro d’oro, quello in cui vivevano «musulmani, copti, turchi, cattolici, ciprioti, italiani, inglesi, ebrei, francesi, ortodossi, rumeni, russi, sudanesi». C’era una volta e ora non c’è più, ed è una ferita che rimarrà aperta forse per sempre.

Daniel Fishman, Il chilometro d’oro, Guerini e Associati



barbara

AGGIORNAMENTO in tema con la giornata di oggi, che è Yom Kippur.
SECONDO AGGIORNAMENTO in tema forse un po' chissà non so ma forse sì, comunque un'autentica delizia, rubata a lei.

Pubblicato il 2/10/2006 alle 14.44 nella rubrica Diario.

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