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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


12 giugno 2011

GIORNO DI REFERENDUM

Che una dice spetta va’ che vado a votare, che siamo cittadini onesti e ligi. E poi arriva alla scuola e dice spetta va’ che spengo il cellulare, non sia mai che mi suona mentre sono in cabina e mi annullano il voto, vai a sapere che regole ci sono. E poi una vota e poi esce e poi prende le scale e dice spetta va’ che riaccendo il cellulare, non sia mai che qualcuno mi cerca mentre è spento. E poi mentre lo riaccende crede di essere arrivata all’ultimo scalino e invece era il penultimo...
Per fortuna il capitano dei carabinieri che stava facendo il suo giro di controllo dei seggi in quel momento era lì. Per fortuna la moglie del capitano dei carabinieri aveva deciso di stare lì a fargli compagnia fumando una sigaretta alla finestra del pianerottolo. Per fortuna la moglie del capitano dei carabinieri, ai cui piedi sono andata a schiantarmi, è una collega. Per fortuna l’ambulanza è arrivata abbastanza in fretta, con due volontari, un ragazzo e una ragazza, giovani e dolcissimi. Per fortuna al pronto soccorso in quel momento c’era pochissima gente. Per fortuna il tecnico di radiologia che aveva la reperibilità non abitava lontano ed è arrivato in un quarto d’ora. Per fortuna pare che non ci siano fratture, adesso bisogna solo sperare che non ci siano versamenti. Per fortuna collega e capitano mi avevano seguita al pronto soccorso e mi hanno poi portata a casa. Per fortuna a casa ho ancora il bastone di quando mi ero spaccata le zampe l’altra volta. Il ginocchio mi fa un dolore disumano, ma poteva anche andare peggio.

barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 12/6/2011 alle 23:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa


23 giugno 2009

E ADESSO CHE È PASSATO

Adesso che è passato il giorno del referendum e ha vinto l’astensione, penso di poter riproporre, senza cambiare una virgola, il post che avevo fatto nell’altro blog quattro anni fa dopo l’altrettanto fallito referendum sulla cosiddetta procreazione assistita e affini.

E adesso che è passato non dirò che cosa ho fatto domenica, perché non interessa a nessuno, e perché comunque il mio voto o non voto, il mio sì o il mio no, non è roba da spostare l’inclinazione dell’asse terrestre. Dirò invece quello che penso dell’intera baracca:

  • Fintantoché esiste il quorum, usare l’astensione come strumento di lotta è perfettamente legittimo. Chi non lo gradisce la smetta di frignare sull’immoralità dell’astensione, alzi il culo e si dia da fare per abolire il quorum
  • Personalmente ritengo il quorum nel referendum un’autentica puttanata: lo si abolisca e si conducano le battaglie referendarie alzando il culo e battendosi per il sì o per il no. Chi non va a votare accetta con ciò stesso il responso di chi lo fa, e non si azzardi poi a fiatare
  • Troverei invece un’ottima idea introdurre il quorum nelle elezioni, sia politiche che amministrative: se non vota il 50% più uno degli aventi diritto, tutti a casa, senza stipendio. Sei mesi di tempo per organizzarsi con nuovi nomi e nuovi programmi e poi si riparte: e credo che finalmente cominceremmo ad avere una classe politica efficiente
  • I radicali stanno pesantemente pagando il vergognoso abuso dello strumento del referendum fatto negli anni passati. Ricordo ancora quando Pannella, constatato che non si era raggiunto il quorum in un referendum con dieci (DIECI) quesiti, ha immediatamente sparato: “E noi ne proporremo venti”. Personalmente, da quel momento in poi, ho boicottato quasi tutti i referendum successivi: per principio, per partito preso, senza neppure leggere i giornali e preoccuparmi di informarmi di che cosa si trattasse, semplicemente perché avevano abusato della mia pazienza e rotto le palle oltre ogni limite tollerabile
  • Sono dell’idea che non si possa e non si debba sottoporre a referendum qualunque cosa passi a qualcuno per la testa. Come quando si è votato per l’abolizione dell’albo dei giornalisti: quanti, fra i votanti (impiegati commesse architetti meccanici insegnanti muratori avvocati falegnami, veterinari, lattai ...), sanno che cosa realmente sia l’albo dei giornalisti, a che cosa serva, che cosa comporti la sua esistenza o non esistenza? Si pongono quesiti così e poi la gente non vota. O vota alla pene di segugio, come diceva quel tale che non amava il turpiloquio. Il che non va bene neanche un po’.

barbara

AGGIORNAMENTO: anche se non c'entra niente, vai a leggerti questo (e comunque chi l'ha detto, poi, che non c'entra?)

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