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Diario


26 febbraio 2006

TIBET, QUESTO SCONOSCIUTO

Lunedì 13 Febbraio
Torino. Sotto la tenda allestita in S. Pietro in Vincoli, Sonam Wangdue e Lama Palden Gyatso si apprestano ad iniziare lo sciopero della fame. Li assiste la signora Pema Yangchen, membro dell'esecutivo del Tibetan Youth Congress. Il terzo digiunatore tibetano, Gathong Jigme non è ancora arrivato, forse per problemi di visto.
Si è cercato di rendere il più confortevole possibile la sopravvivenza all'interno della tenda e di garantire ai digiunatori il riparo dal freddo pungente.
Preoccupano le condizioni di salute di Palden Gyatso che, nonostante la tosse e le evidenti difficoltà respiratorie, è determinato a portare avanti il digiuno.
Incominciano ad arrivare, dall'Italia e dall'estero, messaggi di solidarietà: solo oggi, primo giorno, ne sono arrivati oltre ottanta.
Nel pomeriggio, una troupe di RAI 3 si è recata alla tenda e ha fatto alcune riprese e interviste.

Martedì 14 febbraio - Giorno 1
Torino. La tenda, che in un primo momento era stata allestita sotto le arcate della struttura di S. Pietro in Vincoli, è stata rimontata al centro dello spazio erboso per consentire una maggiore visibilità.
Alle ore 16.00, con una breve ma toccante cerimonia e la recita di alcune preghiere, è ufficialmente iniziato dello sciopero della fame.
Nella mattinata ha reso visita ai digiunatori l'on. Enrico Buemi, deputato de "la Rosa nel Pugno". Ha intervistato Palden Gyatso ed ha espresso il proprio incondizionato sostegno all'iniziativa e alla lotta del popolo tibetano. Radio Flash, un'emittente molto seguita nel torinese, ha dato notizia dello sciopero della fame all'interno del suo radiogiornale ed ha intervistato Rosanna Degiovanni (Associazione Radicale Adelaide Aglietta) che ha illustrato le ragioni alla base della drammatica iniziativa e le richieste del movimento tibetano.

Mercoledì 15 febbraio - giorno 2
Con la celebrazione di una breve puja, rituale che si ripeterà tutte le mattine alle ore 10, è iniziato il secondo giorno dello sciopero della fame.
Ai digiunatori si è unito anche Tamding Choephel, vicepresidente della Comunità Tibetana in Italia. Il Tibetan Youth Congress, in un comunicato, ha reso noto le ragioni della protesta e le richieste formulate dal movimento sia al Comitato Olimpico sia alla Cina.
Oggi due visite importanti: quella del Segretario Regionale della CGIL, Vincenzo Scudiere, e della Segretaria della Camera del Lavoro di Torino, Donata Canta, che ha diramato un comunicato stampa e convocato i giornalisti.
Presente in S. Pietro in Vincoli anche una giornalista dell'emittente Free Asia Network che ha intervistato e fotografato Palden Gyatso.

Giovedì 16 febbraio. Giorno 3
Aumenta l'afflusso dei visitatori alla tenda. La giornata registra la visita di Paolo Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty International e da lungo tempo vicino a Palden Gyatso, ospite di Amnesty in una lunga tournée in Italia dopo la sua liberazione. Paolo Pobbiati, commosso, si è intrattenuto a lungo con Palden Gyasto. Nel pomeriggio si è tenuta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Bruno Mellano, la deputata On. Laura Cima, Paolo Pobbiati, Tamding Choephel e la signora Pema. Accanto a loro, il medico Thupten Tsering, venuto da Bologna per prestare il suo aiuto ai digiunatori.
Una troupe del TG3 nazionale ha intervistato e filmato i tre coraggiosi tibetani. Continuano intanto ad affluire, numerosissime e da molte nazioni, e-mail di sostegno e di incoraggiamento. Alcune sono veramente toccanti.

Venerdì 17 febbraio, giorno 4
Oggi Palden Gyatso e uno dei due tibetani che partecipano all’iniziativa nonviolenta (Sonam Wangdue, esponente del Tibetan Youth Congress di Dharamsala; il terzo è Tamding Choephel, vicepresidente della Comunità tibetana in Italia) sono stati accompagnati dal Dr. Silvio Viale al Pronto Soccorso dell’Ospedale delle Molinette per una visita di controllo. All’interno di parametri sanitari che si mantengono nella norma, è stata riscontrata: astenia con patologia respiratoria; ipossia (insufficienza di ossigeno); ipoglicemia. E’ stata prescritta una terapia antibiotica ed antinfiammatoria, sulla cui effettuazione i tibetani si sono riservati di decidere. Nella giornata hanno reso visita ai digiunatori Paolo Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty International e Bruno Mellano (Associazione Radicale Adelaide Aglietta).
Bruno Mellano ha dichiarato:
“Invito i cittadini torinesi a fare due cose, piccole ma importanti: andate a trovare i digiunatori tibetani a Porta Palazzo o inviate loro e-mail di solidarietà (torino2006@italiatibet.org); inviate e-mail a Tv e giornali affinché parlino dell’iniziativa nonviolenta in corso. Leggo dettagliati resoconti sul soggiorno torinese di Anastacia e dei Duran Duran; credo che Palden Gyatso, il suo passato e il suo presente, meritino altrettanto spazio e considerazione.” .

Sabato 18 febbraio - giorno 5
I primi segni del digiuno cominciano ad apparire sui volti e negli sguardi affaticati di Palden, Sonam e Tamding. Fuori dalla tenda, per tutto il giorno, una piccola folla di visitatori, compresi numerosi tibetani venuti a sostenere i loro connazionali, ha sostato nello spiazzo erboso ed ha visitato i tre coraggiosi tibetani, rincuorati dalla presenza e dalla premurosa vicinanza di tanti amici. Per il primo giorno si sono sentiti meno soli.
Tra i primi ad arrivare il presidente dell'Associazione Italia-Tibet, Günther Cologna, accompagnato da numerosi membri del direttivo e da alcuni soci. Per tutti Palden Gyatso ha avuto un sorriso, ad ognuno ha fatto dono di una sua fotografia e, con grande disponibilità ha autografato le copie della sua biografia.
Presente in S. Pietro in Vincoli anche una folta rappresentanza di Amnesty International accompagnata dal coordinatore locale Yavier Gonzales. Nel pomeriggio hanno reso visita ai digiunatori l'On. Gianni Vernetti, coordinatore dell'Intergruppo parlamentare Italia-Tibet e i coordinatori dell'Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet Giampiero Leo e Maria Grazia Spinosa.
Numerosi anche i tibetani venuti a sostenere i loro amici e connazionali.
Una troupe di RAI 3 ha realizzato un nuovo servizio sullo sciopero della fame andato in onda in serata, nel corso del telegiornale regionale. Presente anche una troupe di TeleCity.
A chi legge queste righe e a quanti hanno a cuore la sorte dei tre digiunatori e l'esito della loro lotta, rivolgiamo l'appello a sostenerli, ad andarli a trovare, a far sentire loro tutto il calore e la vicinanza di persone amiche e partecipi. 

Qui potete leggere il seguito del resoconto quotidiano. Noi non è che si possa fare granché per porre fine a un macello che sta proseguendo da decenni nell’indifferenza pressoché totale degli organismi internazionali, della stampa, dell’opinione pubblica ma possiamo, almeno, rifiutarci di condividere questa indifferenza. Possiamo, almeno, rifiutarci di partecipare alla congiura del silenzio. Possiamo, almeno, dare il nostro sostegno morale a un popolo che da decenni vive sotto occupazione, che da decenni subisce la sistematica distruzione della propria cultura e la negazione della propria religione. Senza peraltro prendere tutto ciò a pretesto per reagire uccidendo e devastando. Aiutiamo chi non ha altra arma che la propria dignità. (grazie ad Emanuela per la segnalazione)



barbara




permalink | inviato da il 26/2/2006 alle 14:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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