.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


21 settembre 2010

SVEZIA E DINTORNI

Sembra che le sinistre ancora non abbiano capito che raccontare e raccontarsi che i problemi non esistono, non è una buona tattica. Soprattutto quando i problemi invece esistono davvero. Sembra che le sinistre ancora non abbiano capito che il non fare salti di gioia all’idea di essere pestati a sangue se non peggio per il fatto di mangiare quando qualcun altro digiuna non è un parente stretto del razzismo: si chiama autodifesa, ed è cosa un tantino diversa. Sembra che le sinistre ancora non abbiano capito che più insistono a fare finta che i problemi esistenti non esistano, e più la gente è costretta a scegliere di farsi governare da chi i problemi li vede e li denuncia e tenta di risolverli. Anche se non sempre queste persone e questi partiti ci piacciono del tutto. Anche se non sempre ne condividiamo tutte le idee e tutti i metodi. Anche perché siamo nati di sinistra, e ci piacerebbe continuare ad esserlo, ma quella sinistra in cui, in tempo di gioventù, abbiamo creduto, e che oggi si fa un vanto di stare senza se e senza ma dalla parte del terrorismo e di stringere le mani più grondanti di sangue del pianeta, non ci lascia alternative.
Nel frattempo apprendiamo che a Sonnino c’era una madre che accompagnava a scuola il figlio col niqab, ma ora le autorità cittadine hanno cercato e trovato una soluzione col marito. E letteralmente esterrefatta mi chiedo: col marito? E perché mai con lui? Non è da quel dì che stanno tentando di propinarci la storiella che le donne che si velano lo fanno per libera scelta? E perché allora la “soluzione” si va a cercare col marito? E perché le autorità italiane, in una città italiana, scelgono di risolvere un problema che riguarda una donna ignorando la donna? Perché la trattano alla stregua di un oggetto di proprietà del marito? Perché si comportano in conformità alle norme della sharia anziché a quelle della legislazione italiana? Abbiamo già svenduto anche la Costituzione? La pari dignità degli esseri umani in Italia non esiste più? Cos’altro dovrà succedere ancora perché quelli che ci chiamano xenofobi e islamofobi e razzisti si decidano ad aprire gli occhi?
Noi, comunque, avendo cara la nostra sopravvivenza e la nostra civiltà, continueremo a difenderci con tutte le nostre forze da chi tenta di asservirci a una cultura di morte. Quanto meno, mal che vada, venderemo cara la pelle.



barbara


14 settembre 2010

PER ANDARE IN PARADISO

O, più modestamente e prosaicamente, per avere qualche chance di restare vivi...

Quando i talebani invasero Kabul, nel settembre del 1996, sedici decreti furono trasmessi via etere da Radio Sharia. Una nuova epoca era iniziata.

1. Divieto del nudo femminile
È proibito ai tassisti far salire sulla propria autovettura donne che non indossano il burka. Nel caso in cui lo facciano, verranno incarcerati. Nel caso in cui donne senza burka vengano viste per la strada, si andrà a casa loro e si puniranno i loro mariti. Nel caso in cui le donne indossino abiti provocanti o che attirano l'attenzione e non siano accompagnate da parenti stretti di sesso maschile, i tassisti non potranno farle salire sulla propria autovettura.

2. Divieto della musica
Audiocassette e musica sono vietate nei negozi, negli alberghi, sui mezzi di trasporto e sui risciò. Nel caso in cui vengano scoperte audiocassette in vendita, l'esercizio in questione verrà chiuso e il proprietario incarcerato.


3. Divieto di rasarsi
Chiunque abbia la barba rasata o tagliata verrà incarcerato fino a che la barba non ricrescerà raggiungendo la lunghezza di un pugno.

4. Obbligo della preghiera
Si pregherà in momenti prestabiliti in tutti i distretti. Il momento preciso in cui recitare le preghiere verrà comunicato dal ministero per la Repressione del Vizio e la Promozione della Virtù. Quindici minuti prima della preghiera tutti i trasporti devono essere sospesi. È obbligatorio andare alla moschea per recitare le preghiere. Se dei giovani verranno visti aggirarsi nei negozi, questi saranno immediatamente incarcerati.

5. Divieto nei confronti degli uccelli domestici e delle lotte tra uccelli
Questo passatempo deve cessare. Piccioni e uccelli utilizzati in giochi e lotte verranno uccisi.

6. Eliminazione delle sostanze stupefacenti e di chi ne fa uso
Chi fa uso di sostanze stupefacenti verrà incarcerato e si indagherà per risalire alla persona che gliele ha vendute e al luogo in cui sono state acquistate. Il posto in questione verrà chiuso, il suo proprietario e l'acquirente di sostanze stupefacenti verranno incarcerati e puniti.

7. Divieto di far volare gli aquiloni
Far volare gli aquiloni ha conseguenze inutili quali le scommesse, la morte dei bambini e l'assenza dalle lezioni scolastiche. Le botteghe che vendono aquiloni verranno chiuse.

8. Divieto delle immagini
Da mezzi di trasporto, botteghe, abitazioni, alberghi e qualunque altro luogo dovranno essere rimossi illustrazioni e ritratti. I proprietari dovranno distruggere tutte le immagini. Ai mezzi di trasporto con raffigurazioni di esseri viventi sarà impedita la circolazione.

9. Divieto del gioco d'azzardo
Si scoveranno i centri in cui si gioca d'azzardo e i giocatori verranno incarcerati per un mese.

10. Divieto nei confronti delle acconciature in stile inglese e americano
Gli uomini con i capelli lunghi verranno arrestati e portati al ministero per la Repressione del Vizio e la Promozione detta Virtù ove gli saranno tagliati. Al criminale verrà addebitato il costo del barbiere.

11. Divieto del prestito a interesse, dei tassi sul cambio di valuta e delle imposte di tassazione
Queste tre tipologie di scambi pecuniari sono vietate dall'isiam. Nel caso in cui qualcuno contravvenga a tali regole, verrà incarcerato per un lungo periodo.

12. Divieto di lavare i panni lungo le sponde dei fiumi cittadini
Le donne che contravverranno a questa legge saranno prelevate con le rispettose maniere islamiche e riportate nelle loro abitazioni dove i mariti verranno severamente puniti.

13. Divieto di musica e danze in occasione di festeggiamenti nuziali
Nel caso in cui si contravvenga a tale divieto, il capofamiglia verrà incarcerato e punito.

14. Divieto di suonare tamburi e tamburelli
Nel caso in cui qualcuno venga sorpreso a suonare tamburi o tamburelli, sarà il consiglio religioso degli anziani a stabilire la punizione che si merita.

15. Divieto per i sarti di confezionare abiti da donna e prendere le misure alle donne
Nel caso in cui vengano trovate riviste di moda nella bottega di un sarto, questo verrà arrestato.

16. Divieto delle arti magiche
Tutti i libri sull'argomento verranno bruciati e gli uomini che le praticano saranno incarcerati fino a che non si dichiareranno pentiti.


Oltre a questi sedici punti venne letta anche una specifica esortazione diretta alle donne di Kabul:

Donne, non dovreste lasciare le vostre abitazioni. Nel caso in cui lo facciate, non dovreste essere come quelle donne che indossavano vestiti alla moda e si truccavano molto e facevano mostra di sé davanti a ogni uomo prima che l'Islam arrivasse nel Paese.
L'Islam è una religione salvifica e ha stabilito che alla donna si confa una dignità particolare: le donne dovranno fare in modo che non sia possibile attirare su di loro l'attenzione di uomini disonesti che le guardino con occhio malvagio. Le donne hanno la responsabilità di educare e tenere unita la propria famiglia e di provvedere al cibo e ai vestiti. Nel caso in cui una donna debba lasciare la propria abitazione, deve coprirsi come previsto dalla sharia. Nel caso in cui una donna vada vestita con abiti alla moda, decorati, attillati e attraenti per far mostra di sé, verrà maledetta dalla sharia islamica e non potrà aspettarsi di andare in paradiso. Sarà minacciata, indagata e severamente punita dalla polizia religiosa così come dagli anziani della famiglia. La polizia religiosa ha il dovere e la responsabilità di combattere queste piaghe sociali e continuerà il suo operato fino a che il male non verrà completamente estirpato.

Allahu akbar - Dio è grande.

(Il libraio di Kabul, pp.101-105)


Si noti che per questi virtuosi signori "nudo femminile" significa viso scoperto, e tanto sono virtuosi che se ne vedono uno non possono fare a meno di saltare addosso alla proprietaria del viso suddetto. Poi magari le saltano addosso anche se il viso è coperto, ma questa è un’altra storia. Forse. Si noti anche che un uomo che porti i capelli lunghi merita la qualifica di criminale, al pari di un assassino – ma non del trafficante di droga, visto che questo rientra fra gli onesti affari dei talebani, e meno che mai del pedofilo, che dei suddetti talebani è la specialità assoluta. Si noti inoltre il civile rispetto per gli animali, come si evince dai radicali provvedimenti messi in atto per impedire il barbaro costume di usarli per giochi e scommesse. Si noti infine la commovente delicatezza delle rispettose maniere islamiche con cui le svergognate sorprese a lavare i panni lungo le sponde dei fiumi anziché nelle lavatrici di cui sono riccamente dotate le loro case, verranno riaccompagnate a casa.



barbara


16 agosto 2010

E VOI COME PISCIATE?

SHARI’A: un’importante questione di Legge Sacra Islamica

Pisciare in piedi: è lecito o è peccato?

Ho trovato questa dotta disquisizione teologica in un sito islamico (apparentemente moderato, ma cosa significa “islamico moderato”?). Ho ritenuto opportuno farvene partecipi. Mi pare che sia inutile criticare, basta lasciarli parlare. Eccovi il pezzo (opporunamente abbreviato):

...
Dopo aver letto tutto il Corano in arabo con l'aiuto della versione di A.J. Arberry, … lessi tutti gli ahadith, volume per volume, annotando tutto quello che sembravano prescrivere di fare al Musulmano.…

… Quando erano menzionati ahadith che sembravano contraddirsi l'un l'altro, sceglievo semplicemente quello che volevo… Dopotutto, mi dicevo, non fu mai data al Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace) la scelta tra due cose, senza che scegliesse la più facile delle due (Sahih al-Bukhari, 4.230: 3560)...

Ad esempio, mi avevano detto che non fosse Sunnah orinare in piedi, e avevo sentito l'hadith in cui 'A`isha (r) dice: "se qualcuno dice che il Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace) orinava stando in piedi, non credetegli" (Musnad al-Imam Ahmad. 6 vols. Cairo 1313/1895. Reprint. Beirut: Dar Sadir, n.d., 6.136).

Ma poi lessi nell'hadith riportato nel Sahih di Bukhari, che il Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace) una volta orinò stando in piedi (Sahih al-Bukhari, 1.66: 224), e perciò decisi che quello che mi era stato detto era un errore, o che forse non aveva grande importanza.

Solo in seguito, … scoprii come i sapienti della Shari`ah avessero combinato le implicazioni di quegli ahadith: lo stare in piedi del Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace) per orinare era per insegnare alla Ummah che ciò non è illecito (haram), ma soltanto riprovevole (makruh) - sebbene nel caso del Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace) tali azioni non fossero offensive, ma semmai da compiere obbligatoriamente almeno una volta, per mostrare alla Ummah che non sono illecite -- o secondo altri sapienti, per mostrare che è permesso in situazioni in cui in tal modo impedisca all'urina di schizzare sui propri vestiti.…

Traduzione a cura di `Umar Andrea Lazzaro

Si tratta di un brano dell’articolo, “Consiglierebbe di studiare da soli le raccolte di ahadith di Bukhari e Muslim?” scritto da un illustre studioso Islamico, pubblicato sul sito Discussioni sull’Islam e, data l’importanza dell’argomento, su moltissimi altri. Vi basta fare una ricerca GOOGLE con la frase “Sahih al-Bukhari, 4.230: 3560” per vedere quante volte appare l’articolo che vi ho presentato qui, sia in Italiano che in Inglese.

L’insegnamento, molto serio, che se ne ricava, è l’enorme importanza che ha per i musulmani l’esempio di Maometto (Corano 33:21, “Avete nel Messaggero di Allah un bell'esempio per voi, per chi spera in Allah e nell'Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente”).

Anche per pisciare, bisogna pisciare come pisciava Maometto.

Mi astengo da ulteriori commenti.

Ognuno è libero di pensare ciò che crede.

O no?

di Paolo Mantellini
Milano 12 Agosto 2010

Questo testo può essere trasmesso o inoltrato purché venga presentato in forma integrale e con informazioni complete sul suo autore, data e luogo di pubblicazione e URL originale. (qui)


E anch’io mi asterrò da ogni commento, ringraziando nel contempo il Cielo di essere nata donna e di avere quindi la certezza che, anche quando finalmente anche l’Italia, come il Belgio, diventerà un Paese islamico, mi sarà risparmiato l’obbligo di pisciare come il Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace).
(Molto meno divertente è invece questo. E poi bisogna leggere anche qui)

barbara


11 agosto 2010

IL BELLO DELL’ISLAM

Sì, lo so che queste cose le avete già lette su tutti i giornali, ma ve le voglio riproporre lo stesso, perché sono notizie belle, e le notizie belle è sempre meglio leggerle una volta in più che una in meno.

Onore dunque anche ai taliban, è da loro che ci viene la speranza in una vera giustizia

Cari amici, capisco che siate scoraggiati. Dallo stato della giustizia, voglio dire. Tante liti, tanti scandali, processi che non finiscono più, innocenti diffamati, colpevoli assolti – insomma un disastro. Per fortuna, contro ogni male ci soccorre la speranza. E per i bravi eurarabi, la speranza è la giustizia islamica: rapida, efficace, forse un tantino dura, ma certamente giusta.

Prendete per esempio l'Iran, cui tocca oggi un ruolo guida anche in questo campo. Tutti conosciamo e naturalmente ammiriamo l'efficacia con cui la giustizia islamica sta reprimendo la sovversione delle spie dell'occidente che hanno avuto la faccia tosta di chiamarsi col colore dell'Islam, verdi. Ma pochi considerano a sufficienza l'azione della giustizia islamica iraniana su altri crimini. Per esempio, l'omosessualità. E' il caso di Ebrahim Hamidi, un diciottenne che conosce lo straordinario privilegio di essere stato condannato a morte per omosessualità, senza prove, senza avvocato, avendo lui la faccia tosta di dichiararsi non gay. (http://www.jpost.com/International/Article.aspx?id=184169) Il suo avvocato Mohammed Mostafaei è stato giustamente costretto a fuggire dopo aver provocato uno scandalo internazionale sul caso di un altro cliente, Sakineh Mohammadi Ashtiani anche lei giustamente condannata a morte per adulterio; arrivato in Turchia è stato giustamente arrestato; ma quel paese che forse sta tornando all'Islam è ancora fragile e dunque l'ha rilasciato per le pressioni del diavolo americano. Fatto sta che Hamidi non ha avvocato, ha confessato di essere gay sotto tortura, ma poi ha avuto subito la faccia tosta di rimangiarsi la verità: ma si può? che lealtà è smentire una cosa che hai appena ammesso solo perché non ti torturano più? E però nel diritto iraniano c'è il principio del "sapere del giudice": se un giudice sa per conto suo che le cose stanno in una certa maniera, può decidere senza bisogno di altre prove. E naturalmente senza neppure dover rispondere all'impertinente domanda di come ha avuto personale conoscenza degli orientamenti sessuali di Hamidi. Fatto sta che l'omosessualità può essere punita con le frustate, l'impiccagione o la lapidazione (anche chi fosse vittima di stupro può essere frustato, se il giudice ritiene che abbia "provato piacere"). Chissà se a Hamidi faranno scegliere come morire?

Fra le cose belle dell'Islam c'è anche la sua internazionalità, che mostra come i suoi pregi non siano costumi tribali, ma principi universali. In un altro paese con un altro sistema politico, infatti, l'Afghanistan degli studenti islamici di teologia (questo vuol dire talebani), una donna incinta è stata pubblicamente frustata – con duecento colpi, cioè ridotta a una polpetta umana - e poi finita con tre colpi alla testa per aver commesso la terribile colpa dell'adulterio. L'aspetto interessante è che la colpevole, Bibi Sanubar, 35 anni, del distretto rurale di Qadis nella provincia occidentale di Badghis – era vedova da tempo e dunque il suo adulterio era per così dire virtuale. Così ha spiegato il capo provinciale della polizia Ghulam Mohammad Sayeedi all'agenzia France Press. (http://news.yahoo.com/s/afp/20100809/wl_sthasia_afp/afghanistanunrestwomenexecution_20100809121039) Ma la giustizia islamica ha questo di bello, che non ammette cavilli: a ogni mente lucida e fedele al diritto naturale è chiaro che la morte dell'onorato consorte dell'adultera non la esimeva dagli obblighi di fedeltà: il suo corpo era di lui per sempre, non vorremo mica ammettere che ci possano essere delle donne che fanno quel che gli pare, no? Onore dunque anche ai taliban, così simili ai giudici iraniani e a tutto l'Islam. E' da loro che ci viene la speranza in una vera giustizia, finalmente rigorosa e capace di individuare e punire efficacemente i reati più gravi.

Ugo Volli

Lo so, lo so, risparmiatevi pure la fatica, lo so da sola che l’islam non c’entra niente, che l’islam è pace amore e fantasia, che da noi succede pure di peggio, che noi abbiamo le veline mezze nude in televisione eccetera eccetera eccetera, lo so, cari, lo so. Lo so.

barbara


24 marzo 2010

WILDERS: “L’AMERICA, L’ULTIMO UOMO RIMASTO IN PIEDI”

Qui di seguito riportiamo il discorso di Geert Wilders, Presidente del Partito per la Libertà dei Paesi Bassi, all'hotel Four Seasons di New York, presentando una Alleanza di Patrioti e annunciando la conferenza Affrontare la Jihad che si terrà a Gerusalemme.
----------------------------------------------------------------------------

Cari amici,
Vi ringrazio molto per avermi invitato.
Sono venuto in America con una missione. C'è qualcosa che non va nel Vecchio Mondo. Un pericolo tremendo si profila minacciosamente, ed è molto difficile essere ottimisti. Potremmo essere allo stadio finale dell'Islamizzazione dell'Europa. Questo non solo è un chiaro e presente pericolo per il futuro dell'Europa stessa, è anche una minaccia per l'America e la pura sopravvivenza dell'Occidente. Gli Stati Uniti sono l'ultimo bastione della civiltà Occidentale che si trova a fronteggiare una Europa Islamica.
Per prima cosa descriverò la situazione sul terreno in Europa. In seguito, dirò qualcosa circa l'Islam. Per finire, vi parlerò di un futuro incontro a Gerusalemme.
L'Europa che voi conoscete sta cambiando.
In Europa voi avete probabilmente visto i posti famosi. Ma in tutte queste città, talvolta solo qualche strada più in là della vostra destinazione turistica c'è un altro mondo. È il mondo della società parallela creata dall’immigrazione di massa mussulmana.
In tutta l'Europa una nuova realtà sta sorgendo: intieri quartieri mussulmani dove pochissima gente indigena risiede o persino si vede. E se ci si avventura, potrebbe pentirsene. E questo vale anche per la polizia. È il mondo dei fazzoletti in testa, dove le donne vanno in giro in tende senza forma, con carrozzine e un gruppo di bambini.
I loro mariti, o schiavisti se preferite, camminano tre passi avanti. Con moschee a molti angoli di strada. I negozi hanno scritte che né io né voi possiamo leggere. È quasi impossibile trovare una qualsiasi attività economica. Questi sono ghetti mussulmani controllati da fanatici religiosi. Questi sono quartieri mussulmani, e stanno crescendo come funghi in ogni città dell'Europa. Questi sono i pilastri portanti per il controllo territoriale di sempre più grandi porzioni d'Europa, strada per strada, quartiere per quartiere, città per città.
Ci sono ormai migliaia di moschee in tutta l'Europa. Con congregazioni più grandi di quelle che ci sono nelle chiese. E in ogni città europea esistono progetti per costruire super-moschee che al paragone ogni chiesa nella regione sembrerà una nana. Chiaramente, il segnale è: comandiamo noi.
Molte città europee sono già per un quarto mussulmane: pensate solo ad Amsterdam, Marsiglia e Malmo in Svezia. In molte città la maggioranza della popolazione sotto i 18 anni è mussulmana. Parigi è ora circondata da un anello di quartieri mussulmani. In molte città Mohammed è il nome più comune tra i ragazzi.
In alcune scuole elementari ad Amsterdam non si può più menzionare la fattoria perché significherebbe menzionare anche il maiale e questo sarebbe un insulto ai mussulmani.
Molte scuole statali in Belgio e Danimarca servono solo cibo "halal" a tutti gli scolari. Nella Amsterdam un tempo così tollerante i gay sono bastonati quasi esclusivamente da mussulmani. Le donne non-mussulmane sono costantemente insultate col grido 'puttana, puttana'. I piatti satellitari non sono puntati su stazioni TV locali ma su stazioni del paese di origine.
In Francia agli insegnanti delle scuole si consiglia di evitare autori ritenuti offensivi ai mussulmani, inclusi Voltaire e Diderot; e lo stesso si applica sempre più a Darwin. La storia dell'Olocausto non può più essere insegnata a causa della sensibilità mussulmana.
In Inghilterra i tribunali della Sharia sono ormai parte del sistema legale britannico. Molti quartieri in Francia sono aree proibite alle donne senza fazzoletto in testa. L'altra settimana un uomo è quasi morto dopo essere stato bastonato da mussulmani a Bruxelles, perché beveva durante il Ramadan.
Gli Ebrei stanno fuggendo dalla Francia in quantità record, scappando dalla peggiore ondata di anti-Semitismo dal tempo della Seconda Guerra Mondiale. Il Francese è ora comunemente parlato nelle strade di Tel Aviv e Netanya in Israele. Potrei continuare all'infinito con storie come questa. Storie sull'islamizzazione.
Un totale di cinquantaquattro milioni di mussulmani vivono ora in Europa. L'Università di San Diego ha calcolato recentemente che uno sbalorditivo 25 percento della popolazione in Europa sarà mussulmana in solo 12 anni da ora. Bernard Lewis ha predetto che alla fine di questo secolo ci sarà una maggioranza mussulmana.
Ora questi sono solo numeri. E i numeri non sarebbero una minaccia se gli immigranti mussulmani avessero un forte desiderio di assimilarsi. Ma ci sono pochi segnali di questo. Il Centro di Ricerca Pew riporta che metà dei mussulmani francesi considerano la loro lealtà all'Islam maggiore della loro lealtà alla Francia. Un terzo dei mussulmani francesi non sono contrari agli attacchi suicidi. Il Centro Britannico per la Coesione Sociale riferisce che un terzo degli studenti mussulmani britannici sono a favore di un califfato mondiale. I mussulmani pretendono quello che chiamano 'rispetto'. E così è come noi diamo loro rispetto. Abbiamo ora festività ufficiali statali mussulmane.
Il Ministro della Giustizia Cristiano-Democratico nei Paesi Bassi è pronto ad accettare la Sharia se c'è una maggioranza mussulmana. Abbiamo membri del governo con passaporti del Marocco e della Turchia.
Le pretese dei mussulmani trovano supporto nel comportamento illegale di molti di loro, a partire da piccoli crimini e violenza a caso, ad esempio contro operatori delle ambulanze e autisti di autobus, fino a piccole sommosse vere e proprie. Parigi ha visto la sua sommossa nella periferia meno abbiente, la banlieu. Io chiamo i responsabili 'coloni insediati'. Perché è quello che sono. Questi non vengono per integrarsi nelle nostre società; vengono per integrare la nostra società nel loro Dar-al-Islam. Pertanto, sono degli insediati.
Molta di questa violenza di strada che ho menzionato è diretta esclusivamente contro i non-mussulmani, forzando molta gente del posto a lasciare i loro quartieri, le loro città, i loro paesi. Per di più, i mussulmani costituiscono ora un voto elettorale da non ignorare.
La seconda cosa che si deve sapere è l'importanza che ha Maometto il profeta. Il suo comportamento è un esempio per tutti i mussulmani e non può essere criticato. Ora, se Maometto fosse stato un uomo di pace, diciamo come Ghandi e Madre Teresa in uno, non ci sarebbe nessun problema. Ma Maometto era un signore della guerra, un assassino di massa, un pedofilo ed ebbe parecchi matrimoni - tutti allo stesso tempo. La tradizione islamica ci dice come combatté nelle battaglie, come fece assassinare i suoi nemici e perfino fece giustiziare i prigionieri di guerra. Maometto stesso massacrò la tribù ebrea dei Banu Qurayza. Se una cosa va bene per l'Islam è buona. Se non va bene per l'Islam è cattiva.
Non fatevi abbindolare da chi dice che l'Islam è una religione. Certo, ha un dio e un al di là, e 72 vergini. Ma nella sua sostanza l'Islam è una ideologia politica. È un sistema che detta regole precise per la società e per la vita di ogni persona.
L'Islam vuole sentenziare su ogni aspetto della vita. Islam significa 'sottomissione'. L'Islam non è compatibile con la libertà e la democrazia, perché quello per cui si batte è la Sharia. Se uno vuole paragonare l'Islam a qualsiasi cosa, lo paragoni al comunismo o al nazional-socialismo, tutte queste sono ideologie totalitarie.
Ora sapete perché Winston Churchill chiamava l'Islam ‘la più retrograda forza al mondo', e perché paragonava il Mein Kampf al Corano. Il pubblico ha accettato senza riserve la narrativa palestinese e considera Israele l'aggressore. Io ho vissuto in questo paese e l'ho visitato dozzine di volte. Io sostengo Israele. Primo, perché è la patria degli Ebrei dopo duemila anni di esilio fino a ed incluso Auschwitz, secondo perché è una democrazia, e terzo perché Israele è la nostra prima linea di difesa.
Questa minuta nazione è situata sulla linea di faglia della jihad, frustrando l'avanzata territoriale dell'Islam. Israele ha davanti le lineee del fronte della jihad, come il Kashmir, il Kosovo, le Filippine, il Sud della Thailandia, il Darfur nel Sudan, il Libano, ed Aceh in Indonesia. Israele è semplicemente un ostacolo. Nello stesso modo come Berlino Ovest lo era durante la Guerra Fredda.
La guerra contro Israele non è una guerra contro Israele. È una guerra contro l'Occidente. È jihad. Israele sta semplicemente ricevendo i colpi che sono veramente per tutti noi. Se non ci fosse Israele, l'imperialismo islamico avrebbe trovato altre strade per sfogare la sua energia e il suo desiderio di conquista. Grazie ai genitori israeliani che mandano i loro figli nell'esercito e restano svegli la notte, i genitori in Europa ed in America possono dormire bene e sognare, ignari dei pericoli che incombono.
Molti in Europa sono favorevoli ad abbandonare Israele per risolvere le lamentele delle nostre minoranze mussulmane. Ma se Israele dovesse, Dio ne scampi, soccombere, questo non porterebbe alcun sollievo all'Occidente. Questo non vorrebbe dire che le nostre minoranze mussulmane cambierebbero tutto ad un tratto il loro comportamento ed accetterebbero i nostri valori. Al contrario, la fine di Israele darebbe un enorme incoraggiamento alle forze dell'Islam. Esse vedrebbero, ed a ragione, la fine di Israele come la prova che l'Occidente è debole e condannato. La fine di Israele non significherebbe la fine dei nostri problemi con l'Islam ma solo il principio. Significherebbe l'inizio della battaglia finale per la dominazione del mondo. Se essi possono prendere Israele possono prendersi tutto.
Alcuni cosiddetti giornalisti, etichettano di loro spontanea volontà qualsiasi critico dell'Islamizzazione come "estremista di estrema destra" o "razzista". Nel mio paese, i Paesi Bassi, 60 percento della popolazione ora considera l'immigrazione di massa dei mussulmani come l'errore politico numero uno dalla Seconda Guerra Mondiale. Ed un altro 60 percento considera l'Islam la minaccia maggiore. Eppure c'è un pericolo maggiore degli attacchi terroristici, lo scenario dell'America come l'ultimo uomo rimasto in piedi. Le luci possono spegnersi in Europa più presto di quello che uno possa immaginare. Un'Europa islamica significa un'Europa senza libertà e democrazia, una desolazione economica, un incubo intellettuale ed una perdita di potenza militare per l'America - mentre i suoi alleati si trasformano in nemici, nemici con bombe atomiche. Con una Europa islamica, resterebbe l'America da sola a preservare l'eredità di Roma, Atene e Gerusalemme.
Cari amici, la libertà è il bene più prezioso. La mia generazione non ha mai dovuto combattere per questa libertà, ci è stata offerta su di un piatto d'argento da gente che per averla ha combattuto dando la loro vita. In tutta l'Europa i cimiteri americani ci ricordano i giovani ragazzi che non ce l'hanno fatta a tornare a casa e la cui memoria ci è cara. Questa libertà non appartiene alla mia generazione; noi ne siamo solamente i custodi. Noi possiamo solo passare questa libertà conquistata duramente ai figli dell'Europa nelle stesse condizioni in cui fu offerta a noi. Non possiamo fare patti con mullah e imam. Le future generazioni non ci perdonerebbero mai. Non possiamo sprecare le nostre libertà. Semplicemente, non abbiamo il diritto di farlo. Noi dobbiamo fare adesso le azioni necessarie per impedire a questa stupidità islamica di distruggere il mondo, questo lo sappiamo.

Da leggere, da meditare, da imparare a memoria. E poi, come al solito, da leggere anche questo e questo.

barbara


6 ottobre 2009

6 ottobre 1981

Ricordo il leader dell’OLP, Yasser Arafat, in una fotografia, con la mano alzata in segno di vittoria; mi dissero che Gheddafi aveva rivendicato la sua partecipazione all’assassinio di mio padre. Pensai all’assurdità di quegli arabi in festa per la morte di Sadat mentre il leader israeliano Menachem Begin, l’avversario di sempre, era quasi in lacrime. Mai nella mia vita avevo pensato di uccidere qualcuno, ma quella sera avrei potuto ammazzare gli assassini di mio padre. (Camelia Sadat in Gheddafi di Angelo del Boca, p. 85)



Chiunque abbia seriamente voluto la pace con Israele ha SEMPRE pagato con la vita, dai membri dell’OLP ai palestinesi di altre fazioni agli altri arabi non palestinesi. Unica eccezione, re Hussein di Giordania, sfuggito perché è arrivato prima il cancro. Rendiamo dunque onore a questo grandissimo uomo che, sapendo che il prezzo sarebbe stata la sua vita, ha ugualmente voluto perseguire la pace.
Sempre sulla sublime superiorità dell’etica arabo/islamica va poi come al solito letto lui, e poi

MEMENTO: +36.

barbara


14 febbraio 2008

MA SE L’ARCIVESCOVO DI CANTERBURY





si disarcivescanterburizzasse, ditemi, non vi disarcivescanterburizzereste forse voi come l’arcivescovo di Canterbury? Per la disperazione, naturalmente, perché mai, diciamolo a voce ben alta, mai potremmo tollerare che il nobile programma del nobile personaggio deviasse dalla retta via prima di giungere alla sua santa meta. Voi sapete certamente di che cosa sto parlando, ma su un aspetto della questione in particolare vorrei soffermaste la vostra attenzione. Afferma infatti il Nostro che l’adozione, da parte nostra, della sharia (pardon: Sharia) permetterebbe alle donne musulmane di evitare le procedure di divorzio occidentali. Ora, diciamocelo sinceramente: quale donna, potendo scegliere, sceglierebbe di comparire davanti a un giudice affinché questo decida a chi debba andare la casa, quanto il marito le debba versare di alimenti, con chi debbano vivere i figli? Quale donna non sogna di poter vivere un giorno l’emozione di sentirsi dire, di punto in bianco: “Ti ripudio ti ripudio ti ripudio” ed essere obbligata a lasciare all’istante la casa maritale coi vestiti che ha addosso, senza neppure fermarsi a prendere un paio di mutande di ricambio e senza mai più rivedere i figli? Ditemi, o amiche, compagne, sorelle che leggete queste mie righe, ditemi in tutta onestà: chi di voi non sarebbe pronta ad abbandonare senza esitazione alcuna la croce di Cristo, o la Legge di Mosè, o l’inutile e vuoto ateismo in cambio della speranza di potere un giorno godere di un trattamento come questo? Rendiamo dunque grazie al nobile arcivescovo di Canterbury che così profonda riflessione è stato in grado di concepire, e così geniale proposito è stato in grado di partorire, e auguriamoci che mai, mai gli venga l’infausta idea di disarcivescanterburizzarsi perché quello sarebbe davvero un giorno nero per le sorti dell’umanità tutta. Amen.



barbara


25 giugno 2007

SUCCEDE IN IRAN

Abbigliamento “inappropriato”? Capelli troppo lunghi? Niente paura: in Iran hanno la cura giusta per queste e altre simili nefandezze:















Ve le faccio vedere io, come io le ho viste in un altro blog (grazie a Paolo T per la segnalazione) perché i giornali, a quanto pare, non hanno abbastanza spazio per ospitare queste informazioni. Qui trovate tutte le spiegazioni.

barbara


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iran abbigliamento sharia punizioni

permalink | inviato da ilblogdibarbara il 25/6/2007 alle 12:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (41) | Versione per la stampa
sfoglia     agosto        ottobre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA