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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


28 febbraio 2009

GAZA: ALTRI 5 RAZZI LANCIATI SU ISRAELE, 100 DALLA TREGUA

Altri cinque razzi sono stati scagliati dalla Striscia di Gaza contro Israele da parte di estremisti palestinesi nelle prime ore di oggi, mettendo ancor più a repentaglio il già fragile cessate-il-fuoco, proclamato unilateralmente meno di un mese e mezzo fa dallo Stato ebraico e da Hamas: lo hanno reso noto fonti militari israeliane, secondo cui non ci sono stati feriti né si sono registrati danni materiali degni di nota. Due degli ordigni si sono tuttavia abbattuti al suolo nei pressi della cittadina costiera di Ashkelon, quindi a circa 21 chilometri dalla frontiera con l'enclave palestinese, vale a dire a una distanza superiore alla gittata media dei 'Qassam II', i più comunemente utilizzati dalle fazioni radicali. Dall'inizio della tregua ammontano ormai a oltre un centinaio gli attacchi da Gaza con razzi o colpi di mortaio, cui Israele ha reagito a sua volta lanciando incursioni aeree sul piccolo territorio, durante le quali sono stati bombardati arsenali, tunnel sotterranei al confine con l'Egitto attraverso cui passa il contrabbando di armi oppure, direttamente, gli stessi miliziani.
(la Repubblica, 28 febbraio 2009, da “Notizie su Israele)

A parte la grave imprecisione sul cessate il fuoco “
proclamato unilateralmente dallo Stato ebraico e da Hamas” che in realtà è stato proclamato solo da Israele (se no che razza di unilateralità sarebbe?) mentre Hamas, proprio per questo, ha proclamato la propria vittoria, a parte l’antico vizio di chiamare “estremisti”, “radicali”, “miliziani” i terroristi, rendiamo comunque grazie a Repubblica che per una volta tanto segnala una violazione della tregua da parte dei terroristi, mentre normalmente si parla di violazione della tregua solo quando Israele, dopo aver preso in testa decine o centinaia di missili, dopo aver subito attentati e incursioni armate, dopo aver tollerato per un tempo infinito l’intollerabile, si decide finalmente a rispondere.



barbara


27 febbraio 2009

INFORMAZIONE SUL MEDIO ORIENTE, ISTRUZIONI PER L’USO

Cari amici,

mi permetto di usare questa cartolina per trasmettervi i primi articoli di un "manuale di stile o codice etico per la redazione di notizie sul conflitto del Medio Oriente sui grandi mezzi di comunicazione politically correct", proposto dall'argentino Patricio A. Brodski. Non che noi ne abbiamo bisogno, dato che la nostra stampa eurabiana è sempre informazione (politicamente corretta), ma magari a voi può far comodo. Ecco:

1. In Medio Oriente è sempre Israele che attacca per primo e sono sempre gli arabi a cercare di difendersi. Questa difesa va chiamata "resistenza all'occupazione"
2. Israele non ha diritto di uccidere terroristi irregolari e senza uniforme. Essi vanno chiamati "civili, in maggioranza donne e bambini."
3. Gli arabi hanno diritto ad ammazzare i civili nella loro "ricerca del paradiso". Ciò andrà descritto come "legittima difesa contro l'occupazione".
4. Quando gli arabi ammazzano civili in massa, l'opinione pubblica internazionale resta in silenzio, mentre l'Onu condanna immediatamente la reazione israeliana. Questo va chiamato "reazione della comunità internazionale”.
5. Palestinesi e libanesi hanno il diritto di sequestrare quando e dove gli pare quanti soldati israeliani vogliono e possono trattenerli indefinitamente. Questo si chiama "cattura di prigionieri"
6. Israele non ha diritto di arrestare, giudicare o incarcerare pericolosi assassini anche se arrestati quando cercano o riescono ad ammazzare donne e bambini israeliani. Se lo fa, bisogna definirlo "sequestro di civili indifesi”.
7. Quando si menziona la parola Israele, è obbligatorio specificare che è appoggiato e finanziato dagli Stati Uniti.
8. Quando si cita Hezbollah o Hamas è proibito aggiungere che sono finanziati, appoggiati e armati dalla Siria e dall'Iran.
9. Quando si parla di territori palestinesi, devono sempre apparire i seguenti concetti: "occupazione", "risoluzioni dell'Onu", "violazione dei diritti umani" e possibilmente "olocausto palestinese".
10. Bisogna assolutamente evitare di insinuare che i terroristi libanesi o palestinesi si nascondono in mezzo a una popolazione civile che non li vuole. Israele non ha diritto di combattere i terroristi con bombe e missili quando si nascondono così. Questo va descritto come "azione criminale di uno stato terrorista".
11. I palestinesi, essendo poveri e oppressi, meritano di far sentire la loro voce molto più degli israeliani. Questo atteggiamento di aiuto ai diseredati è la vera oggettività giornalistica.
12. Quando si pubblicano foto o filmati, bisogna evitare di mostrare attentati compiuti in Israele o contro gli israeliani. Morti e feriti potrebbero trasmettere l'idea erronea che anche gli israeliani siano vittime.
13. Bisogna sempre mostrare immagini che illustrino la sofferenza del popolo palestinese, anche quando sono evidentemente falsificate o costruite apposta. Se non sono proprio vere, è giusto il loro significato.
14. Quando si parla di morti in territorio libanese o palestinese, ricordarsi che sono tutti civili. Specificare donne e bambini. I morti israeliani vanno invece descritti come "coloni"; se non si può, limitarsi al numero.
15. Se vi trovate a enumerare gli attentati terroristi nel mondo, evitate di citare quelli in Israele o contro obiettivi ebraici, come la strage al centro sociale ebraico in Argentina, gli attentati a Djerba o a Istambul.
16. Usate come sinonimi ebreo, israeliano, sionista. Ma contestate come un'aberrazione razzista il carattere ebraico dello Stato di Israele.
17. Non accennate mai alla presenza ebraica nella regione, prima del XX secolo.
18. Per parlare dei territori fra Giordano [e Mediterraneo], usate sempre la parola Palestina (magari aggiungendo "occupata"), o Palestina storica. Che non sia mai esistito uno stato palestinese, che il nome sia stato inventato dai romani per de-ebraicizzare Israele, che il Filistei fossero indoeuropei senza alcun rapporto con i palestinesi attuali, non importa.
19. Eventualmente insinuate che i discendenti dei residenti del tempo di Gesù siano i palestinesi attuali, e gli ebrei solo colonialisti europei.
20. Mai parlare di Gerusalemme come capitale di Israele. Anche se ha sede da quarant'anni a Gerusalemme, il governo israeliano è "il governo di Tel Aviv".
21. Se c'è almeno un morto, ogni azione militare israeliana non è solo un "atto criminale", "omicidio", "strage", ma "genocidio".
22. Meravigliatevi e rattristatevi sempre che le vittime di un tempo siano diventati i carnefici di oggi.
23. Ogni volta che parlate dei problemi dei palestinesi, fate riferimento a Auschwitz, all'Olocausto, ai campi di concentramento o almeno all'apartheid.
24. Tutti quelli che si discostano da queste idee sono razzisti, fascisti, complici del colonialismo. Non esitate a dirlo.


Tanti auguri: se applicherete scrupolosamente queste regole, sarete pronti a fare i corrispondenti di Repubblica o del TG3. (fonte)

Ugo Volli

Niente da aggiungere: è perfetto così.


Infame sionista giustiziata nel corso della legittima lotta di liberazione

barbara


27 febbraio 2009

DOMANDA AI BLOGGER DEL CANNOCCHIALE

Succede anche a voi di ritrovarvi la pubblicità in mezzo ai post, con un pezzo del testo coperto e illeggibile? Io ho scritto al cannocchiale ma non ho avuto alcuna risposta, così come non ho MAI PIÙ ricevuto alcuna sorta di risposte da quando hanno introdotto la pubblicità e hanno cominciato a fare i soldi. Si saranno montati la testa e si ritengono troppo superiori per abbassarsi a rispondere a noi comuni mortali? Saranno troppo occupati a spendere i soldi che si fanno grazie a noi per avere tempo di rispondere? Mi sembra comunque che la situazione sia diventata davvero indecente.

barbara


27 febbraio 2009

HONEST REPORTING ITALIA: ULTIMO MESSAGGIO

Sì, l’ultimo: Honest Reporting Italia finisce qui. I finanziamenti sono improvvisamente e inspiegabilmente cessati e il server, senza finanziamenti, non invia comunicati. Un intero mese di frenetici scambi con Gerusalemme e con New York non ha portato alcun risultato: Honest Reporting internazionale sarebbe ben felice di continuare a garantirci l’uso del nome, ma non il finanziamento.
Questo messaggio vi arriva con mezzi di fortuna, reinviandolo una dozzina di volte per raggiungervi tutti, ora che finalmente il server ha acconsentito a fornire almeno la lista dei vostri indirizzi. E dunque, con infinita tristezza e amarezza, ci salutiamo qui: questa avventura, iniziata per volontà del compianto e rimpianto Shuny Noury e proseguita, come gli era stato promesso sul letto di morte, per altri due anni e mezzo dopo la sua scomparsa, oggi si chiude. Un sentito grazie a tutti coloro che hanno fedelmente seguito honest reporting Italia, un grazie speciale a coloro che hanno attivamente collaborato con le loro segnalazioni e le loro lettere ai giornali.
E ora, dunque, addio. O forse – chi può saperlo? – arrivederci. Magari l’anno prossimo a Gerusalemme …

barbara


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25 febbraio 2009

ULTIME DA NAPOLI

Mi riferisco al bambino di dodici anni attirato con un pretesto e poi stuprato. Hanno trovato lo stupratore. Che per inciso è un operaio, per la precisione un addetto alla pulizia delle fogne, e immagino che con l’attenuante di una condizione sociale così miserabile, per qualcuno che gira da queste parti il soggetto sia meritevole di ogni riguardo – ma non è di questo che voglio parlare. La notizia su cui voglio soffermare l’attenzione è che il tipo tempo fa era stato arrestato per violenze su una bambina, ma il GIP non aveva confermato l’incidente probatorio, e quindi era tornato in libertà. La mia domanda è: sono troppo cattiva se propongo di prendere il signor GIP, appenderlo per i coglioni, e lasciarlo lì fino a quando gli avvoltoi non ne abbiano lucidato per bene le ossa?
NOTA: prima di rispondere, guardate bene negli occhi i vostri bambini.

barbara


24 febbraio 2009

ORA È UFFICIALE

I dati sono del Viminale: il 68% degli stupri sono commessi da italiani. Vale a dire che il 32% sono commessi da stranieri. Vale a dire, poiché gli stranieri sono non più del 5% sul totale della popolazione, che questi ultimi stuprano oltre 6 volte più degli italiani. E adesso veniteci ancora a dire che siamo razzisti.

barbara


24 febbraio 2009

SCHADENFREUDE

(pr., per chi non sa il tedesco, sciadenfroide)
Letteralmente “gioia del danno”: è il piacere che si prova per le disgrazie altrui. L’ho provato anch’io leggendo le ultime notizie su Rachida Dati. Che prima per mesi ci ha scassato i maroni col tormentone del Sono incinta ma non vi dico di chi (quanta più dignità la mia bisnonna analfabeta che, andata a servizio a Bologna, è tornata qualche anno dopo con un figlio – mio nonno – e a chi faceva domande rispondeva a muso duro “mì me’o gò fato, mì me’o mantegno, e vialtri feve i cassi vostri” e non accettava di spendere una sola parola di più sull’argomento); poi finalmente ha partorito e CINQUE GIORNI dopo il parto ha mollato la neonata per correre a fare politica. Tempo qualche settimana, e Sarkozy l’ha scaricata. Ecco, ne sono stata immensamente felice, ha avuto esattamente quello che si meritava, le sta proprio ma proprio ma proprio bene, ‘sta brutta stronza!



barbara


23 febbraio 2009

L’ULTIMO POST DI ZENGJINYAN

Zengjinyang è la blogger cinese che durante le olimpiadi di Pechino era stata fatta sparire insieme alla figlia di pochi mesi, mentre suo marito, blogger anche lui, era ed è tuttora in prigione a causa delle richieste di libertà e democrazia fatte nel suo blog. Finite le olimpiadi a Zengjiyan è stato consentito di tornare a casa. Ogni tanto faccio un salto da lei, per vedere se è ancora lì, se è ancora viva, se è ancora libera. Quello che segue è il suo post di oggi, nell’abominevole ma comunque comprensibile traduzione di google translate. Ve la metto qui così com’è, senza correzioni, tanto per darvi un’idea di come se la sta passando.

I ottimisticamente pensare, Hillary è andata, non posso essere libero di uscire di casa aveva. Al di questa mattina e ha trovato che posso uscire di casa, ma non può uscire da una gabbia in movimento. FB8233 moderne vetture bianco e nero a Pechino Pechino MI3591 moderne autovetture e gli uomini in nero: Perché stretto monitoraggio di me? Guarda me. Non capisco, a partire dal 2006 ad oggi, mi è stato detto fuori traccia e monitorare lo stress, non vorrei cedere, basta permettetemi ancora più rabbia e disgusto?
In molti casi, sono la mia debolezza e paura, soprattutto quando il mio bambino
??o assistere a piangere per le chiamate "Ah - Ma - Ah - Ma -" Quando è il mio????perdita esitazione, mi chiedo se l'anticipo e ritiro. Tuttavia, i miei diritti civili e le violazioni dei diritti umani di sicurezza dello Stato di polizia hanno più tempo, la mia libertà è limitata più tempo, la mia rabbia su l'accumulo di un po' di più. Questa rabbia è ingiusto crociata contro l'ingiustizia e disprezzo, come una valanga valanga, annegati le mie paure, mi permetta di parlare la mia mente mente, mi permetta di lottare per resistere.
Ma più mi ha lottato per il mio corpo di sorveglianza illegale, più restrizioni ancora più forte irragionevolezza. Sono triste di vedere che io e pochi anni fa, Hu Jia, come nel passo per passo verso la prigione. Tuttavia a causa della repressione, arresti illegali, pestaggi, le sparizioni, Hu Jia è ancora disposta a rinunciare a dire la verità, si rifiuta di rinunciare al loro diritto alla libertà di espressione, ma la rabbia di fare un sacco di casi, forte critica. Adesso, nonostante le forti pressioni, anche se spesso deboli e la paura, può essere più arrabbiato o dire quelli che controllano
????, illegali le restrizioni sulla mia libertà, la violazione dei miei diritti civili. Consapevole del fatto che di tanto in tanto, mi hanno davvero un giorno per essere bloccato in carcere, il mio bambino come fare????a??
cuori (qui)

E nel frattempo la brava Hillary, così come a suo tempo la nostra Bonino, si dedica all’hobby di leccare il culo ai macellai.



barbara


23 febbraio 2009

SEGNALAZIONE NUOVO SITO

http://www.malainformazione.it/

Il sito ci aiuta a smascherare le bufale nell'informazione su Israele.
Sulla destra troverete l'invito ad iscrivervi alla newsletter: a voi iscrivervi non costa niente, al gestore del sito invece un sufficiente numero di iscrizioni garantirà la prosecuzione del finanziamento che gli permetterà di proseguire un lavoro da cui tutti noi potremo trarre indubbia utilità. Quindi vi invito ad iscrivervi e a segnalare a vostra volta il sito alle vostre mailing list e nei vostri blog.

barbara


21 febbraio 2009

LUCA ERA GAY

E ci mancava solo il freud dei poveri che ci viene a spiegare che i finocchi vanno con gli uomini per non tradire la mamma ma niente paura che se trovano la donna giusta possono sempre guarire ma vaffanculo va’. (clicca qua, che questa è meglio)

barbara


21 febbraio 2009

ANNA POLITKOVSKAJA: FINALMENTE LA VERITÀ

E la verità è che non l’ha ammazzata nessuno. Vero che ci sentiamo molto meglio adesso che lo sappiamo?



barbara


20 febbraio 2009

VERAMENTE DA NON CREDERE

Arrivano qui clandestini; noi, invece di prenderli a schioppettate come fanno gli spagnoli che poi vengono a fare le pulci a noi, o comunque buttarli fuori come fanno tutti gli altri Paesi, gli diamo da mangiare e da dormire. E quelli cosa fanno? Appena messo piede sulla terraferma inscenano proteste contro il governo e dettano condizioni, e se le condizioni non vengono accettate danno fuoco a tutto. Per la precisione, danno fuoco a quello che noi abbiamo costruito con i nostri soldi per dare da mangiare a loro. E ancora si trova qualcuno che gli dà ragione e che non ritiene che sia il caso di buttarli fuori tutti dal primo all’ultimo a calci in culo. Roba davvero da non credere.

barbara


19 febbraio 2009

BERLUSCONI E I DESAPARECIDOS

Verrebbe da dire che si è toccato il fondo, ma conoscendo il soggetto temo che illudersi di questo equivalga a credere a Babbo Natale (qui e qui) e, come ha giustamente osservato qualcuno, la cosa forse ancora più sconvolgente sono le laide risate del popolo bue per compiacere il potente magnanimamente in visita.
P.S.: e adesso prepariamoci al completamento della distruzione della Sardegna.

barbara


18 febbraio 2009

È UNA TRAGEDIA PER TUTTI

I fatti: una ragazzina di quattordici anni viene fatta ubriacare da quattro compagni di scuola e poi stuprata da tutto il branco. Ora i quattro hanno avuto i domiciliari, e molto presto potranno tornare a scuola. La stessa della presunta vittima – e mi raccomando, ricordatevi di precisare che è presunta. Perché in questo mondo che come tutti sanno è il migliore dei mondo possibili, in cui il relativismo assoluto regna sovrano, non sia mai che una ragazzina stuprata da un branco, anche quando i rilievi medici abbiano confermato la violenza, anche quando gli stupratori abbiano confessato, possa essere considerata vittima accertata! Dal presunto colpevole alla presunta vittima! Dalla presunzione di innocenza alla presunzione dell’inesistenza del reato! Siamo arrivati alla sublimazione della presunzione, e nessuno se n’è accorto. Ma torniamo ai fatti. Viene intervistato alla radio l’avvocato di uno degli stupratori; gli viene obiettato che la gente fa un po’ fatica a capire tanta indulgenza e lui, soavemente, spiega che no, il provvedimento è giusto, perché i ragazzi sono ragazzi a posto, le loro famiglie sono famiglie a posto, il loro ambiente è un ambiente sano, l’educazione che hanno ricevuto è un’educazione corretta, e dunque l’ambiente familiare è il migliore per chi abbia commesso un errore, e comunque le due settimane in cui sono stati allontanati dalla famiglia sono state ampiamente sufficienti allo scopo che si prefiggevano, ossia di farli maturare e riflettere sull’errore commesso. Ma prima di scodellare questa carrettata di merda, il Nostro esordisce dicendo: “Non ne parlo volentieri, perché questa è una tragedia per tutti”. Come dire sì, sarà certo stata una tragedia anche per la presunta vittima, ma vuoi mettere per quei poveri ragazzi?
POST SCRIPTUM: a coloro che riferendosi a una ragazzina stuprata da un branco parlano di presunta vittima, auguro con tutto il mio cuore di essere stuprati con una pannocchia gigante nel culo. E se si azzardano a dichiararsi vittime li prendo a calci nei coglioni.

barbara


16 febbraio 2009

SENTITA QUESTA SERA ALLA RADIO

E ribadisco e sottolineo, questa sera: “Previsioni del tempo per domani, domenica quindici febbraio duemilanove …”

barbara


16 febbraio 2009

CHI SA FA, CHI NON SA INSEGNA

La sapete tutti, vero? E probabilmente molti sapranno anche la continuazione: chi non sa insegnare fa il professore di ginnastica, chi non sa neanche insegnare ginnastica fa il preside, e se uno non è capace neppure di fare il preside fa il ministro della pubblica istruzione. Bene, fin qui siamo a posto. Ma quando capita che uno sia peggio di uno che è peggio di uno che è peggio di uno che è peggio di un professore, che cosa si fa? Elementare Watson: lo si manda a fare lo psicologo – o psichiatra psicanalista psicoterapeuta variamente intercambiabili, come insegna quella saggia donna di Magdalena. E fa infatti questo tristo mestiere il figlio di un pittoresco e delizioso personaggio da me recentemente incontrato, di cui non posso fare il nome perché sarebbe una grave violazione della privacy. E quando ha visto nel mio blog foto e nome di suo padre, è rimasto tramortito, il poveruomo: lo riconosceranno tutti, si è detto, e il nome, il nome, lo identificheranno tutti con me! Perché è ovvio che i settantacinque abitanti di quel borgo – aspetta, com’è che si chiama, ah sì, Roma mi pare, o qualcosa del genere – si conoscono tutti, e tutti e settantacinque, neonati compresi, sono assiduissimi frequentatori del mio blog, e dunque nel vedere la foto avranno detto tutti e settantacinque in coro cazzarola, guarda se questo non è quel vecchietto che incontriamo ogni giorno nell’unico panificio, dall’unico fruttivendolo, dall’unico macellaio, nell’unico bar, dall’unico giornalaio del nostro borghettino! Che fare dunque per arrestare lo scempio? Elementare Watson anche qui: il Nostro chiama una persona che sa per certo avere i miei recapiti, le racconta una squallida bugia per indurla a dargli il mio numero di cellulare subito subito senza neanche perdere tempo a chiedere il mio consenso, e mi chiama. Mi dice che ha letto nel mio blog il pezzo su suo padre, mi ricorda che suo padre è vecchio, mi chiede scusa a nome di suo padre se i suoi atteggiamenti e comportamenti possono avermi offesa – perché è moooooooooolto sveglio, il pupo, e quando legge una cosa capisce subito quello che c’è scritto! – mi spiega che lui ha un’attività particolare (eh sì, ragazzi, mooolto particolare …) e mi chiede di togliere la foto. E io la tolgo. Ma al bimbo non basta, no: mi ricontatta per chiedermi di togliere anche il cognome – e adesso ditemi: non è un caso da manuale questo figlio che sta facendo tutto quanto in suo potere per annientare il padre? Cancellarne l’immagine, cancellarne il nome, cancellarne le azioni chiedendo per esse ridicole e grottesche scuse non richieste da chicchessia: non è molto interessante? E non è molto tipico degli psicologi psichiatri psicanalisti psicoterapeuti variamente intercambiabili questo essere un intero campionario dei disturbi che pretenderebbero di curare negli altri?
Vabbè, quello che volevo dire è che col mestiere che faccio di psicologi ne ho incontrati purtroppo a carrettate, e non è che avessi bisogno di conferme, ma le conferme arrivano sempre comunque.
Post scriptum: egregio DOTTORE, come si firma negli SMS e come si firmano solo i PALLONI GONFIATI, poiché, a differenza del Suo meraviglioso padre, conoscerla NON è stato un piacere, spero di non dovere sentire mai più la sua voce e non avere più a che fare con lei in alcun altro modo. E visto che io ho eliminato foto e nome di suo padre, sarebbe buona cosa se ricambiasse la cortesia eliminando il mio numero dalla memoria del suo cellulare.

barbara


15 febbraio 2009

MA NON C’È PROPRIO LIMITE ALLA SPUDORATEZZA?

Qualche mese fa Sarah Ferguson era entrata in un orfanotrofio turco, spacciandosi per donatrice e aveva filmato di nascosto le terribili condizioni in cui vengono tenuti i bambini. Ora la Turchia l’ha denunciata. Indovinate per che cosa? Per falsificazione di identità? No. Per avere filmato senza permesso? No. Per avere sputtanato un Paese che pretenderebbe di entrare in Europa? No, neanche per questo. È stata denunciata PER AVERE VIOLATO LA PRIVACY DEI BAMBINI!!!! Serve aggiungere commenti?

barbara


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14 febbraio 2009

GIACOMO BULGARELLI

Un altro calciatore che se ne va troppo giovane. Un altro calciatore che se ne va “dopo lunga malattia”. Sarà un caso?



barbara


13 febbraio 2009

L’ONDA LUNGA È ARRIVATA

Lezione in seconda. Ad un certo momento, per spiegare una determinata cosa, faccio un breve cenno al fatto che durante la seconda guerra mondiale sono stati sterminati milioni di ebrei. Immediatamente lo scolaro musulmano alza la mano e dice: “Sì, i tedeschi ammazzavano gli ebrei, ma gli ebrei ammazzavano i musulmani!”
E sappiamo già, per ormai lunga esperienza, quali saranno gli atti successivi: il secondo atto sarà: “Ma, io veramente ho sentito dire che …”, e il terzo: “Beh, se lo dicono, qualcosa di vero ci dovrà pur essere: non se lo saranno mica inventato, no?!”



barbara


12 febbraio 2009

LUI SI CAGAVA ADDOSSO (RECITATIVO)

Uomini senza fallo, semidei
che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà


Londra, metà anni Settanta circa. Un portoghese racconta che quando ha fatto il militare lo hanno spedito non ricordo se in Angola o in Mozambico a combattere contro i ribelli indipendentisti.

Banchieri, pizzicagnoli, notai,
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà


Un tizio inglese, pieno di entusiasmo, grida: “Ah che bello! Gli avrai fatto vedere i sorci verdi a quei negri di merda!”

Giudici eletti, uomini di legge
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l'umano desolato gregge


Il portoghese, con molta calma, dice no, guarda, io veramente mi cagavo addosso dalla paura. L’altro, indignato di fronte a tanta vigliaccheria, oltretutto di fronte ad esseri notoriamente e palesemente inferiori, strepita: “Cosa?! Se c’ero io, gli facevo vedere io a quei brutti musi neri!”

Uomini cui pietà non convien sempre
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.


Il portoghese gli posa una mano sulla spalla e in tono pacato dice: “Amico, tu, là, non c’eri. IO c’ero, E MI CAGAVO ADDOSSO DALLA PAURA. Quando ci sarai stato anche tu, ALLORA mi racconterai che cosa avrai fatto”.

Uomini, poiché all'ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.

Questo post è dedicato a tutti coloro che hanno un figlio, due figli, tre figli, quattro figli, e pontificando su situazioni in cui non si sono trovati, drammi che non hanno vissuto, dolori che non hanno sperimentato, angosce che non hanno provato, dilemmi che non hanno affrontato, giurano e strepitano che loro mai e poi mai e poi mai e poi mai e poi mai …

Non cercare la felicità
in tutti quelli a cui tu hai donato
per avere un compenso
ma solo in te
nel tuo cuore
se tu avrai donato
solo
per pietà
per pietà

per pietà...


(
clic per ascoltare tutto il bellissimo e struggente recitativo, che dedico ad Eluana, a tutti coloro che l’hanno amata, a coloro che hanno sofferto con lei e per lei, e a coloro che di tanta sofferenza hanno avuto pietà)


barbara


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11 febbraio 2009

PROVIAMO A IMMAGINARE

Una famiglia più o meno come tutte le altre. Una vita più o meno come tutte le altre. Poi la telefonata: un incidente. Grave. Lei però è viva, grazie a Dio – per chi crede, o alla sorte, per chi ha altre convinzioni. La testa andata, però. Di brutto. Ma nel miracolo si spera sempre – non occorre essere credenti per sperare nei miracoli. E dunque, per aiutare il miracolo, si inizia a “stimolarla”: le si parla, la si accarezza, la si coccola, le si rimane vicino, le si portano regali, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Per due anni. Instancabilmente. Poi la sentenza definitiva: stato vegetativo. Il miracolo non ci sarà, non si risveglierà, la spina è definitivamente staccata. Avrebbe potuto riprendere la sua vita e lasciarla al suo destino, certo che, comunque, le suore non avrebbero cessato di accudirla con la sollecitudine e l’amore di sempre. E invece no, è rimasto lì, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno. Per diciassette anni. A combattere con composta dignità la sua battaglia, la battaglia di quella sua figlia solare e un po’ ribelle. Rinunciando a chiudere la partita clandestinamente, come migliaia, forse milioni di altri infelici fanno da sempre, per restare in quella legalità che, da uomo retto, aveva sempre rispettato. Si divide tra la moglie che – per caso? – proprio nel momento in cui giunge la sentenza definitiva si ammala di cancro – e quella figlia che vegeta. A questo impegno dedica ciò che gli resta della sua vita. E come compenso per tanto amore, per tanta dedizione, si scatena intorno a lui il finimondo. Lo chiamano assassino. Costruiscono sulla sua pelle, su quella della sua famiglia, sulla sua immane sofferenza carriere politiche. Qualcuno si è chiesto che cosa siano stati per quest’uomo questi diciassette anni? Qualcuno si è chiesto quanta sofferenza sia stata aggiunta all’anima di questo essere umano? Qualcuno, che magari si proclama cristiano, si ricorda che cosa significhi la parola pietà?
Mi è sembrato disonesto, sinceramente, esporre quelle splendide foto che mostrano una ragazza solare, dal sorriso straripante e traboccante di vita, quella ragazza che da quasi vent’anni non esiste più, in nessun senso e da nessun punto di vista, come se fosse stata lei ad andarsene, come a voler dire guardate cosa avete fatto, guardate a chi avete scelto di togliere la vita. Tutto questo è una terribile falsificazione: quello che se n’è andato è un corpo quarantenne, devastato da quasi vent’anni di immobilità, dalle piaghe da decubito, dalle inarrestabili diarree provocate da quel tipo di alimentazione, e ora, ultima onta, ultimo affronto, ultimo strazio, squarciato dall’autopsia (“Cessate d’uccidere i morti”, ma loro non hanno sentito l’accorato appello). Un corpo che la pietà di un padre non ha voluto mostrare, anche se avrebbe probabilmente convinto tutti delle sue ragioni.
È davvero così difficile provare a immedesimarsi? È davvero così difficile vedere lo strazio altrui? È davvero così difficile ricordarsi che cosa significhi la parola pietà?
Non mi meraviglierei se quest’uomo forte e coraggioso e dignitoso, portato finalmente a termine l’impegno che aveva preso con la figlia, adesso si lasciasse andare. Anche se spero davvero di no, perché di uomini come lui il mondo ha un grande bisogno.

barbara


9 febbraio 2009

ADDIO

Riposa finalmente in pace. E ora tacciano tutti, per favore.

barbara


9 febbraio 2009

MONTATURE E DOPPIA MORALE NEL DOPO GAZA

da l'unione informa, 8.2.09

A poco a poco la storia delle terribili stragi compiute dagli israeliani a Gaza si sta sgonfiando come una vescica bucata, come è accaduto in casi analoghi nel passato. Intanto, tutte le stime sul numero dei morti e, in particolare della sua composizione (bambini, donne, ecc.) ballano come una tombola impazzita.
Poi lo scandalo più deprecato, l'attacco deliberato all'agenzia dell'ONU, si è rivelato una montatura: non c'è stato nessun bombardamento ma tre colpi sparati in una strada vicina nel corso di uno scontro con i "miliziani" di Hamas. D'altra parte, sappiamo che roba inqualificabile sia l'Unrwa: l'unica agenzia di profughi al mondo che ne fa crescere continuamente il numero e in modo esponenziale, in realtà un'agenzia di propaganda e agitazione, per non dir altro.
Poi, si moltiplicano le testimonianze di gazani che denunciano di essere stati abusati come scudi umani. Fino a che riescono a parlare, visto che sono iniziati gli assassini dei "traditori". Infine è sotto gli occhi di tutti la moralità dei "combattenti" che rubano come volgari pirati i beni di prima necessità destinati alla popolazione civile e si fanno beccare con valigette piene di denaro.
Sarebbe opportuno leggere queste notizie con lo stesso rilievo con cui sono state urlate le condanne dell'intervento israeliano. Ma figurarsi... Piacerebbe anche vedere certi signori - inclusi certi ebrei "democratici" - che si sono accodati alle manifestazioni contro il "genocidio" di Gaza, lasciare che il loro volto si copra di vergogna. Ma chi usa il sistema della doppia morale non ha neanche l'idea di che cosa significhi la parola "vergogna".

Giorgio Israel, storico della scienza

Continua invece implacabile e imperterrito lo stupro dei cervelli dei bambini perpetrato dalle autorità palestinesi, come possiamo vedere qui (grazie a lui per la segnalazione). A vedere questi esseri sedicenti umani in azione viene davvero una gran voglia di sospettare che il loro obiettivo primario, prima ancora della distruzione di Israele, sia quello della distruzione dei propri bambini. (E poi già che ci sei vai a vedere anche questo)

barbara


8 febbraio 2009

POST DEDICATO A TUTTE LE ANIME BELLE DEL PIANETA

Alle anime brave. Alle anime generose. A coloro che si battono per i diritti umani. A coloro che si mobilitano in massa quando li sfiora il sospetto che questi vengano violati. A coloro che non possono tollerare che si colpiscano dei civili, neanche per sbaglio, neanche quando l’obiettivo sono degli efferati terroristi. A coloro che in nome della giustizia sono pronti a fare – letteralmente, oh sì, MOLTO letteralmente – fuoco e fiamme. A voi, con tutta la mia immensa simpatia, con tutta la mia sconfinata ammirazione, con tutta la mia incommensurabile riconoscenza. Prego, accomodatevi: il pasto è tutto per voi.

CONGO, l’inferno nel nostro corpo

«Devo proteggermi» sussurra l'uomo in camice
bianco. «Ho imparato a essere insensibile per poter curare pazienti che perdono urina e materia fecale dopo che lo stupro di gruppo le ha lacerate. Dorme torturate con bastoni, coltelli, baionette esplose dentro i loro corpi rimasti senza vagina, vescica, retto. Ragazze alle quali devo dire: mademoiselle, lei non ha più un apparato genitale, non diventerà mai una donna». Dieci anni fa, una giovane violen­tata a cento metri da qui si è trascinata da lui. Da allora, nel suo ospedale Panzi a Bukavu, il ginecologo Denis Mukwege ha operato 25 mila vittime di stupri efferati e ne ha medicato altrettante nei villaggi, condannato a leggere nei loro corpi gli scempi di questo cruciale lembo d'Africa, l'est della Repub­blica Democratica del Congo. Si combatte dal 1998 nel Nord e nel Sud del Kivu, fuori dalle città di Goma e Bukavu, sulle rive di un lago beffardamente incantevole a ridosso della fron­tiera con il Ruanda. Cinque milioni di morti dal '98 al 2002, nel conflitto più sanguinoso del globo dopo la seconda guerra mondiale. Poi i ribelli impazziti, i villaggi cancellati, la missione dell’Onu Monuc - la più imponente, con 17 mila caschi blu - capace solo di contare i morti dopo bat­taglie sbrigativamente attribuite a faide etniche e che invece mirano al controllo di immense e maledette ricchezze mi­nerarie: oro, tantalio, diamanti.

Lo stupro, qui, è l’arma affilata
di una guerra che da tempo ha perduto la linea del fronte. La strategia primordiale di tutte le sigle paramilitari che annidano plotoni assassini nel cuore di tenebra della foresta equatoriale. Stuprano i ribelli del Cndp del generale Nkunda, appena messo fuori gioco dai suoi storici alleati ruandesi, e forse - mentre scriviamo - già ammazzato o spedito in un esilio dorato. Stuprano le mi­lizie della Fdlr, gli hutu responsabili del genocidio ruan­dese del '94 fuggiti in Congo. Stuprano i Mai Mai, com­battenti filogovernativi, allucinati da riti tribali. E stupra l'esercito regolare.
Violenza sistematica, compiuta davanti a figli e mariti: annientare le donne è un metodo veloce e sicuro per riu­scire a mutilare intere comunità, spaccandole in un'invin­cibile vergogna. Il presidente congolese Joseph Kabila ha appena autorizzato l'esercito ruandese a entrare in Congo per sgominare gli hutu della Fdlr, come promessa di pace per il Kivu, ma la sua gente non si aspetta che altri morti, altri in­ferni. «Perché chiamare qui i ruandesi a risolvere un loro pro­blema?» si chiede Mathilde Muhindo, che si è dimessa dal Parlamento disgustata dall'immobilismo di Kinshasa e da sem­pre assiste le vittime di stupro nel Centro Olame della diocesi di Bukavu. «Perché il governo è sceso a patti con Bosco Ntaganda, l'antagonista di Nkunda, ricercato dalla Corte dell'Aia per crimini contro l'umanità? È triste che nella nostra terra chiunque sia autorizzato a fare ciò che vuole, esattamente come i militari sul corpo delle donne». Corpi sfioriti come quello di Elise Mukumbila, maschera di rughe e livore: nelle credenze tribali, forzare un'anziana porta ricchezza, così i Mai Mai hanno abusato di Elise per mesi, nella foresta a nord di Coma, lasciandole l'Hiv. La incontro a Goma, nel piccolo centro di Univie Sida, associazione locale che convince le don­ne sieropositive del fatto che la vita può, deve continuare. E corpi di bambine come Valentine, orfana dodicenne, perché violare una vergine rende immortali. Lei ha perso la parola dopo i ripetuti stupri di gruppo, ha la gonna fradicia di urina per una fistola mai curata: la sorella maggiore vuole nascon­dere la tragedia agli altri sfollati nel campo di Buhimba, poco lontano da Goma, dicendo a tutti che il sorriso vuoto della bimba non è che una pazzia senza nome. A Bukavu Janette Mapengo, 31 anni, mi si avvicina zoppican­do. Gli otto hutu che l'hanno violentata nella sua capanna co­stringevano il marito a guardare, per poi seccarlo con una pallottola in fronte ed esplodere su Janette altri tre colpi, ap­pena lei ha osato urlare. Alza la gonna scolorita mostrando l'arto di plastica: all'ospedale Ponzi le è stata amputata la gam­ba destra maciullata dagli spari. Janette piange piano: «Sono inutile». Francoise Mukeina ha 43 anni, undici figli, occhi color miele: «Cento hutu ci hanno prese in otto dal villaggio, a Shabunda, tenendoci schiave nella foresta per due anni, nu­trite con gli avanzi, violentate a turno ogni giorno, marchiate col fuoco. Quando mi hanno mandato a fare legna sono fug­gita. Ho dolori che non finiscono mai ma ringrazio Dio: io so­no viva, le altre no».

Solo nel Sud Kivu, da gennaio a settembre 2008, l'agenzia dell'Onu Unfpa ha censito 11.600 donne che hanno chiesto cure dopo la violenza carnale: per il 95 per cento di loro, gli autori erano miliziani. Nel Nord Kivu si stimano 30 mila vitti­me di stupro dal '98, ma quelle che tacciono per vergogna sa­rebbero molte di più. «È un femminicidio: gli stupri aumen­tano, sembrano contagiosi» esplode Fanny Mukendi di Action Aid, organizzazione internazionale che tra Bukavu e Goma finanzia i gruppi locali più attivi nel ricomporre i brandelli di esistenza di queste donne. «Sono povere, sfollate dopo gli at­tacchi dei ribelli: la violenza è il colpo di grazia. Hanno biso­gno di un sostegno psicologico e di entrate economiche: con noi fabbricano sapone, panieri, preparano dolci da vendere al mercato. Nulla di spettacolare, ma le aiuta ad accettarsi di nuovo». A Goma, ActionAid ha fondato un movimento fem­minile che a novembre, durante l'assedio di Nkunda, ha riem­pito lo stadio al grido "stop aux viols". E per Fanny, «ogni donna del mondo dovrebbe essere solidale con loro». Pensava soprattutto all'est del Congo, l'Onu, quando l'anno scorso si è decisa a inserire lo stupro di guerra tra i crimini con­tro l'umanità, perseguibile dai tribunali internazionali. Ma per ora, qui, domina l'impunità: «Con i militari si può solo segnalare l'esercito di appartenenza» spiega Julienne Mushagaluja, avvo­catessa del gruppo Afejuco a Bukavu, che raccoglie testimo­nianze di vittime in vista di un appuntamento importante: «Sta per arrivare un inviato della Corte dell'Aia» rivela. «Dovrà ca­pire se esistono prove sufficienti a denunciare per stupro i si­gnori della guerra». Delle 58 condanne eseguite a Bukavu nel 2008 (su 353 denunce), solo 9 riguardavano militari, ma ri­spondevano anche di altri delitti. «Se a soffrire fossero gli uo­mini e non le donne» dice sommesso il dottor Mukwege «la comunità internazionale avrebbe già trovato una soluzione».

Nel campo di Buhimba, durante il consueto acquazzone pomeridiano, siedo in una capanna buia sopra la terra nera del vulcano Nyiragongo, con un gruppo di donne e i loro neonati. I figli della violenza. In Congo l'aborto è illegale, per quello clandestino ci vogliono soldi, e non è il caso di Dativa Twisenge, 22 anni, scheletrica, bella, che disprezza il suo pic­colo Oliver «Che me ne faccio? Voglio solo morire. Due stupri sono troppi» mi gela. «Due anni fa in casa mia, a Masisi, con mia madre: a lei hanno spezzato le gambe. L'anno scorso qui vicino: tre militari del governo mi montavano come una cagna e intanto mi bastonavano la schiena: non ho fatto che urlare "uccidetemi!"». Agnès è un raggio di luce: 33 anni, sei figli, l'ultimo nato dallo stupro. Rapita vicino al campo con altre nove, legata e bendata dall'alba al tramonto, gettata tra i ba­nani come spazzatura. Non riesco a non chiederle cosa prova per questo neonato paffuto, che per sempre le ricorderà la tortura. Lei sgrana gli occhi allungati: «Devi capire, è il mio bambino. L'ho chiamato Chance affinché, almeno lui, abbia la fortuna di conoscere un mondo migliore». (Emanuela Zuccalà, Io donna)

La sapete quella della studiosa che ha indagato sui crimini dell’esercito israeliano? Lo sapete che ha scoperto che non c’è modo di trovare un solo caso di stupro etnico? Lo sapete come ha spiegato la cosa? L’ha spiegata così: gli israeliani sono razzisti e scopare le palestinesi gli fa schifo, per questo non le stuprano. E sarebbe già un conforto se fosse una stupida, macabra barzelletta di pessimo gusto. Ma invece è la pura realtà.

E voi, dolcissime, infelicissime sorelle condotte al macello nella più totale indifferenza del mondo intero, lo so che tutte le mie lacrime e questo cazzo di post non allevieranno di un miliardesimo la vostra sofferenza, ma è tutto quello che ho da offrirvi, e ve lo offro.

barbara


7 febbraio 2009

GIUSTIZIA SOMMARIA? SÌ, GRAZIE

Era in galera per pedofilia. Nel 2006 è stato scarcerato GRAZIE ALL’INDULTO. Ora è stato beccato ad adescare ragazzini, filmare gli incontri e commercializzare i video così ottenuti. Garantisti e anime belle sono cortesemente pregati di andarsene affanculo.

barbara


7 febbraio 2009

RAZZISMO? CHE COS'È?



barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 7/2/2009 alle 1:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


6 febbraio 2009

MA QUANTO È BELLA LA PACE!

E quanto è bello sapere che c’è in giro per il mondo tante gente che si spende senza risparmio per un mondo migliore, per un mondo in cui regni l’armonia, per un mondo in cui regni la fratellanza universale! Ecco, guardate, e gioite anche voi.

barbara

POI, dato che i soliti kattivissimi israeliani hanno di nuovo beccato quel sant'uomo di monsignor Capucci, andatevi a leggere questo mio vecchio post.


5 febbraio 2009

PUBBLICITÀ PROGRESSO 4

La cattiva notizia è che Allah non esiste e Maometto è un cammelliere analfabeta pedofilo assassino e non è mai stato il profeta di nessuno.
Quella buona è che non hai più bisogno di farti esplodere per poter finalmente trombare.



barbara


5 febbraio 2009

CASSANDRE

È così che le “persone di buon senso” chiamano coloro che lanciano allarmi e preannunciano catastrofi imminenti: cassandre. Con irrisione. Con disprezzo. Con il senso di superiorità di chi, sentendo gridare al lupo, sa che il lupo non c’è, e si sente quindi in diritto di sbeffeggiare chi invece di godersi la vita sta lì a lanciare oscure profezie. Fanno di tutto, costoro, per dimenticare che Cassandra non era una povera demente. Fanno di tutto, costoro, per dimenticare che non una delle catastrofi preannunciate da Cassandra ha mancato di verificarsi. Fanno di tutto, costoro, per dimenticare che non uno di coloro che la sbeffeggiavano è scampato, quando la catastrofe è puntualmente arrivata. NON UNO.

barbara

AGGIORNAMENTO 1: qui, giusto in tema, un annuncio di disastri prossimi venturi e
AGGIORNAMENTO 2: qui la lieta novella che perfino l'Onu ogni tanto, incredibilmente, si sveglia (grazie a lui per la segnalazione.


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 5/2/2009 alle 12:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


4 febbraio 2009

PUBBLICITÀ PROGRESSO 3

La cattiva notizia è che Biancaneve è una zoccola.
Quella buona è che tanto non te la devi mica sposare, quindi che cazzo te ne frega?



barbara

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