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INCIDENTE

Faccio un movimento brusco, urto il bicchiere, il vino si rovescia sulla tovaglia: non l’ho fatto apposta, è stato un incidente. L’autobus frena, io non sono attaccata bene, finisco addosso al mio vicino e gli pesto un piede. Naturalmente mi scuso e lui, anche se col piede un po’ dolorante, mi scusa: è chiaro, non è colpa mia, è stato un incidente. Uno colpisce una ragazza alla nuca, la strangola, le mette del nastro adesivo sugli occhi e sul collo, le lega mani e piedi, la piega in due, la infila – ancora viva - in tre sacchi di plastica, la incastra sotto la scala di un vecchio pulpito inutilizzato e poi scappa ma niente paura, non è mica niente di grave, sapete: è stato solo un incidente. Perché, a quanto pare, lui voleva chiudere la chiesa, lei non voleva uscire e allora hanno litigato. Non fa una piega: chi di noi, se qualcuno ci invita a uscire perché è l’ora di chiusura, non si metterebbe a litigare? Chi di noi, trovandosi a litigare, non risolverebbe la questione con un bel colpo alla nuca e un sano strangolamento? Un banalissimo incidente, potrebbe capitare a chiunque. E infatti la parrocchia si è immediatamente mobilitata: i preti hanno accompagnato in caserma il loro povero parrocchiano, tutti ci hanno diligentemente spiegato che è tanto un bravo ragazzo, tranquillo, pacato, che è fedele alla fidanzata (come mai il bisogno di precisare questo dettaglio?), integro e gentile. E pentito. L’avvocato ci ha spiegato che non ci sono aggravanti. Questo fiore,
 nel frattempo, non c’è più. Ma non c’è motivo di preoccuparsi: è stato solo un incidente.

barbara

Pubblicato il 23/8/2006 alle 10.29 nella rubrica Diario.

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