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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


31 agosto 2011

E SIAMO A CINQUE

È stato un viaggio faidate noalpitour (in parte insieme a lei, che a differenza di me non è esibizionista narcisista megalomane e non ci tiene minimamente a comparire, come potete constatare



e senza la quale in più di una circostanza mi sarei davvero trovata in difficoltà). Il fatto di non avere un programma prestabilito, o di averlo e poterlo cambiare in qualunque momento, pur con tutte le difficoltà del caso (camminare per tre ore sotto il sole che picchia da queste parti qui



per esempio, tirandosi dietro tutti i bagagli, alla – all’inizio fiduciosa, poi disperata, infine disperatissima - ricerca di un alloggio, non è esattamente uno scherzo) ci ha permesso sia di fare e vedere cose che nessun viaggio organizzato potrà mai offrire, sia di prendere decisioni in tre secondi che all’inizio potevano sembrare avventate e che poi, invece, alla luce di quanto successo in questi giorni, si sono rivelate le uniche compatibili con la felice prosecuzione del viaggio stesso (ve ne beccherete la spietata narrazione dall’inizio alla fine, non fatevi illusioni). Per ora (sono rimasta in piedi 45 ore filate, ed essendo una vecchia signora non sono bastate le quattro ore di sonno di stanotte per recuperare del tutto, quindi per oggi non mi dilungo) mi limito a rendervi partecipi della constatazione che mentre in Inghilterra (e in tanti altri posti) si protesta così



o così



in Israele si protesta così


Tel Aviv


Gerusalemme

barbara


30 agosto 2011

CON DUE GIORNI DI RITARDO

Buon compleanno, Gilad!



(Ho incontrato suo padre,



ma forse dovrei dire il fantasma di suo padre: gelide le mani, inespressiva la voce, vuoto il viso quando al nostro “veniamo dall’Italia” ha risposto “ah, buon giorno” per poi volgersi ad altro. O meglio, al nulla).

barbara


16 agosto 2011

LE LACUNE DI EINSTEIN

Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.

Si sbagliava, il grande Einstein: diverse altre cose sono sicuramente infinite. La perfidia dei buoni di professione per esempio. L’aggressività dei pacifisti. La ferocia degli idealisti. La spietatezza dei puri. E chissà quante altre ne potrei trovare, se solo avessi il tempo di cercarle.
(Vado, ci vediamo a fine mese)

barbara


15 agosto 2011

SE NON SAI, DOMANDA!



barbara


14 agosto 2011

IL LIBRO DELLE LAMENTAZIONI

Perché le razze esistono, oh sì, eccome se esistono. Ed esistono le razze padrone e le razze serve, e se nasci in una razza serva non puoi illuderti di avere diritto alla libertà, alla dignità, al rispetto, alla giustizia. E se qualche pazzo visionario un giorno decide di fare una legge che ti assicura tutte queste belle cose, farai bene a stare in guardia, perché gli appartenenti alla razza padrona, che hanno il senso della realtà e sanno che la tua razza è molto più vicina alle bestie che agli umani, non permetteranno certo di mettere in atto una simile follia e c’è il rischio che, per impedirlo, di te non restino più neanche le ossa.
Libro bellissimo che narra di un Messico reale che sa di fiabesco, o forse di un Messico di fiaba che sa fin troppo di realtà, con storie che forse sono vere o forse sono fantastiche o forse sono un po’ vere e un po’ fantastiche, narrate da una stupenda autrice dai molteplici talenti (narratrice, poetessa, docente, diplomatica, infaticabile attivista per l’emancipazione femminile – giusto a proposito di donne, vai a vedere anche questo), di cui non possiamo non piangere la precoce scomparsa.
(Resta da capire come un Oficio de Tinieblas si sia trasformato, arrivando in Italia, in un Libro delle lamentazioni, che uno lo va a cercare in google per prendere un’immagine della copertina e si ritrova in mezzo alla Bibbia ma insomma non si può avere tutto dalla vita).

Rosario Castellanos, Il libro delle lamentazioni, Marsilio



barbara


13 agosto 2011

MA DICO IO

Stanotte ho dormito. Incredibilmente, visto che si tratta di me. Incredibilmente al quadrato, visto che siamo in fase di luna piena. Vero che avevo alle spalle una notte con tre quarti d’ora di sonno seguita da una giornata in giro - cinque ore di treno (e una bellissima tassista messicana tutta biancovestita), chilometri a piedi (con le zampe acciaccate che mi ritrovo) ecc. - seguita da una notte con un paio d’ore di sonno seguita da una giornata con quattro ore di guida più varie ed eventuali per un totale di 21 ore in piedi e ho finito per andare a letto alle sei di questa mattina per cui insomma non ci sarebbe da stupirsi se alla fine di tutto questo sono riuscita a dormire, ma per me cinque ore di fila di sonno, anche in queste condizioni, sono davvero un’eccezione assoluta.
E che cosa fa una che dorme cinque ore di fila? Sogna, naturalmente. Sogna che nel blog è arrivato un troll: uno dei tanti, ma non uno come i tanti. Perché succede che ad un certo momento sento il segnale dell’SOS: pi pi pi pii pii pii pi pi pi, e poi sento la voce. Già, perché quando questo troll viene a scrivere un commento prima sento l’SOS e poi sento la sua voce che legge quello che scrive. E non solo lo sento io, ma lo sentono tutti quelli che frequentano il mio blog, a tutti sono improvvisamente comparsi degli altoparlanti nelle stanze e tutti sentono l’SOS e il commento. Qualcuno mi legge da un internet point e in quel caso lo sente tutta la sala. E poi mi ritrovo in un locale affollato e racconto a un amico questa cosa stranissima che sta succedendo e non appena dico pi pi pi pii pii pii pi pi pi, tutti quelli che sono nel locale si alzano di scatto dalle sedie e io cerco di spiegare che no, non c’è nessun allarme, sto solo raccontando di una cosa strana che mi succede, ma lo scompiglio è tale che non mi sente nessuno.
No, dico, ma si può?



barbara


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8 agosto 2011

NON I SUOI PECCATI CONDUCONO L’UOMO ALLA PERDIZIONE

ma le giustificazioni che se ne dà.
Sono convinta che questo vecchio detto sia pienamente valido, anche al di fuori dell’ambito religioso. Mi è tornato alla mente leggendo nell’ultimo numero di Shalom l’articolo che segue, in cui inserirò alcuni commenti.


A quattro mesi dalla caduta del Presidente egiziano, Hosni Mubarak, è arrivata la conferma che manifestanti arrestate durante le proteste sono state costrette a fare il test di verginità. L’agghiacciante accusa, lanciata alla fine di marzo da Amnesty International, era stata inizialmente respinta dalle autorità militari. Ora invece un generale, in condizione di anonimato, l’ha confermata all’emittente americana Cnn, che ha così motivato l’incredibile test. “Ci siamo voluti difendere da possibili successive accuse a posteriori di violenza da parte delle manifestanti fermate”.
A dire la verità, soprattutto alla luce di quanto segue, non è che sia molto chiaro in che modo il test difenda da “possibili accuse a posteriori di violenza”.
Per il generale si trattava “non di donne come mia figlia o la vostra”,
ah già, certo, le donne tutte puttane tranne la mamma la moglie la sorella la figlia. Non solo proprie ma, per gentile concessione, anche dell’interlocutore.
ma che hanno protestato “accampate in tende a Piazza Tahrir insieme a manifestanti uomini”.
Cioè, se ho capito bene, questo signore sta dicendo che gli uomini egiziani sono delle tali bestie che è escluso che una donna che si trovi nelle loro vicinanze ne possa uscire incolume (effettivamente, se pensiamo a Lara Logan, clic e clic ...)
 “Non volevamo – ha sottolineato l’alto ufficiale – che sostenessero di essere state aggredite sessualmente o violentate da noi, così volevamo provare che non erano già più vergini”
quindi se una donna non è vergine, magari non perché di vivaci costumi sessuali ma semplicemente perché è sposata e suo marito non è impotente, o perché era già stata violentata in precedenza, chiunque può farle quello che vuole e godere di assoluta impunità. Interessante concetto.
e ha concluso: “nessuna di loro lo era”.
Ci credete che me l’ero immaginata?
Secondo le testimonianze raccolte dall’organizzazione internazionale, il 9 marzo scorso 18 donne erano state fermate dalle forze di sicurezza egiziane e trasferite nel carcere militare di El Heikstep, a nordest della capitale. Le attiviste erano state picchiate, sottoposte a scariche elettriche, obbligate a denudarsi mentre i soldati le fotografavano e infine costrette a subire un ‘test di verginità’,
ecco, questa è la parola che aspettavo: “infine”. Prima hanno fatto loro tutto ciò che hanno voluto, poi, infine, le hanno sottoposte al test di verginità, ed è casualmente risultato che il 100% delle donne testate non erano vergini.
sotto la minaccia di essere incriminate per prostituzione.
E la dannazione del signore generale, a questo punto, è completa e irredimibile.

Comunque, per noi che siamo lontani, niente paura: se non provvediamo noi ad andare da Maometto, provvederà Maometto a venire da noi.

barbara


7 agosto 2011

IO CI HO PROVATO

Sul serio, ce l’ho messa tutta. Ho provato a ripetermi come un mantra lento è bello lento è bello lento è bello lento è... Ho provato a raccontarmi quanti aspetti positivi ha la lentezza: non ti stanchi, non sudi, non ti stressi, hai tutto il tempo di guardarti intorno, di vedere miliardi di cose che andando in fretta ti sfuggirebbero... Niente, non sono riuscita a darmela a bere. Quelle tre settimane a camminare col bastone e con le caviglie strette nelle bende elastiche, a sudare freddo per fare qualche gradino, a studiare strategie per scendere dal marciapiede, e poi avventurarmi senza bastone, unicamente con gli zoccoli perché i piedi non tolleravano – e a stento tuttora tollerano – scarpe e sandali, tre passi all’ora, a gambe larghe e bascullando come una papera per mantenere l’equilibrio, ecco, l’unica cosa che riesco a pensare è: se scoppia un incendio non posso scappare. Se qualcuno vuole farmi del male non posso scappare. Se mi trovo in un qualunque pericolo non posso scappare. Per non parlare di quando, fra pochissimo, sarò a ridosso della striscia di Gaza, a portata di Qassam – che anche se i giornali non ne parlano - perché non è politicamente corretto tentare di propinarci la storiella che il problema è l’occupazione e contemporaneamente raccontare che da un territorio non più occupato continuano a piovere missili - continuano a cadere quotidianamente, ventisei nel solo mese di luglio (sì, riparto. Vado a ritrovare la terra della memoria. La terra della speranza. La terra dell’amore)

barbara


6 agosto 2011

SE UN REGIME HA PAURA DELLE PISTOLE AD ACQUA...

 









                



                                   

                                                          



... c'è qualche speranza che sia davvero agli sgoccioli...

soprattutto se ha anche il terrore dei topi...



barbara


5 agosto 2011

LE CENERI DI ANGELA

Perché capita che in un tempo ormai lontano della propria vita una si è ritrovata in condizioni economiche un po’ meno sfigate del solito. E che ne ha approfittato per comprarsi centinaia di libri, che poi non è riuscita a smaltire. E che adesso, che le condizioni economiche sono particolarmente sfigate e di libri non se ne può comprare più, si va a ripescare. E capita così che in partenza per le vacanze si prende su questo qua, che è lì dalla notte dei tempi – il prezzo infatti è in lire – e lì è rimasto per tempo immemorabile (immemorabile, non immemore come scrive qualcuno convinto di fare un figurone con questa bellissima parola dotta, dando poi dell’ignorante a chi si permette di sindacare le sue scelte lessicali) , un po’ per via del celestino smorto della copertina che davvero non invoglia a prenderlo su, un po’ perché, per via del tempo immemorabile – immemorabile, non immemore – trascorso, non si ricordano più i motivi che avevano indotto a comprarlo.
Beh, gente, è un capolavoro, e dovreste veramente veramente leggerlo. Perché quando uno riesce a raccontare di un’infanzia con la pancia vuota e i piedi nudi e il padre che non lavora e si beve il sussidio e i fratelli che muoiono uno dietro l’altro e tutti che ti dicono che se ti tocchi Gesù piange e la madonna piange e tu andrai all’inferno ma gli ormoni urlano più forte di preti e beghine e tu tremi per il terrore dell’inferno ma poi ci ricaschi e poi tremi ancora di più; quando, dicevo, uno riesce a raccontare una roba così e non piangersi addosso neanche mezza briciola, beh, ragazzi, quello è un genio. E voi lo dovete proprio leggere (imperdibile la scena della prima comunione che poi subito dopo il pranzo la nonna gli dice qualcosa che gli provoca il vomito e non riesce a trattenersi e vomita tutto nel giardinetto e la nonna è disperata e sconvolta perché quello ha vomitato Dio e adesso oltretutto lei ha Dio lì per terra nel giardinetto e non sa cosa fare e lo porta in chiesa a confessarsi e il prete che a sentire la storia di Dio nel giardinetto deve fare i salti mortali per non far sentire che si sta ammazzando dalle risate...)

Frank McCourt, Le ceneri di Angela, Adelphi



barbara


4 agosto 2011

E NON LO SO

Non mi capita spesso – chi mi frequenta lo sa – di non avere le idee chiare su qualcosa. Adesso però è capitato, ed è per questo che non ho mai parlato della guerra – o intervento, o come altro lo vogliamo chiamare - in Libia. Cioè il senso, lo scopo, i risultati ottenuti. Era perfettamente chiaro in Afghanistan: lì era la principale culla del terrorismo, e lì bisognava andare a combatterlo. Era chiaro in Iraq: Saddam sponsorizzava il terrorismo, lo pagava profumatamente, e andava tolto di mezzo. OK. Qualcuno era ed è d’accordo, e qualcuno no. Qualcuno lo ha trovato e lo trova giusto e qualcuno no. Qualcuno ha ritenuto e ritiene che i motivi fossero validi e qualcuno no. Però è chiaro perché si è fatto quello che si è fatto. Ma in Libia? Sponsorizza il terrorismo? Vero, ma lo faceva anche quando gli si baciavano le mani, e sicuramente lo faceva molto di più di quanto lo stia facendo adesso con le gatte da pelare che ha. Massacra la sua gente? Vero – anche tenendo conto delle colossali bufale a cui abbiamo dovuto assistere almeno all’inizio, come le fosse comuni mai esistite, e altre quisquilie del genere. Ma le migliaia di morti in Siria, dove oltretutto il massacro è molto più unilaterale che in Libia? Le centinaia di migliaia nel Darfur? I CINQUE MILIONI (dato non aggiornato) in Congo? La Libia ha il petrolio? Vero, ma credo che sotto la crosta del Congo ci sia, a volerlo e saperlo sfruttare, quanto basta per far vivere di rendita per almeno mezzo secolo l’intero pianeta. E quanto ai risultati? In Afghanistan i talebani sono stati in brevissimo tempo costretti a retrocedere da tutti i fronti (poi, sì, sono stati commessi un’infinità di drammatici errori che hanno pesantemente ridimensionato i successi ottenuti, ma ciò non toglie che fossero stati effettivamente conseguiti); in Iraq Saddam è stato quasi subito costretto alla fuga e infine catturato. E in Libia? Gheddafi è ancora lì, gli scontri tra fedeli e insorti continuano, un giorno avanzano questi e un giorno avanzano quelli, di notizie non ne arrivano quasi più, e io continuo a non avere risposta alla domanda: ma noi, lì, cosa diavolo ci siamo andati a fare?

barbara


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3 agosto 2011

LA SPOSA BELLA

È vergognoso trovare bello un romanzo che fa il tifo per Franco? Sì, certo che lo è, e infatti me ne vergogno un sacco. Però è bello lo stesso, e non ci posso fare niente. Bello e intenso. Bello e profondo. Bello e appassionato. Bello e intriso di quella moralità essenziale e assoluta che a volte capita di trovare in chi ha perso la fede.
È parecchio vecchio, questo libro (l’ho comprato, non so quando, a una bancarella di libri usati per 2000 lire, e ha in copertina la foto dell’edizione precedente che ha in copertina la foto dell’edizione precedente), sicuramente più vecchio di molti di coloro che stanno leggendo queste righe, e tuttavia non ha perso un grammo della sua freschezza (poi volendo si potrebbe aggiungere che se le efferatezze dei franchisti non possono che suscitare orrore, non sono davvero state da meno le efferatezze dei rossi – e magari, chissà, forse i franchisti non sarebbero riusciti a vincere e a mettere in atto quasi un quarantennio di dittatura, se i rossi si fossero dedicati a combattere i fascisti invece che dedicare ogni propria energia, a far fuori i rossi di un rosso un po’ diverso dal loro, secondo le direttive di Stalin -- così come in Germania si erano preoccupati di combattere più i socialdemocratici che i nazisti, rendendosi così fortemente responsabili della vittoria nazista, con tutto ciò che ne è conseguito -- e non è certo un caso se tanti ex comunisti sono diventati tali combattendo, da comunisti, nella guerra di Spagna, dove hanno avuto il privilegio di vedere, fra i primi in Europa, il comunismo reale all’opera).

Bruce Marshall, La sposa bella, Longanesi

barbara


2 agosto 2011

EMERGENZA UMANITARIA

Condizione che si verifica quando il numero di bambini malnutriti supera il 30% e ne muoiono 2 al giorno su diecimila.

Stabilito questo, e accertato che a Gaza “Il 51% dei bambini soffrono di gravi carenze vitaminiche” (Umberto de Giovannangeli); che “si è aggravata l’emergenza umanitaria già precaria” (La Repubblica); che è in atto “la più grave crisi umanitaria che si ricordi” (Amnesty International); che vi si sta perpetrando “l’olocausto” e “la Shoah” (Maurizio Blondet), io ESIGO di vedere le foto delle cataste dei cadaveri delle CENTINAIA di bambini che OGNI GIORNO muoiono di fame nella striscia di Gaza. (clic)



barbara


1 agosto 2011

ATTENTI, IN QUESTA STAGIONE DI TEMPORALI

che se salta la corrente...



barbara


1 agosto 2011

LE RADICI DEL MALE

Sottotitolo: L’antisemitismo in Germania: da Bismark a Hitler

Questo invece è un libro serio, che vale la pena di leggere. Attraverso una rigorosa documentazione viene qui esaminato il passaggio dall’antigiudaismo su base religiosa all’antisemitismo su base razziale, fino alla sua forma più estrema, ossia quella eliminazionista, messa poi in atto dal nazismo. Sì, lo so, quasi mille pagine di storia non sono una passeggiata, ma se pensi a quanta gente ha letto le quasi mille pagine di spazzatura di insciallah, puoi anche fare lo sforzo di impegnarti per una cosa seria, no?

Massimo Ferrari Zumbini, Le radici del male, il Mulino

barbara

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Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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