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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


29 dicembre 2011

E POI

E poi hanno annunciato che il treno sarebbe partito con quindici minuti di ritardo a causa di un guasto alla stazione successiva, e poi dopo venti minuti hanno annunciato che fra cinque massimo dieci minuti si parte e poi dopo un quarto d’ora siamo partiti, con trentacinque minuti di ritardo. E poi alla terza stazione non partiva e non partiva, e quando finalmente siamo partiti abbiamo capito, nel vedere per terra sul marciapiede una donna assistita dal personale dell’ambulanza: si era sentita male, e naturalmente nessuno ha osato spostarla fino all’arrivo dei soccorsi, sia per non rischiare di fare danni con interventi sbagliati, sia per non rischiare un’incriminazione per intervento non autorizzato. E poi a un’altra stazione non partiva e non partiva e poi finalmente hanno spiegato che bisognava aspettare che passasse l’eurostar. Perché su quelli in caso di ritardo devono pagare un risarcimento, e quindi pista, largo, lasciate passare. E poi alla fine il treno è arrivato con un’ora piena di ritardo, coincidenza saltata, e allora volevo fare supplemento e prenotazione per l’eurostar che partiva di lì a tre quarti d’ora ma quello era della Deutsche Bahn per cui il mio biglietto non valeva e avrei dovuto rifarlo tutto e quindi niente, un’ora e tre quarti di attesa per il treno successivo. E poi anche lì c’è stato ritardo, con una coincidenza ad appena sei minuti ma questa volta per fortuna il treno ha aspettato, e con una corsa a rotta di collo – facile per me, con una valigia da alzare con un dito, un po’ meno per la romena col bagaglio per un’intera stagione – siamo riusciti a prenderlo tutti (e poi il ghiaccio da grattare via dai vetri della macchina eccetera ma insomma adesso sono qui, e salvo imprevisti mi dovrete tenere per altri due giorni).



barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 29/12/2011 alle 23:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 settembre 2010

O TIZIO DELLA SERA TIZIO DELLA SERA, PERCHÉ SEI TU IL TIZIO DELLA SERA?

Risposta: perché se non fossi il Tizio della Sera non saresti il Tizio della Sera, e noi saremmo drammaticamente privi del Tizio della Sera. Ma per fortuna il Tizio della Sera c’è, e il Tizio della Sera, baruch haShem, sei tu. Ed è per questo che oggi abbiamo la possibilità di godere di un’altra tua meravigliosa perla.

La questione degli auguri di Rosh ha-Shanà fatti in ritardo

Cari amici, la scorsa settimana non vi ho potuto fare gli auguri di Rosh ha-Shanà, scusate. Ma ora che ve li vorrei fare, a un tratto mi chiedo: ve li posso fare? Non sapendo se sia permesso fare in ritardo degli auguri spirituali come quelli di Rosh ha-Shanà, ho telefonato a un anziano rav che sta a New York ed è un amico di famiglia dei tempi antichi. Non ne faccio il nome per non associarlo al Tizio della Sera e farlo rotolare immediatamente nella Gehenna. A dire il vero, quando l’ho chiamato non ho pensato che lì erano le tre di notte. Eppure, lui mi ha risposto subito e con schiettezza: “Oioi, sei tu”. Gli ho spiegato il mio dubbio sugli auguri in ritardo e ha detto: “Circa la possibilità o il divieto di fare in ritardo gli auguri di Rosh ha-Shanà, bisogna vedere se vi sia stato un impedimento reale, una questione di dimenticanza, se la dimenticanza abbia coinciso con un problema di fondo, ad esempio il caso di uno che è cretino - il classico caso dello shoté. Quale caso di questi mi stai sottoponendo, figlio mio?”- mi fa. Non ho avuto assolutamente dubbi e ho risposto che si trattava di un gigantesco caso di shoté. “Ma conosci bene questa persona deficiente che non ha ancora fatto gli auguri di Rosh ha-Shanà e li vuole fare adesso che la Firma c’è stata da un pezzo?”, chiede il rav. “La conosco bene quella persona - faccio - ah se la conosco”. “E così - mi fa - sei sicuro di conoscere questa persona veramente bene…”. “Vorrei vedere che proprio io non conoscessi questo qui”, gli rispondo. “Sicuro sicuro?”. “Non sono scemo, sono io quel cretino”. “E così ti conosci bene, vero?”. “In effetti, rav, ora che ci penso, non saprei se mi conosco bene”. “E così, prima ti conosci bene e dopo non ti conosci bene...”. “Per favore, adesso non cominciamo con la matematica”. “E così - mi incalza - dici di non conoscerti bene, quando mi hai appena detto che la dimenticanza era di un grande cretino. Lo vedi che ti conosci benissimo?”. “Sì?!...”, chiedo raggiante. “Certo, sei uno shoté nato. Prima di tutto perché sei contento di essere shoté, e questa è veramente una cosa da shoté, e se non capisci è perché sei shoté. Seconda cosa, rifletti, nel caso tu ce la faccia: se tu non fossi un gigantesco shoté, non mi avresti svegliato alle tre di notte per fare una domanda così”. E ha riattaccato.
No, penso, non posso rimanere in forse: io adesso prendo e lo richiamo subito. In effetti avviene che lo richiami e lo implori di dirmi se giudica che possa fare gli auguri di Rosh ha-Shanà, quando la Buona Firma c’è stata da un pezzo. “Cerchi di capire, rav - dico per ben figurare - sarebbe come fare gli auguri per la milà a uno che sta festeggiando la laurea in giurisprudenza”. Il rav sospira. “Quanto mi fai penare, tu?”. “Non lo so”, faccio io. E lui: “Pazienza, voglio aiutare l’asino iellatissimo che si è reincarnato in te”. Poi fa: “Circa la questione ‘auguri di Rosh ha-Shanà in ritardo’, si può adeguatamente citare la risposta del rav Eliau ben Zadìk di Tallin, gran suonatore di shofar con lo stile della gallinella, sia benedetto nel seno di Abramo. Il rav Eliau di Tallin disse a tutta la yeshivà di fare così: se siete in ritardo con gli auguri di Rosh ha-Shanà, fateli lo stesso. Serviranno per l’anno dopo, quando vi scorderete di nuovo di farli. E quando l’anno dopo vi scorderete di nuovo di farli, voi, o giovani, li avrete già fatti l’anno prima e di nuovo non ci sarà alcun problema per un anno. Vi dovrete solo ricordare di fare in anticipo anche quelli per l’anno successivo. Perché, be-emet, errore corretto fa sapienza certa”. Che bellezza, finalmente avevo la soluzione. “Grazie rav! E guardi, già che ci sono, le faccio gli auguri in anticipo di un bellissimo 5772, 73, 74!”. “Bravo - mi fa - ti ringrazio anticipatamente fino al 5790 compreso, così per diciotto anni riposo tutta la notte”.
Ai miei amici del notiziario quotidiano "l'Unione informa" e del Portale dell'ebraismo italiano www.moked.it un bellissimo 5771. E poi anche un bellissimo 5772.

Il Tizio della Sera

E a te, meravigliosissimo Tizio della Sera, auguro un grandioso e magnifico shanà tovà per altri 120 anni a venire, affinché anche i nostri figli e i figli dei nostri figli possano godere della tua superba scrittura. Amen.

barbara

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