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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


23 ottobre 2010

LA PROVA DEL NOVE

Prima è arrivata la camorra, per via delle coraggiose denunce contenute in quell’autentico capolavoro letterario che è Gomorra. Poi sono arrivate le sinistre, per via delle prese di posizione a favore di Israele, ma non è da escludere che crimine ancora più orrendo sia quello di essere ebreo – non dimentichiamo che le persecuzioni antiebraiche di Stalin non hanno avuto molto da invidiare a quelle di Hitler, non dimentichiamo le vere e proprie decimazioni da lui operate, non dimentichiamo l’eccezionalmente alta percentuale di ebrei fra i deportati in Siberia, non dimentichiamo che del mezzo milione di ebrei polacchi rifugiatisi in Unione Sovietica all’inizio della guerra, solo la metà sono sopravvissuti all’accoglienza loro riservata, non dimentichiamo quella sorta di soluzione finale che aveva programmato e che solo la morte gli ha impedito di portare a termine: la sinistra è, da sempre, naturaliter antisemita. E infine è arrivata la destra, per via che boh, in effetti non è che mi sia molto chiaro, forse perché è andato da Santoro, forse perché la destra, almeno certa destra, è istituzionalmente portata a detestare le persone per bene, insomma qualche scusa, se ancora non l’hanno, prima o poi se la inventeranno. E a questo punto abbiamo, come dicevo nel titolo, la prova del nove: Roberto Saviano merita tutta la stima, tutto il sostegno, tutta la simpatia di chi non si lascia condizionare da schieramenti e ideologie.

P.S.: ma non sarà che oltre all’orrendissima tara di essere uno sporco ebreo, avrà anche quella di essere uno sporco terrone?



barbara


24 giugno 2009

UN EROE BORGHESE

                                       

L’eroe è Giorgio Ambrosoli, assassinato per avere messo le mani su affari troppo grossi e troppo sporchi. Assassinato per avere ascoltato la propria coscienza e il proprio senso del dovere anziché i solleciti buoni consigli che da ogni parte premurosamente gli si facevano arrivare. Assassinato con tale lampante prevedibilità di indurlo a scrivere, già tre anni prima, una lettera-testamento all’amatissima moglie. Ed è particolarmente interessante rileggere questo libro un po’ datato proprio in questo momento di crisi economica, di giochi sporchi, di affari loschi, di personaggi equivoci che si aggirano sulla scena: rileggere la vicenda umana e professionale di quest’uomo, le pesantissime pressioni per farlo deviare dal compito che sta perseguendo, l’ombra fosca della P2 che inquina ogni sfera della vita pubblica, e onnipresente, naturalmente, lui, il potentissimo senatore democristiano, l’uomo dai mille tentacoli e dai mille legami; rileggerlo alla luce di quanto sta accadendo oggi, dei personaggi che si aggirano sulla scena oggi, dei giochi e dei traffici in atto oggi, è davvero un utile esercizio. Che raccomando a tutti.

Corrado Stajano, Un eroe borghese, Einaudi



(E poi vai a leggerti questo. Che cosa c’entra? C’entra, c’entra, fidati)


barbara


23 giugno 2009

E ADESSO CHE È PASSATO

Adesso che è passato il giorno del referendum e ha vinto l’astensione, penso di poter riproporre, senza cambiare una virgola, il post che avevo fatto nell’altro blog quattro anni fa dopo l’altrettanto fallito referendum sulla cosiddetta procreazione assistita e affini.

E adesso che è passato non dirò che cosa ho fatto domenica, perché non interessa a nessuno, e perché comunque il mio voto o non voto, il mio sì o il mio no, non è roba da spostare l’inclinazione dell’asse terrestre. Dirò invece quello che penso dell’intera baracca:

  • Fintantoché esiste il quorum, usare l’astensione come strumento di lotta è perfettamente legittimo. Chi non lo gradisce la smetta di frignare sull’immoralità dell’astensione, alzi il culo e si dia da fare per abolire il quorum
  • Personalmente ritengo il quorum nel referendum un’autentica puttanata: lo si abolisca e si conducano le battaglie referendarie alzando il culo e battendosi per il sì o per il no. Chi non va a votare accetta con ciò stesso il responso di chi lo fa, e non si azzardi poi a fiatare
  • Troverei invece un’ottima idea introdurre il quorum nelle elezioni, sia politiche che amministrative: se non vota il 50% più uno degli aventi diritto, tutti a casa, senza stipendio. Sei mesi di tempo per organizzarsi con nuovi nomi e nuovi programmi e poi si riparte: e credo che finalmente cominceremmo ad avere una classe politica efficiente
  • I radicali stanno pesantemente pagando il vergognoso abuso dello strumento del referendum fatto negli anni passati. Ricordo ancora quando Pannella, constatato che non si era raggiunto il quorum in un referendum con dieci (DIECI) quesiti, ha immediatamente sparato: “E noi ne proporremo venti”. Personalmente, da quel momento in poi, ho boicottato quasi tutti i referendum successivi: per principio, per partito preso, senza neppure leggere i giornali e preoccuparmi di informarmi di che cosa si trattasse, semplicemente perché avevano abusato della mia pazienza e rotto le palle oltre ogni limite tollerabile
  • Sono dell’idea che non si possa e non si debba sottoporre a referendum qualunque cosa passi a qualcuno per la testa. Come quando si è votato per l’abolizione dell’albo dei giornalisti: quanti, fra i votanti (impiegati commesse architetti meccanici insegnanti muratori avvocati falegnami, veterinari, lattai ...), sanno che cosa realmente sia l’albo dei giornalisti, a che cosa serva, che cosa comporti la sua esistenza o non esistenza? Si pongono quesiti così e poi la gente non vota. O vota alla pene di segugio, come diceva quel tale che non amava il turpiloquio. Il che non va bene neanche un po’.

barbara

AGGIORNAMENTO: anche se non c'entra niente, vai a leggerti questo (e comunque chi l'ha detto, poi, che non c'entra?)

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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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