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COME SI FABBRICA UN TERRORISTA 4

Intervista alla madre di un suicida-bomba

The Middle East Media Research Institute, dispaccio 391, 19 giugno 2002


Il quotidiano londinese in lingua araba Al-Sharq Al-Awsat ha pubblicato un'intervista a Umm Nidal, la madre dello shahid [martire] Muhammad Farhat. Ecco alcuni brani dell’intervista:

D: "Lei ha avuto un ruolo nell’innestare questo spirito in Muhammad?"
Umm Nidal: "Allah sia lodato, io sono una mussulmana e credo nella Jihad. La Guerra Santa è uno degli elementi della fede ed è questa che mi ha incoraggiato a sacrificare Muhammad nella Jihad per amore di Allah. Mio figlio non è stato distrutto, non è morto; sta vivendo una vita più felice della mia. Se i miei pensieri fossero stati limitati a questo mondo, non avrei sacrificato Muhammad".
"Io sono una madre compassionevole verso i miei bambini ed essi lo sono nei miei confronti e si prendono cura di me. Poiché amo mio figlio, l'ho incoraggiato a morire come martire per amore di Allah... La Jihad è un obbligo religioso che incombe su di noi e noi dobbiamo eseguirlo. Io ho sacrificato Muhammad come parte del mio obbligo".
"Questa è una cosa facile. Non c'è disaccordo [tra gli studiosi] su questi argomenti. La felicità in questo mondo è una felicità incompleta; la felicità eterna è la vita nel mondo a venire, attraverso il martirio. Allah sia lodato, mio figlio ha ottenuto questa felicità".
D: " 'Imad 'Aql ha vissuto con voi ed è stato ucciso nella vostra casa. La sua personalità ha influito su Muhammad?"
(Durante la prima Intifada, Umm Nidal aveva nascosto per più di un anno nella casa di famiglia 'Imad 'Aql, il comandante dell'ala militare di Hamas "Izz Al-Din Al-Qassam Brigades")
Umm Nidal: "Muhammad aveva sette anni quando il martire 'Imad 'Aql viveva a casa con noi. Muhammad si è unito alle [Izz Al-Din] Al-Qassam Brigades all'età di sette anni. Malgrado la sua giovane età, era [un] assistente di 'Imad 'Aql, il comandante di Al-Qassam nella Striscia di Gaza. Mentre i suoi fratelli erano assenti, lui guardava la strada e prendeva messaggi da 'Aql per i mujahideen. Il martire Muhammad era l'allievo di Imad. Muhammad ascoltava 'Imad e lo osservava pianificare le operazioni ".

” 'Imad ha vissuto con noi per 14 mesi ed ha avuto una stanza nella nostra casa dalla quale pianificava le operazioni. I mujahideen venivano da lui e pianificavano e delineavano tutto, e il piccolo Muhammad era con loro, a pensare e pianificare. Questa è stata l’origine della passione di Muhammad per il martirio".
"Questa è stata l'atmosfera in cui la passione per il martirio si è sviluppata nell'animo di Muhammad. Come madre, naturalmente, io ho incoraggiato la passione per la Jihad nell'animo di Muhammad e in quello di tutti i miei figli, tutti appartenenti alle Al-Qassam Brigades. Mio figlio più grande, Nidal (31 anni), è ricercato ora dagli israeliani. Il mio secondo figlio si è preparato per un'operazione di martirio, ma è stato scoperto, arrestato e condannato a 11 anni di prigione. Ho un altro figlio, [Mu'min Farhat], che è la scorta dello Sceicco Ahmd Yassin".
"L'atmosfera a cui Muhammad era esposto era piena di fede e di passione per il martirio. Io sostengo che la fede di un uomo non raggiunge la perfezione se non arriva al sacrificio di se stessi...".

D: "Come l’ha salutata Muhammad, prima di compiere l'operazione?”.
Umm Nidal: "Muhammad era desideroso di compiere qualsiasi operazione di martirio... Mi ha giurato che l'unica ragione per cui amava la vita era la Jihad. Mi diceva che se il suo turno per la Jihad non fosse venuto, avrebbe lasciato l’ala militare del movimento, avrebbe preso la sua arma e sarebbe andato al campo di battaglia a combattere per conto suo".
"Ci ha provato molte volte. Usciva sulla strada di Al-Muntar, prendendo la sua pistola e le sue bombe, ma l’opportunità non si presentava. Tornava con il sangue bollente perché non era riuscito a compiere un'operazione. Agitava la sua arma e mi diceva: 'Mamma, questa è la mia sposa'. Amava così tanto la sua pistola".

"Mi informava, 'sto andando ora [a un attacco] . Non mi posso controllare’. Io gli rispondevo: ‘Avrai ancora una grande opportunità. Sii paziente, pianifica bene, in modo da non sacrificarti invano. Agisci con la mente, non con le emozioni...' ".
"Il giorno dell'operazione, è venuto a informarmi: 'Adesso, madre, parto per la mia operazione'. Si è preparato per l'operazione con due giorni di anticipo, quando è stato filmato il video. Mi ha chiesto di essere fotografata con lui, e durante la ripresa brandiva la sua pistola. Ho personalmente chiesto di fare il film in modo da poterlo ricordare".
"S’è preparato per compiere l'operazione e, quando è arrivato all'area, ha passato lì la notte con i suoi amici. Ero in contatto con lui e gli ho chiesto com’era il suo morale. Mi ha detto che era molto felice. Infatti, ho visto la sua faccia più felice che mai”.
"Si è preparato per la sua operazione con freddezza di nervi, completamente calmo e fiducioso, convinto che l'operazione avrebbe avuto successo".

"Ma mi sono preoccupata e ho temuto molto che l'operazione non sarebbe riuscita e che sarebbe stato arrestato. Ho pregato per lui quando ha lasciato la casa e ho chiesto ad Allah di far riuscire la sua operazione e di dargli il martirio. Quando è entrato nell’insediamento, i suoi fratelli nell'ala militare [di Hamas] mi hanno informato che era riuscito a infiltrarsi. Allora ho cominciato a pregare Allah per lui”.
"Ho pregato dal profondo del cuore che Allah desse successo alla sua operazione. Ho chiesto ad Allah di darmi 10 [israeliani] per Muhammad; Allah ha esaudito la mia richiesta e Muhammad ha realizzato il suo sogno, uccidendo 10 coloni e soldati israeliani. Il nostro Dio l'ha onorato ancora di più, visto che ci sono stati molti israeliani feriti".

"Quando l'operazione è finita, i media hanno trasmesso la notizia. Poi, il fratello di Muhammad è venuto da me e mi ha informata del suo martirio. Ho cominciato a piangere, ‘Allah è il più grande' e ho pregato e ringraziato Allah per il successo dell'operazione. Ho iniziato a emettere gridi di gioia e abbiamo dichiarato che eravamo felici. I giovani hanno cominciato a sparare in aria per la gioia del successo dell'operazione, come avevamo sperato per lui”.
"Dopo l’operazione da martire, il mio cuore era sereno su Muhammad. Ho incoraggiato tutti i miei figli a morire da martiri, e lo desidero persino per me stessa. Dopo tutto questo, mi sono preparata a ricevere il corpo di mio figlio, il puro shahid, per vederlo l'ultima volta e ricevere gli ammiratori che [sono venuti] da noi in gran numero e hanno partecipato alla nostra gioia per il martirio di Muhammad... ". (Al-Sharq Al-Awsat (Londra), 5 giugno 2002)

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barbara

Pubblicato il 10/8/2006 alle 15.8 nella rubrica Diario.

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