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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


13 dicembre 2010

E LA CHIAMANO XENOFOBIA

Alla luce di quanto appena accaduto in Svezia, credo che questo sia il momento migliore per rileggere questo articolo.

Difendere i valori dell’Occidente costituisce “INCITAMENTO ALL’ODIO”?

di Bat Yeor
tradotto e illustrato da Paolo Mantellini

L’Inghilterra ha appena assistito allo spettacolo di un Parlamentare di un altro paese dell’Unione Europea, regolarmente eletto, Geert Wilders, a cui è stato negato l’ingresso nel paese in quanto costituisce “un pericolo pubblico”. Wilders, dopo essere stato brevemente arrestato all’aeroporto di Heathrow, è stato espulso e rimandato in Olanda – dove dovrà affrontare ulteriori problemi legali. Tre settimane prima, infatti, un tribunale Olandese aveva ordinato alla pubblica accusa di iniziare un procedimento penale contro di lui per il reato di “incitamento all’odio e alla discriminazione” e di “vilipendio alla fede islamica” a causa delle sue affermazioni pubbliche e del suo film del 2008, Fitna. L’ordine di iniziare il procedimento penale fu emanato per le pressioni esercitate sugli stati Europei e sul Consiglio per i Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite dalla Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC). Lo scopo dell’OIC è di punire ed eliminare ogni espressione di così detta “islamofobia” nel mondo, ma specialmente in Europa, ed è stata la prima artefice delle condizioni che hanno reso possibile la messa al bando di Wilders dal Regno Unito.
L’OIC è una delle maggiori Organizzazioni intergovernative al mondo. Comprende 56 stati musulmani più l’Autorità Palestinese. Diffusa su quattro continenti, pretende di parlare a nome della Ummah (la comunità universale musulmana), che ammonta a circa un miliardo e trecento milioni di persone. La “missione” dell’OIC è di unire tutti i musulmani del mondo radicandoli nei princìpi del Corano e della Sunnah – il nocciolo della civiltà e dei valori dell’islam. Mira al rafforzamento della solidarietà e della cooperazione tra tutti i suoi membri, per proteggere gli interessi musulmani dappertutto e spronare la ummah ad unirsi in un unico corpo.
L’OIC è una organizzazione unica – un’organizzazione che non ha equivalenti al mondo. Unisce la potenza religiosa, economica, militare e politica di 56 stati. L’Unione Europea, invece, rappresenta un numero di stati pari a meno della metà ed è un blocco unicamente laico mentre il Vaticano, che parla a nome di circa un miliardo e cento milioni di Cattolici, è privo di ogni potere politico. Molti musulmani, in Occidente respingono la tutela dell’OIC e si oppongono ai suoi tentativi di sostituire la legge Occidentale con la shariah. Ma le risorse a disposizione dell’OIC sono enormi.
L’Organizzazione possiede numerose Istituzioni sussidiarie, specializzate e affiliate, oltre a molti comitati permanenti, che collaborano ai più alti livelli con altre Organizzazioni internazionali per realizzare in tutto il mondo i suoi obbiettivi politici. I suoi principali e più attivi Organismi sono l’Organizzazione Islamica per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (ISESCO), che si propone di imporre all’Occidente la visione della storia e della civiltà dal punto di vista islamico; l’Osservatorio sull’Islamofobia, che preme sui governi occidentali e gli organismi internazionali per promulgare leggi che puniscano l’islamofobia e la bestemmia; infine è stata recentemente istituita una Corte Internazionale Islamica di Giustizia. Come affermato nella sua Dichiarazione del Cairo sui Diritti dell’Uomo nell’Islam, nel 1990, l’OIC è strettamente legato ai princìpi del Corano, della Sunnah e della shariah. In una parola, l’OIC tenta di costituirsi come il Califfato rinato.
L’OIC rinnova regolarmente il suo impegno nel proteggere i diritti politici, storici, religiosi ed umani dei musulmani residenti negli stati che non fanno parte dell’OIC, con particolare attenzione ai musulmani che costituiscono maggioranze in particolari zone di stati non musulmani – come ad esempio nel Sud delle Filippine, nel Sud della Tailandia e in Grecia, nella Tracia occidentale – e come per i musulmani residenti in posti come i Balcani, il Caucaso, Myanmar (Birmania), India e Cina. L’OIC sostiene Hamas e i Palestinesi nella loro lotta per distruggere Israele, come pure la lotta islamica per la “legittima autodeterminazione” nel “Jammu-e-Kashmir occupato dall’India”. Ha condannato la “continua aggressione dell’Armenia contro l’Azerbaijan,” ed esprime la sua totale solidarietà per la “giusta causa del popolo musulmano Turco di Cipro” e per il Presidente Sudanese, Omar Hassan Al-Bashir, che molti ritengono responsabile di aver incoraggiato i massacri nel Darfur. La sede dell’OIC è a Jedda, ma l’Organizzazione la considera una sede provvisoria: il suo quartier generale sarà trasferito ad al-Quds (la Gerusalemme islamizzata) quando la città sarà stata “liberata” dal controllo israeliano.
Nel suo sforzo di difendere la “vera immagine” dell’islàm e di combattere la sua diffamazione, l’Organizzazione ha richiesto alle Nazioni Unite e ai paesi occidentali di punire l’Islamofobia” e la bestemmia. Tra le manifestazioni di Islamofobia, nella visione dell’OIC, sono incluse l’opposizione dell’Europa all’immigrazione illegale, le misure contro il terrorismo, la critica del multiculturalismo e ogni sforzo di difendere le identità culturali e nazionali dell’Occidente. L’OIC dispone di massicci finanziamenti derivati dal petrolio, che spende larghissimamente nei mezzi di comunicazione di massa occidentali, nelle Università e in innumerevoli “dialoghi”. Influenza le politiche, le leggi e addirittura i libri di testo occidentali mediante le pressioni esercitate dagli immigrati musulmani e dagli stessi partiti occidentali di sinistra. Ecco perché abbiamo assistito a manifestazioni di incitamento all’odio e all’omicidio, simili alla “notte dei cristalli”, contro Ebrei Europei e contro Israele, svoltesi impunemente nelle città Europee – dove si suppone che il rispetto dei diritti umani sia uno dei valori più alti.
Geert Wilders è l’ultima vittima di questo enorme marchingegno mondiale. Il suo crimine è di sostenere che la civiltà dell’Europa è radicata nei valori di Gerusalemme, Atene, Roma e nell’Illuminismo – e non alla Mecca, Bagdad, Andalusia e al-Quds. Combatte per l’indipendenza dell’Europa dal Califfato e per le sue libertà a rischio di estinzione. Ha ricevuto gravi minacce di morte addirittura prima che uscisse il suo film Fitna.
Anche molti musulmani in Occidente lo appoggiano, comunque, le principali armi di Geert Wilders sono il suo coraggio e la sua determinazione di opporsi perfino al suo stesso Governo che sta gradualmente sottomettendosi alle pressioni dell’OIC. I nemici di Wilders millantano che sia una persona insignificante che fa dichiarazioni “provocatorie” solo alla ricerca di notorietà. In realtà, se la sua motivazione fosse solo il proprio tornaconto, potrebbe avere molto più successo ricercando i favori dell’OIC – come molti Europei stanno facendo, consciamente o inconsciamente – piuttosto che rischiare la sua libertà e anche la sua vita.

Bat Ye’or è autrice di studi sulla condizione di Ebrei e Cristiani nell’ambito dell’ideologia del jihad e della legge islamica, la shariah. I suoi libri più recenti includono Il declino della cristianità sotto l’Islam” dalla jihad alla dhimmitudine (2009), Eurabia. Come l'Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita (2007) e Verso il califfato universale. Come l'Europa è diventata complice dell'espansionismo musulmano (2009), tutti pubblicati da Lindau. (qui)

Poi leggi sul Corriere un’intervista a uno scrittore svedese il quale dice che c’era da aspettarselo che prima o poi ci sarebbe stato un attentato, perché c’è un partito xenofobo al governo. Vale a dire che fa benissimo la mafia a far fuori giudici come Falcone e Borsellino e tutti gli altri che hanno l’assurda mania di mettere in galera i mafiosi, i quali mai e poi mai si sognerebbero di far fuori i giudici se quegli sconsiderati non cercassero di impedirgli di far fuori chi gli pare. E pensare che c’è ancora qualcuno che si illude che fatti eclatanti come questo abbiano il potere di aprire gli occhi a chi di aprirli non ha proprio nessunissima intenzione.


barbara


27 novembre 2010

IL SUO NOME È KHAN E ALTRI ANIMALI

1. È un film appena uscito, pare, di cui sto continuando a vedere e sentire recensioni da tutte le parti. Il protagonista si chiama appunto Khan, ed è un indiano musulmano – perché, per inciso, nell’India induista di musulmani ce ne possono stare quanti se ne vuole, mentre nel Pakistan musulmano, separatosi dalla patria comune all’incirca al momento dell’indipendenza, di induisti non ce ne possono stare (ricorda qualcosa?) – che va in America. La cosa che ritorna come un mantra in tutte le recensioni è “l’intolleranza antiislamica post-11 settembre”, “il razzismo antiislamico post-11 settembre” di cui il pover Khan è vittima. Ora, il suddetto Khan sarà sicuramente una brava persona, per carità, ma a questi signori recensori nessuno ha mai parlato del razzismo islamico – pre, durante e post 11 settembre - contro tutto ciò che non è islamico, dell’intolleranza islamica - pre, durante e post 11 settembre - contro tutto ciò che non è islamico, che hanno portato, per l’appunto, all’11 settembre e a tutte le altre migliaia di atti di terrorismo islamico con decine di migliaia di morti, dopodiché qualcuno – e sempre troppo pochi, ahimè – ha cominciato ad aprire gli occhi e tentare di mettere in atto qualche misura di difesa?
2. Gianna Nannini ha partorito. Una robettina di un chilo e settanta grammi di peso e dodici centimetri di lunghezza meno di me quando sono nata, proprio una robettina da niente. Partorita dopo una gravidanza resa possibile da un bombardamento di ormoni, dato che la signora, vista l’età, era ovviamente impossibilitata a concepire da sola, anche se adesso raccontano che ha partorito con parto naturale, forse perché almeno una cosa naturale, in tutta questa baraccata, ci fosse. Ma non è per questo che sono qui a scrivere di questo evento che sicuramente non cambierà la vita a nessuno di noi, bensì per una frase che ho trovato nell’articolo del Corriere che dava la notizia: “La primogenita della rocker...” No, cioè, voglio dire, che intenzioni avrebbe la signora?
3. Oggi entrando in sala insegnanti ho trovato il collega di tecnica – quello con la signorina discinta nell’armadietto – che imprecava sgangheratamente: sfogliando il giornale locale aveva trovato la notizia della nomina di un santo protettore del calcio. In realtà adesso andando in google per cercare conferma ho trovato che c’era già, tale san Mauronto, morto una dozzina di secoli fa, ma quello del collega era uno nuovo, con un cognome che suonava come lettone o lituano o qualcosa del genere. Ma la cosa sconvolgente era la foto della statua, il santo in atteggiamento tipo Madonna col Bambino, solo che invece del bambino stringeva amorosamente al petto un pallone.
4. Obama si prende una gomitata giocando a basket e si guadagna un’intera pagina di giornale: Napolitano per ottenere altrettando dovrebbe come minimo farsi tirare sotto da un tir, mi sa.
5. Buon compleanno a chi compie gli anni.

barbara


1 novembre 2010

BAGHDAD

Immagino che sarà colpa di Netanyahu, o di Lieberman, dell’occupazione, dell’embargo, del “muro”, dei posti di blocco, a cui giustamente la resistenza si è ribellata.
Una cosa, oltre alla morte degli innocenti, mi dispiace immensamente: che oltre a quelle decine di innocenti fedeli in preghiera, a quei bambini, a quelle donne, a quei vecchi, e a quell’onesto parroco freddato sull’altare, non abbiano fatto fuori anche qualcuna delle prostitute del sinodo: avrei avuto un buon motivo per tirare fuori il mio vino migliore e brindare.

barbara


15 maggio 2010

E MENO MALE CHE C’È UGO VOLLI

che ci racconta un po’ di quelle belle cose che succedono in giro per il mondo e che i nostri mass media tanto tanto tanto politicamente corretti – e magari anche un tantino timorosi di finire con la gola tagliata dai seguaci della religione di pace – si guardano bene dal dare.

Due lezioni da Eurabia: la birra e il sangue

Cari amici, vi racconto oggi ancora un paio di piccole storie vere da Eurabia così com'è oggi, per la vostra edificazione. Ognuna di esse, infatti, contiene una lezione morale da studiare bene, se vogliamo essere cittadini consapevoli del nostro continente prossimo venturo.

La prima viene dalla Gran Bretagna. Una donna chiama al telefono un taxi per farsi portare a casa dal supermercato dove aveva fatto la spesa. La macchina arriva regolarmente, il conducente smonta, fa per aiutare la cliente a mettere in macchina il suo carico, poi si rialza e dice "Non posso portarla, la mia religione me lo vieta." (http://www.newenglishreview.org/blog_display.cfm/blog_id/27535). Sapete che cosa rendeva impura la donna (cattolica) al taxista (islamico, naturalmente), tanto da impedirgli di fare il suo lavoro? Che questa avesse nella spesa un paio di lattine di birra. L'alcool è tabù nel Corano. Ma per i musulmani, non per gli altri. Sennonché non potete pensare che una religione seria come l'Islam abbia il ritegno di limitare le proprie norme ai propri fedeli, la sua naturale ambizione è regolare tutto il mondo, anche se magari qualche momentaneo compromesso è possibile per quelli più scafati del nostro ingenuo tassista. Un episodio da meditare per quelli che sul burqa pensano che ciascuno si vesta come vuole e se loro si divertono ad abbigliare le donne come tavole sotto la tovaglia sono fatti loro. Be', non è così, primo a poi saranno anche fatti nostri.

Il secondo episodio è accaduto a Colonia, Germania. Sulla piazza davanti al famoso duomo, il comune ha dato il permesso di allestire un'esposizione intitolata "Wailing Wall" (o il suo equivalente in tedesco, cioè "Muro del pianto"). Immagini dedicate alla famosa Muraglia Occidentale, l'ultimo ricordo del Secondo Tempio a Gerusalemme, che gli israeliani chiamano per antonomasia Kotel e gli europei per l'appunto "Muro del pianto"? No, figuratevi. Il "Wailing Wall" sarebbe la barriera di sicurezza che impedisce ai poveri terroristi palestinesi di fare il loro mestiere di ammazzaebrei. Nessuna meraviglia, di mostre sui muri è piena Eurabia, ne ho vista io stesso una poche settimane fa a Ginevra, con desolate fotografie di quella costruzione così antipatica agli europei di sinistra e agli impresari di pompe funebri. Ma a Colonia c'era una cosa diversa: erano vignette, fra cui spiccava una figura con una bandiera israeliana che mangiava un bambino palestinese e beveva il suo sangue. Vi ricorda qualcosa l'idea che gli ebrei mangino e bevano i bambini gentili? Ma sì, le azzime impastate nel sangue, san Simonino da Trento, tutto quell'armamentario lì, che poi è finito nella Shoah. Un direttore di teatro non ebreo, Gerd Burmann, ha sporto denuncia per incitamento all'odio razziale, un reato che in Germania è grave. Ma la Procura locale ha respinto la denuncia, sostenendo che la vignetta "non rappresenta una tendenza ostile contro gli ebrei, ma una critica della situazione a Gaza". (http://www.jpost.com/JewishWorld/JewishNews/Article.aspx?id=173381). Figuriamoci. Anche la propaganda più sfrenata non è arrivata a questo punto. Ma si parlava del conflitto arabo-israeliano e si sa chi ha ragione in Eurabia. E chi da duemila anni bisogna incolpare di reati misteriosi e terribili. E questa è una lezione per chi pensa che il ricordo della Shoah possa frenare nel nostro continente un nuovo antisemitismo.

Ugo Volli

Una cosa, da sempre, mi chiedo: il giorno in cui la questione israelo-palestinese (che fino al giugno 1967, data di fabbricazione del “popolo palestinese”, si chiamava arabo-israeliana) dovesse trovare una soluzione, che cosa si inventeranno gli odiatori di ebrei per poter continuare a odiarli in maniera politicamente corretta?
E un’altra cosa mi chiedo da quando l’evidenza mi ha costretta ad aprire gli occhi: quanti soprusi, quante prevaricazioni, quante violenze, quante pulizie etniche, quanti assassini privati e quanti massacri pubblici occorreranno ancora perché anche chi si ostina a tenerli ben serrati, si decida finalmente ad aprirli?



barbara


8 aprile 2010

E ADESSO PARLIAMO UN PO’ DI EBREI E DINTORNI

Con amici così, chi ha bisogno di nemici?

Siamo "permalosi", ci manda a dire il vescovo di Cerreto Sannita Michele De Rosa il quale, partendo dallo scivolone di padre Cantalamessa che citando un "amico ebreo" aveva azzardato un paragone tra antisemitismo ed i presunti attacchi in corso nei confronti del Papa, si produce poi in un vero e proprio sfogo nel quale sembra confessare di non poterne più delle pretese di questi ebrei : ''Preghiamo perché si convertano e non va bene, abbiamo tolto l'espressione 'perfidi giudei', e non va bene, papa Benedetto XVI ha cambiato la preghiera del Venerdì Santo nella messa tridentina, e non va bene. Bisogna sempre chiedere scusa ogni volta, mi sembra ci sia una reazione esagerata''.
"...Capisco che abbiano sofferto con l'Olocausto, ma non possono farne una bandiera...", è un'altra "perla" del De Rosa pensiero.
Il Vescovo De Rosa è membro della Commissione CEI per l'ecumenismo e il dialogo e, a parte lo stress che pare aver accumulato, mi conferma ancora una volta la saggezza di un detto americano che spesso mi viene ricordato : "con amici così, chi ha bisogno di nemici?!".
Gadi Polacco, Consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

Eh già, Israele ha per amico Obama, che non vede l’ora di svenderlo al miglior offerente, anzi, a un offerente qualsiasi, senza neanche provare a impuntarsi sul prezzo. E gli ebrei tutti hanno per amico Sue Eminenza Reverendissima Monsignor Michele De Rosa, vescovo di Cerreto Sannita, talmente buono che arriva perfino a capire – aprite bene le orecchie perché questa è forte davvero – che abbiano “sofferto con l’Olocausto”, e non è certo colpa sua se quelli se ne approfittano e con questo olocausto stanno spaccando i marroni al mondo intero. E ci sta molto bene, per restare in tema, la perla odierna, l’ennesima, dello strepitoso Tizio della Sera.

Meglio mai che tardi

Sessantamila anziani che hanno sofferto le persecuzioni dei ghetti riceveranno un vitalizio dal governo tedesco. Considerata l'attesa di vita di questi sessantamila ebrei, la notizia ridefinisce in modo drastico il significato della parola vitalizio.

Il Tizio della Sera

E poi, certo, visto che oltretutto si è nominato Obama, non può mancare lui.

barbara


9 novembre 2009

AIRPORT PROFILING – MULTIPLE CHOICE TEST

Credo sia il momento giusto per rispolverare questa cosa di sette anni e mezzo fa. I miei lettori mi scuseranno se per una volta vengo meno alla mia consuetudine di postare solo testi in italiano: credo che anche chi non è particolarmente ferrato in inglese non avrà grossi problemi a comprendere.

To ensure we Americans never offend anyone, particularly fanatics intent on killing us, airport screeners will not be allowed to profile people. They will continue random searches of 80-year-old women, little kids, airline pilots with proper identification, Secret Service agents who are members of the President's security detail, 85-year old Congressmen with metal hips, and Medal of Honor winning former Governors.

Let's pause a moment and reflect back, by taking the following Multiple Choice test.

1. In 1972 at the Munich Olympics, athletes were kidnapped and massacred by:
a. Olga Corbutt
b. Sitting Bull
c. Arnold Schwarzenegger
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

2. In 1979, the U.S. embassy in Iran was taken over by:
a. Lost Norwegians
b. Elvis
c. A tour bus full of 80-year-old women
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

3. During the 1980's a number of Americans were kidnapped in Lebanon by:
a. John Dillinger
b. The King of Sweden
c. The Boy Scouts
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

4. In 1983, the U.S. Marine barracks in Beirut was blown up by:
a. A pizza delivery boy
b. Pee Wee Herman
c. Geraldo Rivera
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40.

5. In 1985 the cruise ship Achille Lauro was hijacked and a 70 year old, American passenger was murdered and thrown overboard by:
a. The Smurfs
b. Davy Jones
c. The Little Mermaid
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40.

6. In 1985 TWA flight 847 was hijacked at Athens, and a U.S. Navy diver was murdered by:
a. Captain Kid
b. Charles Lindberg
c. Mother Teresa
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

7. In 1988, Pan Am Flight 103 was bombed by:
a. Scooby Doo
b. The Tooth Fairy
c. Butch Cassidy and The Sundance Kid
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

8. In 1993 the World Trade Center was bombed the first time by:
a. Richard Simmons
b. Grandma Moses
c. Michael Jordan
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

9. In 1998, the U.S. embassies in Kenya and Tanzania were bombed by:
a. Mr. Rogers
b. Hillary, to distract attention from Wild Bill's women problems
c. The World Wrestling Federation
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

10. On 9/11/01, four airliners were hijacked and destroyed and thousands of people were killed by:
a. Bugs Bunny, Wiley E. Coyote, Daffy Duck and Elmer Fudd
b. The Supreme Court of Florida
c. Mr. Bean
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

11. In 2002 the United States fought a war in Afghanistan against:
a. Enron
b. The Lutheran Church
c. The NFL
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

12. In 2002 reporter Daniel Pearl was kidnapped and murdered by:
a. Bonny and Clyde
b. Captain Kangaroo
c. Billy Graham
d. Muslim male extremists mostly between the ages of 17 and 40

Nope, no patterns anywhere to justify profiling!

E anche le ultime vicende dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che no, non c’è niente al mondo che giustifichi una simile aberrazione, un simile crimine contro l’umanità come le indagini selettive.
Poi, sempre in tema di cose che accadono in giro per il mondo, andatevi a leggere il solito imprescindibile semprelui, e poi

MEMENTO: +70.

barbara


19 giugno 2009

E ANCHE QUESTO C’ERA, UNA VOLTA, IN AMERICA



Maledetti maledetti maledetti, gli possano marcire le budella, gli si possano putrefare i polmoni, gli si possa disintegrare il fegato. E quel figlio di puttana gli va anche a leccare il culo, gli va! Ma non vincerete, bastardi, non ci riuscirete mai!

barbara


17 aprile 2009

MA PERCHÉ MAI DIROTTARE AEREI?

Perché impiegare un sacco di uomini, investire denaro, organizzare l’addestramento, rischiare di essere scoperti durante tutto il tempo necessario alla preparazione e avere in cambio nient’altro che qualche migliaio di morti quando si può fare molto ma molto ma molto meglio senza fatica, senza rischi e praticamente senza spese? Perché, ditemelo voi.

barbara


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15 aprile 2009

E LA LISTA SI ALLUNGA

Safia Amajan, politica, assassinata nel 2006.
Shikeba Shanga Amaj e Zakia Zaki, giornaliste, assassinate nel 2007.
Malalai Kakar, poliziotta, assassinata in settembre a Kandahar.
Shabana, ballerina, assassinata lo scorso gennaio.
Tutte le anonime lavoratrici che non sono giunte alla ribalta dei mass media.
Adesso è stata la volta di Sitara Achakzai, attivista per i diritti delle donne.
Non aveva vocazioni da martire, Sitara, e nella consapevolezza che se l’avessero uccisa non avrebbe comunque potuto più combattere per le donne, aveva deciso di andarsene. Aveva anche già acquistato il biglietto aereo. Mancavano solo un paio di settimane. Ma a loro non basta risolvere i “problemi”. A loro non basta liberarsi dei nemici e degli avversari. A loro non basta spianare la strada da ogni ostacolo, no: quello che loro vogliono è UCCIDERE. Quello che loro vogliono è soddisfare la loro INSAZIABILE SETE DI SANGUE. Quello che loro vogliono è CANCELLARE LA VITA DAL PIANETA TERRA. Con Sitara hanno compiuto un altro passo avanti. Ma sono certa che qualcuno verrà a predicare ancora una volta che tutte le “culture” hanno pari dignità. Che tutte le “culture” meritano rispetto. Che tutte le “culture” sono degne di considerazione. Per tutte queste buonissime persone, pacifiche sensibili e comprensive, sono pronta a iniziare una sottoscrizione per regalare loro un biglietto per Kandahar. Sola andata, beninteso. Noi cattivi, nel frattempo, dedichiamo un commosso pensiero all’ennesima grande donna macellata da quelle belve sanguinarie che osano spacciarsi per esseri umani.

barbara


1 dicembre 2008

MUMBAI-ROMA. ORRORE E SCHIFO

No no no. Basta.
Cosa vogliono fare del mondo, cosa vogliono fare delle nostre vite.
Cosa vogliono quelli che finora li hanno sempre difesi, quelli che hanno riso dell'11 settembre, che hanno guardato indifferenti tutti gli 11 settembre vissuti da Israele e Madrid e Londra e le stragi di occidentali in Indonesia e adesso Mumbai e altro orrore, altro sangue, altri morti innocenti.
È il terrore che vogliono.Terrore e morte, è di questo che sono fatti.
È annientarci che vogliono, distruggerci, sentirci urlare di paura mentre ci ammazzano.
Purtroppo il genere umano è fatto di errori, di orrori e di schifezzine varie e oggi a Roma ne abbiamo avuto un triste esempio, delle schifezzine intendo.
Invece di manifestare contro il Terrore e gli ultimi 195 morti fatti dal fondamentalismo islamico, quattro scalmanati a Roma hanno deciso di andare in piazza per la Palestina nel giorno di solidarietà deciso dall'ONU per un paese che non c'è per la volontà palestinese di non permettere che esista finché non sarà distrutto Israele.
Per l'ONU, organizzazione serva dei paesi membri islamici, solo i palestinesi hanno diritto alla solidarietà, altri popoli che soffrono davvero e non per loro colpa, niente, zero, indifferenza, chi se ne frega, solo i palestinesi hanno diritti senza nessun dovere, i palestinesi che hanno comprato il mondo colla loro propaganda battente, coi soldi della Banca Mondiale e dei governi schiavi, colla paura che fanno a causa della loro ferocia e, dulcis in fundo, sono solo i palestinesi che hanno come nemici il nemico del mondo intero: gli ebrei, i maledetti ebrei, gli sporchi ebrei ormai diventati israeliani, sionisti, anzi, scusate, maledetti israeliani e sporchi sionisti!
Oggi è così che gli italiani e non solo loro manifestano l'odio antisemita.
Dimitri Buffa scrive che questi scalmanati devono ancora decidere se bruciare o meno le bandiere di Israele, lo devono decidere non perché pensano che sia schifoso bruciare i simboli di qualsiasi Nazione del mondo ma perché devono capire "cosa gli conviene", se bruciarle e passare per quello che sono, degli antisemiti a tuttotondo, o non bruciarle e rischiare di passare inosservati dopo la tragedia di Mumbai che in un certo senso gli ha rovinato la festa. Lo hanno addirittura scritto in un comunicato del Forum Palestina, scrive Buffa sull'Opinione, "bruciamo o non bruciamo?" dilemma amletico e uno pensa, uno si interroga, uno non capisce se sono inguaribilmente razzisti o semplicemente ridicoli.
Si sono riuniti sotto il Campidoglio urlando contro Israele i soliti slogan, domani sapremo di più e avremo un quadro più esatto dello schifo organizzato da questa gentucola.
Passiamo oltre, questi sono solo da disprezzare per l'anima nera che hanno e sono indegni dell'attenzione di chicchessia.

Gabriel e Rivka invece sì.

Gabriel e Rivka avevano 29 e 28 anni, lui rabbino e lei sua moglie e condirettrice del Centro Chabad di Mumbai, erano i genitori di Moshe, un bambino di due anni che è stato consegnato ai nonni arrivati da Israele.

Ho ancora davanti agli occhi l'immagine della mamma di Rivka alla notizia dell'attacco terrorista di Mumbai, ho davanti agli occhi le sue mani che accendono le candele per pregare per la figlia, il genero, il nipotino e per tutti gli ebrei in pericolo di vita perché gli ebrei sono sempre in pericolo di vita, i nazisti di tanti anni fa si sono trasformati nei fondamentalisti islamici, quelli che invece di Heil Hitler urlano Allahhu Akhbar e che hanno un unico sogno, ammazzare ebrei e eliminare Israele.
Le mani della mamma di Rivka tremano, la voce trema ma prega prega prega per un miracolo di cui lei stessa dubita e altre voci nella stanza rispondono Amen quasi gridando.
La scena successiva di questo film dell'orrore non ci mostra più, per rispetto, questa mamma ma il marito, il papà di Rivka, il nonno di Moshe che prende il bambino dalle braccia della nanny indiana che lo ha salvato e gli sorride tra la barba bianca.
Ha gli occhi sereni e innocenti di chi sa pregare e credere nell'impossibile.
Gli hanno massacrato la figlia e il genero ma lui sorride al nipotino frastornato che non sa di non avere più una mamma e un papà e che piange inconsolabile chiamando la sua ima, il suo aba.
Rav Gabriel e Rivka Holzberg, viene spontaneo chiamarli Gabi e Rivki per la loro giovane età, erano in India da 5 anni per dare aiuto a tutti, agli ebrei lontani da casa ma anche agli indiani poveri e bisognosi di una parola e di un po' di cibo.
I terroristi pakistani li hanno catturati, legati insieme ad altri sette ebrei e israeliani e alla fine li hanno uccisi.
Questi sono i nomi degli israeliani già riconosciuti :
Rivka Holtzberg
Gavriel Holtzberg
Leibish Teitlebaum
Bentzion Chroman
Yocheved Orpaz
Riposino in pace.
Un membro di Zaka, l'organizzazione che si è recata in India per il recupero e il riconoscimento delle salme, ha detto che i corpi erano avvolti negli scialli da preghiera e uno di essi, Bentzion, un giovane di Bat Yam era abbracciato alla Torà e riverso su di essa.
Il centro ebraico era uno degli obiettivi dei terroristi arrivati per fare strage di americani, inglesi e israeliani e l'unico superstite del gruppo islamico ha rivelato che il loro scopo era far saltare il Taj Mahal e il centro Chabad e fare almeno 5000 morti.
Si chiama Amir Kasab, ha 21 anni e ha dichiarato che l'attacco aveva come scopo principale l'uccisione di israeliani per punirli delle atrocità contro i palestinesi e già che c'erano hanno voluto includere nella punizione il Grande Satan, l'America, e i Crociati, l'Europa.
Una grande orgia per soddisfare la loro sete di sangue e la loro fame di morti.
Avevano armi sufficienti per superare orgogliosamente le vittime fatte dai loro fratelli assassini a New York, l'11 settembre.
5000 morti! Come può una mente che non sia satanica pensare di ammazzare tanti esseri umani per puro odio.
Sono riusciti ad ammazzarne solo 195, quasi tutti personale degli alberghi, quasi tutti indiani e, ciliegia sulla loro torta fatta di odio e di schifo, ben nove tra ebrei e israeliani.
Un successone.

Dopo l'11 settembre abbiamo visto le masse arabe far festa per le strade, tanti americani uccisi tutti in una volta, che bello, che goduria. I palestinesi dei territori avevano invaso le strade per distribuire caramelle e mangiare bakhalavà ridendo felici e ballando.
Questa volta non abbiamo ancora assistito a questi spettacoli disgustosi forse per il timore che il mondo, ormai esasperato, possa tagliare i cordoni della borsa.
Devono incominciare a stare attenti perché può accadere che anche le anime pie europee innamorate dei palestinesi vengano prese a calcioni dai vari governi stufi di finanziare nullafacenti palestinesi terroristi e nullafacenti palestinesi simpatizzanti dei terroristi.
Al posto loro hanno manifestato gli imbelli filopalestinesi italici arrivati a Roma da ogni parte d'Italia per non smentirsi mai, per liberare il loro odio, per sporcare il dolore per i morti di Mumbai, incuranti della figuraccia, senza pietà per l'orrore commesso da amici dei loro amici, cuore di pietra e cervello annebbiato dal loro stesso odio.
Brutta gente, brutta brutta gente.

Deborah Fait
www.informazionecorretta.com

Niente da aggiungere, se non: avanti il prossimo.



barbara


20 agosto 2008

LA CULTURA DELLA VIOLENZA

Da un articolo di Evelyn Gordon

Vecchio l’articolo; non, purtroppo, il tema.

Praticamente non passa giorno, ultimamente, senza che qualche personaggio famoso dichiari che la soluzione del conflitto israelo-palestinese costituisce la chiave per risolvere tutti i problemi con il mondo islamico: da Kofi Annan (“Finché i palestinesi vivono sotto occupazione le passioni continueranno ad accendersi dovunque”), a Henry Kissinger (“il riavvio di un processo di pace palestinese giocherebbe un ruolo significativo nella soluzione della crisi nucleare iraniana”), a Tony Blair (“una composizione israelo-palestinese è il cuore di ogni sforzo per risolvere altri problemi mediorientali e sconfiggere l’estremismo globale”).
È sorprendente come tante persone intelligenti facciano propria una così evidente falsità. Credono davvero che musulmani sunniti e musulmani sciiti – che, per inciso, considerano Israele nello stesso identico modo – si stiano massacrando a vicenda in Iraq a causa del conflitto israelo-palestinese? O che politici anti-siriani in Libano – che non sono meno anti-israeliani dei libanesi filo-siriani – vengano assassinati dalla Siria e minacciati di colpo di stato da Hezbollah a causa del conflitto israelo-palestinese? Che arabi mussulmani si stiano macchiando di genocidio contro musulmani neri in Sudan a causa del conflitto israelo-palestinese? Che, in Afghanistan, musulmani talebani si diano all’assassinio di musulmani non-talebani a causa del conflitto israelo-palestinese? Che musulmani ceceni abbiano preso in ostaggio bambini russi in una scuola di Beslan a causa del conflitto israelo-palestinese? Che musulmani e indù si uccidano a vicenda nel Kashmir a causa del conflitto israelo-palestinese? Che musulmani in giro per il mondo diano vita a proteste violente contro vignette satiriche danesi a causa del conflitto israelo-palestinese? E si potrebbe continuare per pagine e pagine.
Ma la teoria della centralità del conflitto israelo-palestinese non è solo falsa. È anche pericolosa, perché impedisce al mondo di affrontare la vera radice di tutti questi conflitti, compreso quello israelo-palestinese: che sta nella diffusa presenza, nel mondo islamico, di una cultura che considera la violenza e le minacce di usare la violenza come strumenti perfettamente legittimi per risolvere i contenziosi.
La crisi delle vignette costituisce un esempio particolarmente illuminante perché non è inquinato da alcun collegamento con qualche conflitto politico locale. Dopo che un giornale danese aveva pubblicato, l’anno scorso, delle vignette satiriche con la figura del profeta Maometto, folle di musulmani in tutto il mondo si sono scatenate per settimane in violentissime manifestazioni che hanno causato parecchi morti (oltre 50 tra Asia, Africa e
Medio Oriente). Si confronti questa reazione con quella dei cattolici di fronte alla satira fatta in Italia contro il papa e la Chiesa. Due settimane fa, ad esempio, sulla televisione italiana è andata in onda una scenetta satirica che metteva in ridicolo papa Benedetto XVI descrivendolo come talmente geloso del suo predecessore da darsi a una serie di gesti assolutamente ridicoli, come ballare il tip-tap ecc., chiedendo: “Lo sapeva fare, questo, papa Wojtyla?”. Durante un altro recente sketch, un comico italiano si prendeva gioco del dogma cattolico della Santa Trinità descrivendola mentre discute su dove fare un viaggio: il Padre proponeva l’Africa, il Figlio la Palestina e lo Spirito Santo il Vaticano. Alla domanda: perché in Vaticano, lo Spirito Santo spiegava: “Perché non ci sono mai stato”.
Con tutta evidenza, per un cattolico devoto questi scherni non sono meno offensivi di quanto non fossero le vignette su Maometto per un devoto musulmano. Eppure non ci sono stati spargimenti di sangue, né si sono sentiti leader religiosi cattolici incitare alla sommossa come avevano fatto invece tanti leader religiosi islamici in occasione delle vignette danesi. I cattolici si sono limitati a protestare a parole e per scritto, perché in una moderna cultura occidentale la violenza non è considerata una risposta accettabile di fronte a un’offesa.
Le reazioni dei religiosi alla satira hanno veramente un qualche nesso con conflitti politici come quello israelo-palestinese? Certamente, e per almeno due ragioni.
Primo, perché fino a quando il mondo islamico continuerà a considerare la violenza una reazione appropriata di fronte a qualunque torto subito o percepito, né il conflitto israelo-palestinese né alcun altro conflitto delle decine che coinvolgono dei musulmani in giro per il mondo sarà mai risolvibile. Proprio il conflitto israelo-palestinese illustra bene questo punto. I palestinesi avrebbero potuto ottenere uno stato nel luglio 2000 se Yasser Arafat avesse espresso “alla occidentale” la sua insoddisfazione per la proposta israeliana avanzata a Camp David: e cioè presentando una controproposta. Il governo di Ehud Barak era chiaramente disponibile a fare ulteriori concessioni, tanto è vero che poi le fece nei colloqui dell’inverno 2000-2001 sia a Washington che a Taba. Ma i palestinesi scelsero di esprimere la loro insoddisfazione in modo violento, lanciando una guerra terroristica che ha provocato la morte di più di mille israeliani (e circa 4.000 palestinesi) nell’arco dei sei anni successivi. Risultato: gli israeliani congedarono Barak e lanciarono la controffensiva militare, mentre i negoziati si bloccavano del tutto.
Lo stesso è accaduto l’anno scorso quando Israele ha lasciato la striscia di Gaza. Poco dopo, gli israeliani elessero Ehud Olmert sulla base di una piattaforma politica che prevedeva di fare altri ritiri in Cisgiordania. Ma i palestinesi, anziché cogliere questa apertura proclamando un vero cessate il fuoco e negoziando ulteriori concessioni, ancora una volta optarono per la violenza. Trasformarono le zone sgomberate della striscia di Gaza in postazioni di lancio per bombardare il sud di Israele con razzi e missili, e
poi – per esser certi del risultato – mandarono al governo dell’Autorità Palestinese il movimento Hamas, che persegue apertamente la distruzione di Israele. Risultato: non solo i negoziati restarono bloccati, ma restò bloccato anche il ritiro dalla Cisgiordania proposto da Olmert.
Il secondo motivo per cui è cruciale affrontare la cultura delle violenza è che, quand’anche il conflitto israelo-palestinese venisse in qualche modo risolto, ciò non contribuirebbe affatto alla soluzione degli altri problemi sia all’interno del mondo islamico, sia tra mondo islamico e occidente: giacché il numero dei possibili torti subiti o percepiti è praticamente senza fine. Infatti vi possono rientrare diversità culturali (le vignette danesi), questioni economiche (i tumulti dello scorso anno in Francia), questioni di politica estera (Iraq, Afghanistan) e altro ancora.
L’idea dei Bair, dei Kissinger, dei Kofi Annan sembra essere che, se i musulmani avranno soddisfazione su Israele, allora ripudieranno la violenza su altre questioni. In realtà, la storia insegna che è vero esattamente il contrario: così come Hitler, lungi dall’essere appagato dalla cessione occidentale della Cecoslovacchia, ne concluse che poteva impadronirsi impunemente anche della Polonia scatenando così la seconda guerra mondiale, analogamente ogni concessione finora fatta alla violenza e al terrorismo di matrice islamica non ha fatto altro che convincere altri musulmani che la violenza paga.
Il ritiro di Israele da Gaza, che l’84% dei palestinesi vide come un successo del terrorismo, è stato uno dei fattori che ha favorito sia la vittoria elettorale di Hamas, principale organizzazione terroristica palestinese, sia il perdurante sostegno al terrorismo della maggioranza dei palestinesi. Il ritiro della Spagna dall’Iraq subito dopo gli attentati a Madrid incoraggiò al-Qaeda e soci a pianificare altri simili attentati in altri paesi. E musulmani un po’ in tutto il mondo attribuiscono al terrorismo iracheno l’atteso ritiro degli Stati Uniti dall’Iraq.
Se l’occidente vuole veramente risolvere i suoi problemi con il mondo islamico deve adottare l’approccio esattamente opposto: mettere in chiaro che la violenza, lungi dal venire premiata, verrà anzi penalizzata. Cercando di rabbonire il mondo islamico facendone pagare il prezzo a Israele non fa che dimostrare, al contrario, che la violenza è utile. Suscitandone sempre di più. (Da: Jerusalem Post, 30.11.06)

Non che ci si illuda che qualcuno la smetterà di dire e di propagandare puttanate, me insomma ci si prova.


barbara


15 agosto 2008

PETITORIO CONTRA EL TERRORISMO ISLAMICO

Ante la noticia que la Audiencia Nacional de España, por pedido del Centro Palestino por los Derechos Humanos, ha solicitado la detención de cinco funcionarios y militares israelíes para juzgarlos por presuntos crímenes de guerra, y ejerciendo nuestro derecho a realizar reclamos similares, solicito a todos aquellos judíos y no judíos que firmen el siguiente petitorio para que los individuos abajo nombrados sean detenidos por crímenes contra la humanidad, crímenes de guerra y graves violaciones a los Derechos Humanos.

Israel Winicki


PETITORIO

Nosotros, los abajo firmantes, hombres y mujeres comprometidos en la lucha contra el terrorismo, basándonos en la Declaración Universal de los Derechos del Hombre, cuyo preámbulo dice:

Considerando que la libertad, la justicia y la paz en el mundo tienen por base el reconocimiento de la dignidad intrínseca y de los derechos iguales e inalienables de todos los miembros de la familia humana,

Considerando que el desconocimiento y el menosprecio de los derechos humanos han originado actos de barbarie ultrajantes para la conciencia de la humanidad; y que se ha proclamado, como la aspiración más elevada del hombre, el advenimiento de un mundo en que los seres humanos, liberados del temor y de la miseria, disfruten de la libertad de palabra y de la libertad de creencias,

Considerando esencial que los derechos humanos sean protegidos por un régimen de Derecho, a fin de que el hombre no se vea compelido al supremo recurso de la rebelión contra la tiranía y la opresión,

Considerando también esencial promover el desarrollo de relaciones amistosas entre las naciones,

Considerando que los pueblos de las Naciones Unidas han reafirmado en la Carta su fe en los derechos fundamentales del hombre, en la dignidad y el valor de la persona humana y en la igualdad de derechos de hombres y mujeres; y se han declarado resueltos a promover el progreso social y a elevar el nivel de vida dentro de un concepto más amplio de la libertad,

Considerando que los Estados Miembros se han comprometido a asegurar, en cooperación con la Organización de las Naciones Unidas, el respeto universal y efectivo a los derechos y libertades fundamentales del hombre, y
Considerando que una concepción común de estos derechos y libertades es de la mayor importancia para el pleno cumplimiento de dicho compromiso,

La Asamblea General

Proclama la presente Declaración Universal de Derechos Humanos como ideal común por el que todos los pueblos y naciones deben esforzarse, a fin de que tanto los individuos como las instituciones, inspirándose constantemente en ella, promuevan, mediante la enseñanza y la educación, el respeto a estos derechos y libertades, y aseguren, por medidas progresivas de carácter nacional e internacional, su reconocimiento y aplicación universales y efectivos, tanto entre los pueblos de los Estados Miembros como entre los de los territorios colocados bajo su jurisdicción.

En las Convenciones de Ginebra, que regulan las leyes de guerra, incluido el trato a Prisioneros de Guerra, y todos los convenios internacionales que reprimen y castigan los crímenes de lesa humanidad, solicitamos a la Audiencia Nacional de España la detención y juzgamiento de los siguientes individuos:

MAHMOUD AHMADINEDJAD: iraní, actualmente Presidente de la República Democrática Islámica de Irán, por los siguientes delitos:

En 1980, Ahmadinedjad era el representante principal del IUST, la organización de estudiantes que estuvo detrás del ataque de la embajada de Estados Unidos que llevó a la crisis de los rehenes de Irán En que fue violada en forma flagrante la Ley de Extraterritorialidad de las Representaciones Extranjeras). Más de medio centenar de estadounidenses permanecieron cautivos durante 444 días en la embajada de EE.UU. en Irán, entre noviembre de 1979 y enero de 1981, después del derrocamiento del Sha Mohamed Reza Pahlevi y la instauración de un régimen islámico.

Al menos cinco personas que permanecieron como rehenes de militantes iraníes en la embajada de EE.UU. en Teherán hace 25 años identificaron al presidente electo de Irán, Mahmud Ahmadinedjad, como un cabecilla de los secuestradores.

Durante la guerra con Irak, Ahmadinedjad fue instructor de los Basiji Mostazafan, una organización fundada en 1979 por Jomeini. Los basiji eran niños de hasta 12 años que estaban obligados a defender el régimen de Jomeini armados de una llave de plástico en el cuello, una llave que les aseguraba su entrada en el paraíso. Los niños eran utilizados para limpiar los campos minados. Se había intentado con asnos, ovejas y perros, pero éstos, al ver una explosión, se asustaban y huían. En cambio los niños plenos de fervor religioso y con sed de paraíso se ofrecían jubilosamente. Para evitar la dispersión de sus cuerpos, antes de entrar a los campos minados los niños se enrollaban en alfombras, para que sus partes permanecieran juntas tras la explosión.

Como presidente de Irán conculcó y conculca los derechos civiles de los ciudadanos iraníes, especialmente las mujeres y los no musulmanes, permitiendo que se realicen ejecuciones públicas y castigos físicos contra infractores a la Ley Islámica (son víctimas de este proceder aquellos acusados de adulterio, los homosexuales y delincuentes comunes, incluidos niños)

Como presidente de Irán apoya a los movimientos terroristas Hizbollah y Hamas, responsables de asesinatos de cientos de civiles en todo el mundo, principalmente en Israel.

HASAN NASRALLAH: Jeque chiíta radicado en el Líbano, dirigente máximo de la organización terrorista Hizbollah. Por instigar y autorizar cruentos atentados en el exterior, entre los que se destacan los atentados realizados en Buenos Aires, Argentina, contra la Embajada de Israel (25 muertos) y la AMIA (85 muertos).

Negar información acerca del paradero y suerte corrida por el piloto israelí Ron Arad, quien en misión de combate fue derribado sobre el Líbano, por lo que se lo considera un Prisionero de Guerra.

Por enviar un comando a cruzar la frontera entre Líbano e Israel el 12 de julio de 2006. Dicho comando atacó dos vehículos militares israelíes. En el lugar fueron hallados ocho cadáveres y se reportó la desaparición de los soldados reservistas Ehud Goldwasser y Eldad Regev. A partir de esa fecha, y por espacio de mas de un mes y medio la organización liderada por Nasrallah bombardeó en forma indiscriminada las ciudades del norte de Israel, provocando la muerte de 43 civiles (hombres, mujeres y niños).

Durante dos años no se supo nada de los soldados desaparecidos. Nasrallah se dedico a torturar mentalmente a las familias de los mismos, afirmando a veces que estaban vivos, otras que uno estaba muerto y el otro vivo. Hasta que en un reciente intercambio, entregó los cadáveres de los dos militares, quienes habían muerto el mismo día del secuestro.

La organización liderada por Nasrallah se ha apoderado del gobierno libanés utilizando la violencia y violando los Derechos Humanos.

KALED MASHAAL E ISMAIL HANIYE: Dirigentes de la organización terrorista Hamas. Mediante un golpe de estado se han apoderado del gobierno en la Franja de Gaza, persiguiendo a los partidarios del Gobierno de la Autoridad Palestina, mediante arrestos masivos, torturas y ejecuciones sumarias.

Persiguen en forma metódica a los cristianos de la Franja de Gaza, en clara violación a una de las libertades fundamentales, la libertad de culto.

Secuestraron en 2006 a un soldado israelí, Gilad Shalit, sin que hasta este momento se tengan noticias de su paradero y condiciones de salud. Haciendo oídos sordos los reclamos de la Cruz Roja para que se le permita visitar al secuestrado (quien también puede ser considerado un Prisionero de Guerra).

Ordenar el bombardeo constante de ciudades del sur de Israel, como Sderot y Ashkelon, matando e hiriendo civiles con este accionar.

En vista de lo expuesto anteriormente es que solicitamos de la Audiencia Nacional Española, y en nombre de la Justicia, que estos individuos sean detenidos, juzgados y condenados por sus crímenes de guerra y de lesa humanidad.

SERA JUSTICIA

Hacer click en el link y firmar

http://www.petitiononline.com/israelgo/petition.html

FAVOR DE DIFUNDIR

E guai a voi se non fate il vostro dovere!

barbara

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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