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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


19 giugno 2010

E LA SAGA CONTINUA

Perché capita che anche fra i più fedeli ammiratori di informazione corretta ci sia qualcuno a cui ciò che sta accadendo proprio non va giù. Capita che la menzogna sbandierata e spacciata per verità e sostenuta pervicacemente contro ogni evidenza, qualcuno non sia disposto a digerirla. E così succede che a informazione corretta arrivi il seguente messaggio:

"Da qualche tempo sono iscritto alla vostra newsletter. E' la prima volta che vi scrivo e lo faccio per esprimere rammarico, sconcerto, delusione, per un episodio che mi fa star male. Mi riferisco al taglio dell'ultima parte di un bellissimo articolo di Deborah Fait pubblicato da IC. Ho letto l'intero articolo sul blog di Deborah e non vedo perchè mai lo stesso intero articolo non avrebbero potuto leggerlo anche i lettori di IC. Il bravo Gian Micalessin è scivolato sulla buccia di banana, capita e nessuno si scandalizza, basta riconoscere l'errore, una volta accertato che di errore si tratta, non nasconderlo sotto il tappeto. Non è così che si fa corretta informazione e, avendo il suo errore danneggiato l'immagine di Israele, la rettifica era ancora più doverosa e necessaria.

Il signor IC redazione sollecitamente risponde:

Oggetto: mai dare credito ai cretinetti

Gentile lettore, piano con le conclusioni. Deborah Fait ha ricevuto una mail ingannevole e in buona fede c'è cascata, come pensiamo, è successo a lei. Un paio di persone hanno fatto girare su internet una mail di accuse a Micalessin del tutto immeritate. il giornalista del Giornale è stato magari succinto, ma quanto ha scritto è sostanzialmente vero. certe cose non si scrivono fre le regole etiche di Tzahal, ma lo sanno tutti che quando c'è il rischio di un rapimento scatta un conflitto a fuoco, nel quale è a rischio la vita dei soldati israeliani. Il torto di Micalessin è stato scriverlo in maniera troppo netta, ma la sostanza non cambia.
Infatti Deborah, una volta scoperto l'inganno, è stata la prima a togliere quel commento anche dal suo blog. Occorre diffidare di chi si improvvisa esperto in comunicazione, da pollo può sentirsi un po' aquila, ma sempre pollo rimane.
Conoscendo bene Israele dall'interno, IC non ci è cascata, dispiace per le persone in buona fede come lei.
Un saluto cordiale,
IC redazione

Da dove comincio a commentare l’incredibile serie di castronerie contenute in questo testo? Comincio dall’insulto esibito, a mo’ di carta d’identità, già nell’oggetto? O dalla ridicola affermazione che Deborah avrebbe tolto il pezzo anche dal suo blog, quando chiunque può constatare che il pezzo è sempre lì che fa bella mostra di sé? Pare la contessa beccata con l’amante sotto il letto che ancora continua a negare, ligia alla regola negare, negare, negare sempre, e se l’evidenza ti contraddice non importa, negare lo stesso. Il giochino, purtroppo per lui, non funziona, non può funzionare per la contradizion che nol consente: basta andare nel blog di Deborah e oplà, il pezzo incriminato salta fuori come il diavoletto dalla scatola. E si prosegue poi con altri insulti, con i polli che si credono aquile ma sempre polli rimangono, e gli inganni perfidamente perpetrati, e gli improvvisati esperti… Ma questi sono dettagli marginali, ciliegine e riccioli di panna sulla torta, che è il vero motivo del contendere. E la torta consiste nel fatto che Micalessin non è stato succinto, bensì menzognero. La torta consiste nel fatto che quanto ha scritto non è “sostanzialmente vero”: non è vero nella sostanza e non è vero nella forma. Perché Micalessin non ha parlato di “cose non scritte”. E non ha parlato, neanche di striscio, di “conflitti a fuoco”. Ciò che Micalessin ha scritto, e informazione corretta ha confermato, è che d’ora in poi I SOLDATI SPARERANNO SUL COMPAGNO. Ciò che Micalessin ha scritto e informazione corretta ha confermato è che TUTTO QUESTO È PREVISTO DALLE REGOLE D’INGAGGIO. Cioè da un documento ufficiale, pubblico e SCRITTO. E questo è falso. A tutto questo va aggiunto che, essendo da sempre Micalessin un giornalista amico, ed essendo informazione corretta un’istituzione di cui tutti noi conosciamo il valore e l’utilità per la causa per la quale tutti noi ci battiamo, per giorni e giorni si è tentato, con entrambi, di ottenere tramite contatti privati una correzione (“scusate signori lettori, c’è stata una svista”: ci vuole tanto?). Ci si è scontrati con un autentico muro. E a questo punto non è rimasta altra scelta che rendere pubblica la cosa, perché molte cose si può essere disposti a tollerare per amor di quieto vivere, ma non il perseverare ostinato nella menzogna, non il fango gettato addosso a un esercito che davvero non lo merita, non il fornire ai nemici di Israele il più appetitoso degli argomenti: “Vedi, lo dicono perfino loro!” La risposta è sotto gli occhi di tutti: insulti, calunnie, depistaggi. Uno squallore e una meschinità che la causa in cui crediamo e a cui ci stiamo dedicando davvero non meritava.

barbara


18 giugno 2010

PICCOLI CRETINETTI CRESCONO

Preciso subito, prima che qualcuno possa fraintendere e offendersi: i cretinetti siamo noi, io ed Emanuel Segre Amar. E adesso passo a spiegare. Succede dunque che qualcuno scrive a Informazione Corretta quanto segue:

Gentile Direttore,
Seguo con attenzione gli articoli di Deborah Fait sia sul vostro sito sia sul suo blog di Cannochiale. In data odierna osservo decurtato su IC un suo importante rilievo nei confronti del giornalista Gian Micalessin. Non trovando quest'azione (censura?) allineata con la linea editoriale di IC, chiedo spiegazioni in merito.
grazie


Risponde il Nostro:

Deborah Fait è stata tratta in inganno da una cattiva informazione, diffusa da persone a dir poco incompetenti, per questo ha scritto quella parte di articolo su Micalessin. IC sapeva che giravano insinuazioni su di lui e ha soltanto fatto il dovere che spetta a chi fa informazione: controllare le fonti e non diffondere ciò che non è vero. Avvertendo chi fosse stato tratto in inganno. Purtroppo il mondo è pieno di cretinetti che si credono delle aquile.
Deborah, da giornalista onesta, quando ha saputo di essere stata sorpresa nella sua buona fede, ha subito eliminato le accuse a Micalessin. Ecco quanto ci ha scritto:

Ho chiesto a un soldato che abita qui vicino a me:

Le regole d'ingaggio sono cambiate, ma dicono semplicemente che si può sparare ai nemici anche se nelle vicinanze si trova un compagno fatto prigioniero (rapito). Prima era vietato, ora
pur di tentare di salvarlo si accetta il rischio.
E' la scoperta dell'acqua calda e sono le regole d'ingaggio che si usano in tutto il mondo quando si fa irruzione in un covo dove è tenuta sequestrata una persona. Può essere che si inizi a sparare e il rapito si trovi nel mezzo.

Cordiali saluti,
IC redazione


Come dicevo, i cretinetti che si credono delle aquile – nonché “persone a dir poco incompetenti” – crescono. E magari si incazzano pure. E quando si incazzano cominciano a giocare sul serio. Dunque innanzitutto va ricordato, perché il signore che non è un cretinetti visto che i cretinetti siamo noi a quanto pare lo ha leggermente dimenticato, che Gian Micalessin non ha scritto che si può sparare ai nemici: lui ha scritto che si può sparare al compagno, e il signor IC redazione ha confermato che quanto affermato è corretto. In secondo luogo Gian Micalessin, come fonte delle sue affermazioni ha inviato ad Emanuel Segre Amar un testo in inglese che prima non avevo riportato ma che ora credo di dover proprio pubblicare, ed è questo.

Kidnappings to be thwarted at any cost'
JPostPMarch20,08The IDF has instructed its troops serving near the Gaza border to foil kidnapping attempts at any cost, even if it means harming the captive.
Israel Radio on Thursday morning quoted reservists as saying that during a briefing before a recent Gaza operation, their division commander told them that IDF directives to all soldiers serving in the Kerem Shalom area were to open fire on the kidnappers even if the captive will be hit in the process.
The commander, giving out instructions at the Tzehilim base some two weeks ago, reportedly emphasized that this procedure was not followed when Gilad Schalit was captured. He was quoted as saying that the tank unit that arrived on the scene during the cross-border raid did not properly understand what had happened and did not open fire as it was required to.
In response to the report, the IDF said that it would not disclose its procedures to the media and that it would certainly not go into details about military briefings given to troops.
However, an IDF source told Israel Radio that in the case of a kidnapping attempt, troops were instructed to "attack, reach their target and not be afraid."

Israeli soldiers get new firing rules to prevent hostage-taking
Thu Mar 20,2008 4:54 AM ET
Israeli troops stationed near the Gaza Strip have been told they must fire on any Palestinian seeking to capture a soldier, even if it puts the potential hostage at risk, public radio reported on Thursday.
The commander of a reservist unit deployed along the Gaza Strip recently gave the order to avoid "at all costs" situations where soldiers are taken hostage by armed groups that later seek to swap them for prisoners in Israeli jails.
The troops were told they must attack any Palestinian seeking to capture a soldier, even if this puts the potential hostage's life at risk, the radio station said.
An army spokesman declined to comment on the report.
When Palestinian militants captured Israeli corporal Gilad Shalit on the edge of the Gaza Strip in June 2006, troops did not open fire, amid confusion on the ground.
Shalit has been held up as a bargaining chip in negotiations over prisoner exchange.

Quindi direi che la sequenza è chiara come il sole: il testo dice che si può sparare sui rapitori, Micalessin ha scritto che si può sparare sull’ostaggio, il signor IC redazione conferma che ha ragione Micalessin ossia che è vero che si può sparare sull’ostaggio, e adesso risponde a un altro lettore affermando che ANCHE DEBORAH FAIT CONFERMA CHE SI PUÒ SPARARE AI NEMICI. Servono commenti? Come mi è capitato di dire in altro contesto, ma vale anche qui, anche rivoltare le frittate è un’arte; se non la si possiede, l’unico risultato è che la frittata si spiaccica per terra, e ci si imbrattano anche le scarpe. Girano insinuazioni su Micalessin? No, girano documenti: quelli che Micalessin stesso ha provveduto a mettere in circolazione. Ma E.S.A. non si è accontentato di questo documento, ha chiesto altre notizie, ha chiesto altre conferme, e sono arrivate, puntuali. Scrive infatti l'ambasciatore Zvi Mazel il giorno 11 alle 10.34:

Ce n'est pas vrai. Il n'y a pas de telles instructions

E scrive il Professor Della Pergola il giorno 16 alle 14.31:

Mi sembrano gravemente erronee le posizioni di Micalessin e di IC (in allegato il regolamento di Tsahal)

Quello che segue è il regolamento inviato in allegato:

The Ethical Code of the Israel Defense Forces

The IDF Spirit

The Israel Defense Forces are the state of Israel’s military force. The IDF is subordinate to the directions of the democratic civilian authorities and the laws of the state. The goal of the IDF is to protect the existence of the State of Israel and her independence, and to thwart all enemy efforts to disrupt the normal way of life in Israel. IDF soldiers are obligated to fight, to dedicate all their strength and even sacrifice their lives in order to protect the State of Israel, her citizens and residents. IDF soldiers will operate according to the IDF values and orders, while adhering to the laws of the state and norms of human dignity, and honoring the values of the State of Israel as a Jewish and democratic state

Spirit of the IDF-Definition and Origins

The Spirit of the IDF is the identity card of the IDF values, which should stand as the foundation of all of the activities of every IDF soldier, on regular or reserve duty. The Spirit of the IDF and the guidelines of operation resulting from it are the ethical code of the IDF. The Spirit of the IDF will be applied by the IDF, its soldiers, its officers, its units and corps to shape their mode of action. They will behave, educate and evaluate themselves and others according to the Spirit of the IDF.

The Spirit of the IDF draws on four sources:

The tradition of the IDF and its military heritage as the Israel Defense Forces.

The tradition of the State of Israel, its democratic principles, laws and institutions.

The tradition of the Jewish People throughout their history.

Universal moral values based on the value and dignity of human life.

Basic Values:

Defense of the State, its Citizens and its Residents - The IDF’s goal is to defend the existence of the State of Israel, its independence and the security of the citizens and residents of the state.
Love of the Homeland and Loyalty to the Country - At the core of service in the IDF stand the love of the homeland and the commitment and devotion to the State of Israel-a democratic state that serves as a national home for the Jewish People-its citizens and residents.
Human Dignity - The IDF and its soldiers are obligated to protect human dignity. Every human being is of value regardless of his or her origin, religion, nationality, gender, status or position.

The Values: - The IDF and its soldiers are obligated to protect human dignity. Every human being is of value regardless of his or her origin, religion, nationality, gender, status or position.

Tenacity of Purpose in Performing Missions and Drive to Victory - The IDF servicemen and women will fight and conduct themselves with courage in the face of all dangers and obstacles; They will persevere in their missions resolutely and thoughtfully even to the point of endangering their lives.

Responsibility - The IDF serviceman or woman will see themselves as active participants in the defense of the state, its citizens and residents. They will carry out their duties at all times with initiative, involvement and diligence with common sense and within the framework of their authority, while prepared to bear responsibility for their conduct.

Credibility - The IDF servicemen and women shall present things objectively, completely and precisely, in planning, performing and reporting. They will act in such a manner that their peers and commanders can rely upon them in performing their tasks.

Personal Example - The IDF servicemen and women will comport themselves as required of them, and will demand of themselves as they demand of others, out of recognition of their ability and responsibility within the military and without to serve as a deserving role model.

Human Life - The IDF servicemen and women will act in a judicious and safe manner in all they do, out of recognition of the supreme value of human life. During combat they will endanger themselves and their comrades only to the extent required to carry out their mission.

Purity of Arms - The IDF servicemen and women will use their weapons and force only for the purpose of their mission, only to the necessary extent and will maintain their humanity even during combat. IDF soldiers will not use their weapons and force to harm human beings who are not combatants or prisoners of war, and will do all in their power to avoid causing harm to their lives, bodies, dignity and property.

Professionalism - The IDF servicemen and women will acquire the professional knowledge and skills required to perform their tasks, and will implement them while striving continuously to perfect their personal and collective achievements.

Discipline - The IDF servicemen and women will strive to the best of their ability to fully and successfully complete all that is required of them according to orders and their spirit. IDF soldiers will be meticulous in giving only lawful orders, and shall refrain from obeying blatantly illegal orders.

Comradeship - The IDF servicemen and women will act out of fraternity and devotion to their comrades, and will always go to their assistance when they need their help or depend on them, despite any danger or difficulty, even to the point of risking their lives.

Sense of Mission - The IDF soldiers view their service in the IDF as a mission; They will be ready to give their all in order to defend the state, its citizens and residents. This is due to the fact that they are representatives of the IDF who act on the basis and in the framework of the authority given to them in accordance with IDF orders.

Source: http://dover.idf.il/IDF/English/about/doctrine/ethics.htm

Aggiungo ancora una cosa: nell’esercito israeliano, forse unico al mondo, un soldato che riceva un ordine ingiusto o inumano è ufficialmente autorizzato a rifiutarsi di obbedire. A nessun soldato israeliano – Norimberga docet – sarà mai consentito di ripararsi dietro la foglia di fico del “obbedivo agli ordini”: il soldato israeliano è sempre pienamente responsabile delle proprie azioni. Se il signor IC redazione si illude di poter coprire di fango l’esercito israeliano unicamente per coprire i propri errori, la propria impreparazione, la propria incompetenza, il proprio ego smisurato che non ammette critiche e non ammette di poter riconoscere un errore, posso dire una sola cosa: quel signore è la persona sbagliata al posto sbagliato.

barbara


16 giugno 2010

QUALE INFORMAZIONE?

I fatti in breve. Il 7 giugno 2010, nella conclusione di un suo articolo su Il Giornale, Gian Micalessin scrive:

Una situazione considerata la peggiore delle minacce nelle nuove regole d’ingaggio israeliane. Una situazione in cui è lecito anche sparare sui propri compagni pur di evitare che vengano catturati vivi.

Un lettore, Daniele, sconcertato, scrive a IC per chiedere se sia vero, e la redazione risponde:

E' nel codice di compoprtamento etico di Tzahal. Micalessin è stato corretto.

Emanuel Segre Amar legge l’articolo di Micalessin, la lettera di Daniele e la risposta di Informazione Corretta. Convinto che le cose non stiano così, scrive in Israele ad amici e riceve la conferma di quanto sospetta. Tenta di parlare al telefono con Micalessin, non riesce ad entrare in contatto con lui e allora gli scrive, spiegando che da Israele gli hanno detto che non è affatto come ha scritto lui, e chiede ancora di parlargli. Micalessin risponde che lo ha letto su un documento, che gli invia* (non dice dove lo ha trovato). E. Segre Amar legge il documento e appura che questo dice tutt’altro, ossia che i soldati israeliani devono tentare in tutti i modi di impedire rapimenti, e che in caso di necessità devono sparare sui rapitori, anche se ciò dovesse comportare il rischio di colpire il compagno. Scrive subito per dirgli che ha capito male e che deve correggere, e ancora lo invita a un colloquio telefonico. Micalessin non risponde più. E.S.A. contatta la direzione del Giornale per parlare con direttore o vice, ma gli dicono di scrivere, cosa che egli fa, ma nessuno risponde. Nel frattempo anche il Professor Della Pergola* conferma quanto detto sopra.
Che anche un giornale teoricamente “amico” rifiuti di pubblicare una rettifica a un clamoroso errore, purtroppo non stupisce, ma c’è qualcos’altro, a margine di questa vicenda, che non solo stupisce, ma anche scandalizza. Ed è il fatto che il testo che ristabilisce la verità sulle regole d’ingaggio di Tzahal è stato inviato per ben due volte anche a Informazione Corretta, chiedendo di rettificare l’informazione menzognera precedentemente data, ma nulla è stato pubblicato.
Naturalmente a chiunque può capitare di rispondere frettolosamente senza prima documentarsi adeguatamente, e commettere di conseguenza qualche errore. E proprio perché si sa che può capitare a chiunque, non dovrebbe essere un grande problema pubblicare due righe per dire scusate, ci eravamo sbagliati. Ciò tuttavia non è avvenuto: pur di non ammettere un errore, la redazione di IC preferisce lasciare le sue migliaia di lettori nell’errore, preferisce lasciare che Tzahal venga diffamato e il suo onore coperto di fango. Se poi la rettifica viene da persona che in passato ha avuto l’ardire di criticare la Divinità Suprema che regge le sorti di Informazione Corretta, allora davvero non c’è speranza che la verità possa essere ristabilita. Chiedo pertanto a tutti gli amici che frequentano il mio blog di scrivere a Informazione Corretta per protestare contro questo vergognoso comportamento. Lo dobbiamo a Israele, che viene già sufficientemente diffamato dai suoi nemici, senza bisogno che vi si aggiungano gli amici – o sedicenti tali. Lo dobbiamo a Tzahal, che mette continuamente a repentaglio la vita dei suoi ragazzi per minimizzare al massimo le perdite della controparte – vedi la discesa praticamente a mani nude sulla Mavi Marmara, dove quei ragazzi sono stati selvaggiamente sprangati e ridotti a una maschera di sangue. E lo dobbiamo anche a tutti i collaboratori di Informazione Corretta, che ogni giorno offrono gratuitamente il proprio tempo e il proprio lavoro, unicamente per amore della verità e della giustizia, e la cui opera rischia di venire vanificata da simili squallide beghe di pianerottolo, da simili meschine ripicchette da asilo. Quando si sceglie di impegnarsi in una missione, questa dovrebbe venire prima dei propri piccoli livori personali. Cerchiamo di ricordarlo, per favore, a chi sembra averlo dimenticato.

* Non ho riportato i testi in questione per non allungare inutilmente il post, ma se qualcuno fosse interessato a leggerli posso inviarli privatamente.

barbara

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