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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


27 giugno 2011

EPPOI

Eppoi mi sono risfracellata sulle scale e mi sono ritranciata i legamenti a destra e mi sono rimacellata i legamenti a sinistra e mi sono rimartellata tutte le ossa eccetera eccetera (tenerissimi i bambini dei vicini che sentendo tutto quello sfracello sulle scale sono corsi a vedere cosa succedeva e naturalmente si sono resi conto che avevo bisogno di aiuto solo che, piccinini di quattro cinque anni, loro non lo potevano fare, e restavano lì a guardarmi, sgomenti e impotenti). Poi il giorno dopo dovevo andare a Milano e naturalmente, dato che siamo giovani e forti e gagliardi e pimpanti e carini e simpatici eccetera eccetera, ci sono andata, tre piani e mezzo di scale fino al garage con bastone e trolley e poi in macchina fino alla stazione e poi cinque ore di treno con due cambi e sottopassaggi con scale ecc. e altrettanto al ritorno con annessi e connessi ma insomma sono qua, con le zampe fasciate strette stese e coperte di ghiaccio, di tanto in tanto un po’ dolorante ma sempre in posizione di combattimento. Alla faccia di chi mi vuole male: come si suol dire, mi sfracello ma non mi piego. E neanche naufrago, ché non sempre il naufragar è dolce, né in questo né in altri mari.
E non dimentichiamo Gilad. Non dimentichiamo Gilad.

barbara


12 giugno 2011

GIORNO DI REFERENDUM

Che una dice spetta va’ che vado a votare, che siamo cittadini onesti e ligi. E poi arriva alla scuola e dice spetta va’ che spengo il cellulare, non sia mai che mi suona mentre sono in cabina e mi annullano il voto, vai a sapere che regole ci sono. E poi una vota e poi esce e poi prende le scale e dice spetta va’ che riaccendo il cellulare, non sia mai che qualcuno mi cerca mentre è spento. E poi mentre lo riaccende crede di essere arrivata all’ultimo scalino e invece era il penultimo...
Per fortuna il capitano dei carabinieri che stava facendo il suo giro di controllo dei seggi in quel momento era lì. Per fortuna la moglie del capitano dei carabinieri aveva deciso di stare lì a fargli compagnia fumando una sigaretta alla finestra del pianerottolo. Per fortuna la moglie del capitano dei carabinieri, ai cui piedi sono andata a schiantarmi, è una collega. Per fortuna l’ambulanza è arrivata abbastanza in fretta, con due volontari, un ragazzo e una ragazza, giovani e dolcissimi. Per fortuna al pronto soccorso in quel momento c’era pochissima gente. Per fortuna il tecnico di radiologia che aveva la reperibilità non abitava lontano ed è arrivato in un quarto d’ora. Per fortuna pare che non ci siano fratture, adesso bisogna solo sperare che non ci siano versamenti. Per fortuna collega e capitano mi avevano seguita al pronto soccorso e mi hanno poi portata a casa. Per fortuna a casa ho ancora il bastone di quando mi ero spaccata le zampe l’altra volta. Il ginocchio mi fa un dolore disumano, ma poteva anche andare peggio.

barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 12/6/2011 alle 23:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
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”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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