.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


17 febbraio 2012

BISPENSIERO E ISLAM

Come il relativismo spiana la strada al totalitarismo

" Nel tuo diario scrivesti che libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente.".
"Sì."
"E se il Partito dice che due più due fa cinque, allora quanto fa?"

Con queste parole il torturatore O' Brien inculca a Winston Smith, il protagonista del capolavoro di George Orwell 1984, il concetto di bispensiero.
Oggi questo termine ci ricorda appunto il maestro indiscusso della fantapolitica, forse in assoluto l'autore più imponente del Novecento, ma non ci sembra avere alcun riscontro con la realtà dei fatti né ci sembra che lo possa mai acquisire. Non è così: a ben vedere l'esperienza ci dimostra proprio il contrario, non solo il ricordo dei totalitarismi più brutali e pervasivi della storia, ma anche, in una certa misura, la realtà che viviamo nelle democrazie occidentali.
Il meccanismo del bispensiero è al medesimo tempo contorto ed immediato nel suo spaventoso automatismo. Un individuo assiste ad un evento, ne è testimone, conosce una determinata realtà derivata da fatti per lui inconfutabili. D'un tratto la comunità in cui vive afferma che quella realtà non esiste, distrugge i documenti e le prove materiali dei fatti che il soggetto in questione ricorda in virtù di quanto ha visto, udito o appreso. Si dirà che, nonostante tutto, niente e nessuno possa sottrarre all'individuo la sua memoria. Al contrario: è proprio a questo punto che interviene il bispensiero. Sarebbe semplicistico e fuorviante affermare che l'individuo si limiti a mentire, a negare l'evidenza al fine di evitare la persecuzione e di ingraziarsi il favore della sua comunità pur sovvenendosi perfettamente di quanto viene negato. Il soggetto non mente: egli crede, sa che le cose sono andate diversamente rispetto a quanto sapeva anche solo il giorno prima. Ciò non significa che crede di essersi sbagliato perché sa anche di aver sempre saputo quella che ora considera la verità. Egli sa ciò che tutti gli altri naturalmente sanno. Il meccanismo mentale cui va incontro è complesso perché presuppone due momenti: un primo momento in cui ci si dimentica di ciò che si sapeva in precedenza e un secondo in cui si acquisisce la conoscenza di ciò che si sa allo stato attuale. Per farlo il soggetto non si limita a dimenticare, cosa che porterebbe ad una non conoscenza, ma compie una vera e propria ricostruzione di una realtà alternativa, attività necessariamente consapevole in quanto coincidente con le istruzioni impartite dalla comunità che lo circonda, e subito dopo si dimentica della stessa operazione effettuata. Il risultato è una convinzione cieca e assoluta nelle menzogne professate e l'assenza di ogni possibile rimorso di carattere morale. È una questione di allenamento: una volta ripetuta più volte l'operazione il processo diventa automatico e indolore, ogni remora mentale o morale svanisce, il soggetto acquisisce il controllo totale della sua mente e lo pone a disposizione della collettività. Tramite il bispensiero l'individuo può arrivare a negare l'evidenza, può accettare e professare a sua volta nozioni che contrastano con la sua logica, col suo buonsenso e con la sua stessa esperienza. Basta che gli si dica in cosa credere.

"Sei lento a imparare, Winston" disse O'Brien, con dolcezza.
"Ma come posso fare a meno…" borbottò Winston "come posso fare a meno di vedere quel che ho dinanzi agli occhi? Due e due fanno quattro.".
"Qualche volta, Winston. Qualche volta fanno cinque. Qualche volta fanno tre. Qualche volta fanno quattro e cinque e tre nello stesso tempo. Devi sforzarti di più. Non è facile recuperare il senno.".

Il bispensiero altro non è che l'estrema applicazione pratica del relativismo novecentesco, contrapposto al realismo gnoseologico che ha dominato la mentalità occidentale dai Greci fino al XIX secolo. Per l'uomo del Novecento non esiste una realtà strutturata ed autonoma al di fuori di sé. Per i realisti l'uomo può percepire e conoscere questa realtà tramite i suoi sensi e, una volta apprese le sue regole, può accettarle e sfruttarle a suo favore, ma non può pensare di modificarle. Viceversa per i relativisti non esiste realtà al di fuori di quella creata dal pensiero umano. Ammesso che la realtà creata dal singolo uomo è destinata a perire con esso l'unica possibile verità che sia eterna ed immutabile è quella creata e accettata dalla collettività.

"Se io credo di volare, Winston, e tu credi che io voli, io volo davvero."
"Il singolo è solo una cellula. La verità non è nella mente del singolo, ma in quella del Partito, che è collettiva ed immortale.".

Se questa realtà è immortale è anche immutabile? Così come la collettività crea la realtà, la può disfare e ricreare a suo piacimento, ma ognuna delle realtà che crea è eterna perché come tale viene pensata.
Jean-Pierre Vernant in Mito e pensiero presso i Greci (Einaudi 2001) sottolinea come per i Greci, i primi realisti gnoseologici, Mnemosyne, ovvero la Memoria, fosse una dea degna del massimo culto. Questo soprattutto nella società arcaica, ben prima che Aristotele la declassasse a semplice funzione mentale, in un tempo in cui all'oralità era affidato il ricordo del passato e in cui il rapsodo, l'aedo, il poeta era visto come un privilegiato dagli dei, un essere superiore. Il poeta per gli antichi non ha ricordi sbiaditi, grazie ad un superlativo esercizio della memoria riporta vivide alla sua mente le immagini del passato, del presente e anche del futuro. Egli può avere memoria dell'aldilà e del suo ritorno nel mondo, può espiare le colpe di tutte le sue vite precedenti e rompere il ciclo tirannico dell'Essere. La Memoria permette così di conquistare l'eternità superando la paura ancestrale di ogni essere umano: la soggezione al mutamento, al dolore e alla morte. L'analisi di Vernant trova riscontro, fra gli altri, nella filosofia di Empedocle ("io fui fanciullo e fanciulla, fui muto pesce del mare"), di Pitagora, per gli adepti del quale la memoria aveva proprio la funzione di espiazione e fuga descritta, di Platone, che racconta come anche l'ultimo degli schiavi possa, tramite l'anamnesi, sovvenirsi delle idee eterne ed immortali che gli hanno fatto compagnia nel mondo dell'Iperuranio, dal quale ogni uomo proviene. Nel mondo rovesciato di 1984, in cui il relativismo spiana la via al totalitarismo, non la memoria bensì l'oblio esercita la funzione di garantire l'immortalità, non al singolo uomo, bensì alla collettività, al Partito.

"Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.".

Che cosa ha però il bispensiero a che fare con il nostro mondo? Qualche tempo fa mi è stato segnalato un numero di una rivista femminile settimanale, A, pubblicata da Rizzoli-Corriere della Sera, del 3 settembre 2009. Un giornale femminile di gossip e moda non è per definizione una raccolta di saggi e articoli dal contenuto particolarmente brillante, innovativo e trasgressivo. Si può dire, con buona approssimazione, che se un articolo capita su un settimanale del genere deve per forza riflettere la dottrina comune del popolino incolto e pigramente appiattito su posizioni intellettuali mediocri e ripetitive, l'equivalente di ciò che un tempo era rappresentato dai panegirici del Duce e della sua presunta lungimiranza. In una delle prime pagine era pubblicata, con tutti gli onori e con tanto di foto dell'autrice, una lettera indirizzata al direttore da una lettrice dal titolo E se alla fine tanga e burkini fossero la stessa cosa? La lettrice descriveva una sua giornata in piscina traendone alcune conclusioni, brillanti quanto quelle che avrebbe potuto ponderare un vaso da fiori. Raccontava di aver provato ammirazione per due giovani donne musulmane, che descriveva come belle e, dato che rappresenta per le lettrici di quel giornale la qualità in assoluto più meritevole, snelle. Le due indossano un costume da bagno che ricorda uno chador, comunemente chiamato con un nome che denota leggerezza, per non dire stupidità, e pessimo gusto in chi lo ha coniato: burkini. Alle splendide ragazze che "sembrano delle nuotatrici con la supertuta indossata ai Campionati del mondo di Roma" la lettrice contrappone un'immagine descritta con disprezzo. "Poco lontano- scrive - spiaggiata come una megattera, c'è una signora italiana ispirata dal Vanna Marchi style. I suoi cinquant'anni abbondanti trovano insufficiente rifugio in un tanga marrone, che lotta intrepido contro la straripante cellulite". Le islamiche, belle, snelle e anche pudiche, si qualificano così come l'essere superiore per eccellenza, quello che in altri tempi sarebbe stato l'ariano alto, biondo e muscoloso, mentre la signora italiana è non troppo implicitamente presentata come il simbolo di un'abiezione morale e di una stupidità arrogante e grottesca che si riflette anche sul piano fisico, come un tempo (ma in realtà sempre di più anche oggi) l'ebreo gobbo dal naso adunco e bitorzoluto e dal ghigno malefico. La lettera si chiude con una conclusione mellifluamente buonista, che appare conciliante ma che è in verità il punto più insidioso del pezzo: "Aspettando l'autobus per tornare a casa ho pensato all'orchessa - notare l'uso dei termini - in tanga e alle ragazze in burkini. Forse sono solo la dimostrazione che esistono modi molto diversi per sentirsi liberi. Anzi libere".
Ecco che compare, sommesso eppure devastante nei suoi effetti, il bispensiero. Quest'ultima considerazione della lettrice della rivista non è un'osservazione innocua e non è isolata, come si evince dalla posizione che le è stata riservata sul settimanale e dall'assenza di contestazioni in merito. Il fenomeno non è limitato a quella rivista, ma è riscontrabile sempre più frequentemente in vari articoli, interviste di donne convertite all'Islam (come qualche anno fa la moglie dell'ex Imam di Carmagnola), trasmissioni, talk-show, telegiornali. Grazie al bispensiero la realtà viene ribaltata e nessuno si oppone. Al contrario, tutti professano allegramente la stessa tesi, forti del sostegno della collettività, del Partito. Un barbaro strumento di oppressione della donna, quale è il velo, burqa, niqab, hijab o chador che sia, è esaltato come simbolo di libertà. È irragionevole ritenere che qualcuno nel pieno uso delle sue facoltà mentali possa avere una simile convinzione. Il fatto che questa signora lo credesse davvero e fosse anche intimamente orgogliosa dell'espressione del suo aberrante parere denota l'uso del bispensiero. Così la realtà viene negata e rimpiazzata col suo esatto opposto, come nei più ridicoli e terrificanti slogan orwelliani:

"la guerra è pace"
"la libertà è schiavitù"
"l'ignoranza è forza"

e, aggiungiamo,

"il velo è libertà"

Valerio Salvatori
20 settembre 2009

Niente da aggiungere.
Shabbat shalom  


barbara


10 febbraio 2012

SE TI DIMENTICO GERUSALEMME

Se ti dimentico, o Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; si attacchi la mia lingua al mio palato se non ti ricorderò. (Salmo 137, 5-6)

 

Ecco, questo è un ebreo ortodosso sul quale sicuramente non cadranno i miei strali. Per molte buone ragioni.

 

 

Shabbat shalom

barbara


3 febbraio 2012

MOZART COME NON L'AVEVATE ANCORA SENTITO

Per un momento di relax.

 

 

Shabbat shalom

barbara


23 dicembre 2011

SHABBAT SHALOM

Con uno splendido salmo

Hine Matov - Salmo 133:1


Henei ma tov umanaim
Shevet achim gam yachad
Hinei ma tov umanaim
Shevet achim gam yachad

Hinei ma tov (Henei ma tov)
Lai lai lai lai lai
Lai lai lai lai lai
Hinei ma tov (Henei ma tov)
Lai lai lai lai lai
Lai lai lai lai lai

Behold how good and
How pleasant it is
For brothers to dwell together
Behold how good and
How pleasant it is
For brothers to dwell together

In unity (In unity)
Lai lai lai lai lai
Lai lai lai lai lai
In unity (In unity)
Lai lai lai lai lai
Lai lai lai lai lai


 

barbara


2 dicembre 2011

SHABBAT SHALOM



barbara 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Shabbat shalom shalom aleichem

permalink | inviato da ilblogdibarbara il 2/12/2011 alle 16:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 novembre 2011

SHABBAT SHALOM

E un saluto da Gerusalemme 

 

barbara


4 novembre 2011

MA ANCHE SE SI METTE MALE

C'è sempre una via d'uscita...



Shabbat shalom a tutti

barbara


16 settembre 2011

TROVA LA DIFFERENZA

E uno, e due. E tre.



barbara


30 maggio 2008

SE VI SENTITE STUPIDI E IGNORANTI

come a tutti ogni tanto capita di sentirsi, leggete qui. Quelle che seguono sono le più dotte citazioni degli amministratori del comune di Marano, raccolte da Antonio Menna, Giuseppe de Vivo, Roberto Scarano e Franco Braincovick dal gennaio 1994 al marzo 2001.

....come scrisse Dante nella Bibbia.
Mauro Bertini, sindaco

Noi rimaniamo senza membro.
Marcello Scuteri, consigliere comunale Forza Italia

....verba manent, scripta volant
Giuseppe De Vivo consigliere comunale Rifondazione Comunista
vedi autori ( purtroppo ;-) nessuno è perfetto

I malati da assistere in modo assistenziale
Biagio Sgariglia, consigliere comunale

....stasera siamo cominciati tardi.
Mauro Bertini, sindaco

Gli uovi Kinder
Antonio Menna Giornalista
vedi autori ( purtroppo ;-) nessuno è perfetto

Io a Marano non ci abito, ci vivo
Dino Vuolo, assessore

Abbiamo intenzione di sfettare una strada.
Corrado Gabriele, assessore

Se ho ben capito io ho pensato...
Giuseppe De Vivo consigliere comunale Rifondazione Comunista
vedi autori ( purtroppo ;-) nessuno è perfetto

Voi di Rifondazione Socialista
Salvatore Perrotta, consigliere comunale Ds

Non tenendo conto presente del passato presente...
Mimmo Iorio, consigliere

Nuclei volontari che volontariamente fanno certe cose
Costanzo Ioni, consigliere

La gara fu vinta da una persona la quale era legata
Benito Simonelli consigliere An

Ho cercato e credo di averci riuscito.
Antonio Di Guida consigliere Ppi

C'è un "punto e virgola", gli vogliamo dare un pò di credito al "punto e virgola"?
Mario Montefusco, assessore

C’è stata una effettiva effettuazione.
Giuseppe Pedemonte, assessore

Io mi riconfermo.
Marcello Scuteri, consigliere comunale Forza Italia

Dopo i diciottesimi anni di età.
Renato Schettino, consigliere comunale

La tutela delle emissioni di gas.
Marcello Scuteri, consigliere comunale Forza Italia

Il casellario giudiziario parla bene.
Marcello Scuteri, consigliere comunale Forza Italia

Tentare anche una voce in quest’oceano di disoccupazione.
Cipriano Cecere, consigliere comunale Democratici

Il dibattito politico si è fatto molto succulente.
Michele Izzo, consigliere comunale Ds

I giovani non credono più alle chimere che scendono dal cielo
Michele Izzo, consigliere comunale DS

La premessa che ho fatto alla fine del discorso
Salvatore Perrotta, consigliere comunale Ds

La viabilità che fa acqua da tutte le parti.
Mario Granata, consigliere comunale Ppi

Se sarei al Sindaco.
Cipriano Cecere, consigliere comunale Democratici

Si apri Sindaco.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Quindi si afforaggia questa gente.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Noi siamo una minoranza che rappresenta il 75% della città.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Il partito del sindaco che finalmente ha fatto cadere il Parlamento italiano.
Marcello Scuteri, consigliere comunale Forza Italia

Io non sono un pidocchioso.
Mario Granata, consigliere comunale Ppi

Per volontà del sindaco risponde un assessore.
Raffaele Chianese, Presidente Consiglio Comunale

Il sindaco legge anche con dietrologia.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Un episodio reprovevole.
Mario Granata, consigliere comunale Ppi

A me sembra che facciamo comunismo in quest’aula.
Marcello Scuteri, consigliere comunale Forza Italia

Una scarna cultura.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Diamo un atto tangibile.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Certi termini di viscidezza.
Mario Granata, consigliere comunale Ppi

Sono lucido fino in fondo.
Mario Granata, consigliere comunale Ppi

Io ho visto i meglio pranzo.
Mauro Bertini, sindaco

Io se non ricordo bene.
Marcello Scuteri, consigliere comunale Forza Italia

Il rapporto del pediatra è con la mamma del bambino.
Mario Granata, consigliere comunale Ppi

Io ho dato un escursus a quest’elenco.
Mario Granata, consigliere comunale Ppi

Vorrei chiedere la parola a me stesso.
Raffaele Chianese, Presidente Consiglio Comunale

Condividiamo pure io.
Raffaele Chianese, Presidente Consiglio Comunale

Mi ribatto sempre sulla stessa cosa.
Marcello Scuteri, consigliere comunale Forza Italia

Quest’argomento sta diventando banale e mi comincia ad essere stufante.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Il Consigliere Biglietto ha sempre una grossa urbanità
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Il Presidente più di una volta va al di la delle righe.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Questo è un concetto di federalità.
Giuseppe Pedemonte, assessore

Stiamo in prosieguo.
Raffaele Chianese Presidente Consiglio Comunale

Il condominio del parco Dora, lo dico con nome e cognome.
Michele Izzo, consigliere comunale DS

Una massa di persone che sono enormi.
Renato Schettino, consigliere comunale Pdm

Questo è il primo capisaldo.
Salvatore Perrotta, consigliere comunale Ds

Comunque ci sta un concorso di fare delle cose positive.
Salvatore Perrotta, consigliere comunale Ds

La legge non prevede il rispetto della Minoranza
Raffaele Chianese Presidente Consiglio Comunale

Vero che adesso vi sentite molto più intelligenti e molto più colti? In compenso però state ridendo tanto da rischiare il mal di pancia? Niente paura, ho subito qui pronto l’antidoto: il sindaco Mauro Bertini è quello che nel primo anniversario della morte di Yasser Arafat gli ha dedicato una via nel proprio comune al posto di Via Caduti di Nassiriya in quanto lui sì vero “martire della pace”. E che un paio di mesi più tardi in un’intervista a Radio 24 ha dichiarato: “Lo Stato di Israele è un pesante pugno nello stomaco dell'umanità". E poi, "se ne farei a meno? Con tanto piacere".


Mauro Bertini riceve in premio la Mezzaluna d’Oro dall’imam
Jabbarin Feras (sullo sfondo Dacia Valent)


Shabbat shalom agli amici ebrei e buon fine settimana a tutti.

barbara

sfoglia     gennaio        marzo
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA