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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


4 ottobre 2011

CARITÀ CRISTIANA

Karl Golser, vescovo di Bolzano per poco più di due anni, ha dovuto improvvisamente lasciare l’incarico, la scorsa primavera, per gravi motivi di salute. Ora si è insediato il nuovo vescovo, Ivo Muser, che subito, alla prima intervista, è stato chiamato ad esprimersi sul tema della pedofilia, non solo perché sempre di scottante attualità, ma anche perché il suo predecessore aveva dato prova, proprio su questa delicatissima questione, di grande apertura e sensibilità. Ecco le parole del nuovo vescovo: «Dobbiamo essere trasparenti e come Chiesa dobbiamo anche portare il messaggio della misericordia. Dobbiamo dare aiuto sostegno, aiuto ascolto alle vittime ma poi la Chiesa deve mostrarsi misericordiosa verso coloro che hanno fatto queste cose. Senza riconciliazione non possiamo andare avanti».
Come si suol dire, sono sempre i migliori che se ne vanno. Ed è sempre la feccia che rimane.

   

barbara


14 agosto 2011

IL LIBRO DELLE LAMENTAZIONI

Perché le razze esistono, oh sì, eccome se esistono. Ed esistono le razze padrone e le razze serve, e se nasci in una razza serva non puoi illuderti di avere diritto alla libertà, alla dignità, al rispetto, alla giustizia. E se qualche pazzo visionario un giorno decide di fare una legge che ti assicura tutte queste belle cose, farai bene a stare in guardia, perché gli appartenenti alla razza padrona, che hanno il senso della realtà e sanno che la tua razza è molto più vicina alle bestie che agli umani, non permetteranno certo di mettere in atto una simile follia e c’è il rischio che, per impedirlo, di te non restino più neanche le ossa.
Libro bellissimo che narra di un Messico reale che sa di fiabesco, o forse di un Messico di fiaba che sa fin troppo di realtà, con storie che forse sono vere o forse sono fantastiche o forse sono un po’ vere e un po’ fantastiche, narrate da una stupenda autrice dai molteplici talenti (narratrice, poetessa, docente, diplomatica, infaticabile attivista per l’emancipazione femminile – giusto a proposito di donne, vai a vedere anche questo), di cui non possiamo non piangere la precoce scomparsa.
(Resta da capire come un Oficio de Tinieblas si sia trasformato, arrivando in Italia, in un Libro delle lamentazioni, che uno lo va a cercare in google per prendere un’immagine della copertina e si ritrova in mezzo alla Bibbia ma insomma non si può avere tutto dalla vita).

Rosario Castellanos, Il libro delle lamentazioni, Marsilio



barbara


20 marzo 2011

IL VILLAGGIO DI ITAMAR



Questo è il villaggio di Itamar, teatro dell’ultima mattanza di ebrei: esseri che non qualifico, perché nessuna lingua possiede aggettivi atti a qualificarli, dediti ai sacrifici umani in onore di un dio di morte e di un “profeta” assassino e pedofilo, hanno sterminato la famiglia Fogel, sgozzando o pugnalando al cuore padre, madre, un bambino di undici anni, uno di quattro e una neonata di tre mesi. Scarsissima l’attenzione dedicata dai mass media a questo orrendo massacro, e quella poca, spesso, vergognosamente distorta. Quest’altra notizia invece è stata proprio ignorata del tutto, e per questo ve la faccio leggere io.

Forze di Difesa israeliane e paramedici del posto hanno contribuito a salvare la vita di una donna palestinese e della sua neonata, mercoledì, nell’insediamento dove si trovavano anche dei parenti della famiglia Fogel in lutto per i cinque membri della famiglia ferocemente assassinati la scorsa settimana.
Proprio nelle ore in cui il capo di stato maggiore israeliano Benny Gantz arrivava a Neve Tzuf per porgere le sue condoglianze, un taxista palestinese sopraggiungeva di corsa all’ingresso della comunità. All’interno, soldati e paramedici trovavano una palestinese poco più che ventenne in avanzato travaglio: il cordone ombelicale era avvolto attorno al collo della piccola nascitura mettendo a rischio la vita sia della madre che della figlia. Il rapido intervento dei paramedici dell’insediamento e dei militari in servizio nella zona hanno salvato la vita di entrambe, suscitando grande emozione in un luogo dove la gente è ancora prostrata per il massacro a sangue freddo della famiglia Fogel.
Il caporale Haim Levin, di 19 anni, paramedico in servizio nelle Forze di Difesa israeliane, è stato il primo membro della squadra medica ad arrivare sul posto, e racconta la scena: “Quando sono arrivato ho visto una donna coperta da una coperta, dentro a un minivan giallo palestinese. Mi sono avvicinato e ho visto la testa e la parte alta del corpo della bambina. Il cordone ombelicale era attorno al collo della piccola, che era grigia e non si muoveva. Ho rimosso il cordone dal collo e allo stesso tempo ho chiesto ai paramedici di preparare il kit di rianimazione per neonati. Ho pizzicato la piccola per vedere se reagiva e lei ha iniziato a strillare”. La squadra di paramedici si è presa cura anche della madre che a quel punto, dice Levin, era in buone condizioni generali.
Nel frattempo accorreva la conducente d’ambulanza Orly Shlomo. “Abbiamo affiancato il paramedico militare – racconta – e lo abbiamo aiutato a recidere il cordone ombelicale. Senza il trattamento medico, il feto e la madre avrebbero corso un serio pericolo. È stato toccante, ma non ho potuto fare a meno di pensare che a pochi metri da lì c’erano persone in lutto per un altro bambino, che è stato assassinato. Ero commossa nel vedere il viso della neonata, ma pensavo anche al viso del bambini uccisi”.
Gadi Amitun, che guida la squadra del Magen David Adom (Stella Rossa di Davide) di Neve Tzuf, spiega che non è la prima volta che gli abitanti dell’insediamento aiutano palestinesi in difficoltà. “Sanno che abbiamo un team medico ben preparato – dice – e quando capita un incidente o un infortunio arrivano, e noi li aiutiamo”.
Il paramedico ricorda che il giorno del massacro della famiglia Fogel gli abitanti dell’insediamento hanno visto festeggiamenti e fuochi d’artificio nei vicini villaggi palestinesi, ma aggiunge che, indipendentemente da tutto, la squadra medica locale è impegnata ad aiutare chiunque abbia bisogno. “Due anni fa – racconta – ci siamo dati da fare per curare un terrorista che aveva cercato di piazzare un ordigno ed era stato ferito dai soldati”.
Palestinesi del vicino villaggio di Nabi Salah, insieme alla neo nonna, si sono riuniti attorno alla squadra paramedica e non potevano nascondere la loro gioia. “Ci hanno ringraziato e ci hanno detto che hanno chiamato la bambina Jude – dice il caporale Levin – Sono volontario del Magen David Adom da quando avevo 15 anni e questa è la prima volta che assisto un parto. È stata una sensazione incredibile tenere fra le braccia quella bambina appena nata, e sapere che in questo posto così complicato abbiamo fatto qualcosa di buono”.
(Da: YnetNews, 17.3.11)


Haim Levin con la neonata

Con la speranza che la mamma della neonata salvata non se ne esca, come la palestinese cui gli israeliani avevano salvato da morte sicura il figlio neonato qualche mese fa, a dire che spera tanto che da grande diventi un martire e vada in paradiso facendo fuori una bella carrettata di ebrei. (Già, perché solo in Israele...)


barbara


13 aprile 2010

UNA DOMANDA A SUA EMINENZA REVERENDISSIMA

il cardinale signor Tarcisio Bertone: se è scientificamente dimostrata una significativa correlazione tra omosessualità e pedofilia, come la mettiamo col fatto che circa il 90% degli abusi sui bambini si consumano in famiglia, ossia ad opera di padri, zii, nonni, vale a dire di uomini regolarmente sposati con una donna? Tutti criptofinocchi ammogliatisi per “salvare le apparenze”?
(Piesse: Giamba ti avverto che se vieni a rompere i coglioni con le tue solite vaccate ti infilo una bomba ananas nel culo e poi ti mando a lamentarti da Bertone)



barbara


11 marzo 2009

CARITÀ CRISTIANA

Ha scomunicato i medici che hanno fatto abortire una bambina di nove anni. Non ha invece ritenuto di dover applicare la stessa misura all’uomo che aveva stuprato e messo incinta la bambina.
Io, a differenza di certi autoproclamatisi presunti supposti sedicenti razionalisti che hanno su tutto ciò che non si può toccare certezze talmente assolute da acquistare spazi pubblicitari sulle fiancate degli autobus per proclamare la lieta novella all’universo mondo, e che trovano bellissimo divertentissimo intelligentissimo un patetico video in cui un faccia da pirla con la voce più grigia e monotona che mente umana possa immaginare ripete dozzine di volte che “la fede è come la verginità: per diventare adulto devi perderla”, io, dicevo, a differenza di questi soggetti, tutte queste certezze non le ho, e dunque non lo so se esista da qualche parte una qualche specie di inferno – a parte quello che esseri sedicenti umani hanno fabbricato in terra per quella bambina e per milioni di altri bambini al mondo. Non lo so, però mi piacerebbe che ci fosse. E che avesse, come quello dantesco, gironi e bolge con pene crescenti col crescere del peccato. E davvero mi riesce difficile immaginare peccato peggiore della mancanza di carità.
In alternativa, in mancanza dell’inferno, mi accontenterei di un generoso cancro nelle budella, con una metastasi nella lingua e una nel buco del culo. Per lui e per quelli che trovano normale negare i funerali religiosi a un uomo che, condannato comunque a morte dalla natura del suo male, quando le sofferenze sono diventate disumane ha scelto di ridurne un po’ la durata, e concederli a un assassino con decine di migliaia di morti sulla coscienza – si fa per dire.
Nel frattempo, solo parzialmente fuori tema, l’immondo Gino Strada, di professione leccaculo dei peggiori assassini e terroristi del pianeta dalle mani grondanti di sangue, quello che spende i soldi delle donazioni per andare a manifestazioni in cui si brucia e si sfascia e per andare in televisione a invocare la guerra santa contro gli Stati Uniti, ha perso ancora un’occasione di tenere chiusa la sua fetida bocca.

No, non sono uscita dal buco nero, ma anche da qua in fondo mi arrivano cose che so che, quando ne uscirò, mi faranno incazzare. Perché ne uscirò, comunque, prima o poi. Spero.

barbara


7 febbraio 2009

GIUSTIZIA SOMMARIA? SÌ, GRAZIE

Era in galera per pedofilia. Nel 2006 è stato scarcerato GRAZIE ALL’INDULTO. Ora è stato beccato ad adescare ragazzini, filmare gli incontri e commercializzare i video così ottenuti. Garantisti e anime belle sono cortesemente pregati di andarsene affanculo.

barbara


8 dicembre 2008

I SANTI INNOCENTI

Viaggio all’inferno – e il ritorno chissà se poi ci sarà.
Fingersi pedofilo per stanare i pedofili; girare per la rete alla ricerca di materiale da archiviare e utilizzare, corazzarsi per resistere alla nausea, fin quasi a diventare alcolizzato; imparare i loro vezzi e modi e comportamenti per immedesimarsi quanto basta da trarli in inganno – e tuttavia non abboccano. Poi, improvvisa, l’illuminazione: concludere un messaggio di proposta di scambi di materiale con un bel “Gott mit uns”, ed ecco il miracolo: i pedofili capiscono che è veramente uno di loro, che è veramente una persona per bene, che è veramente uno di cui ci si può fidare, e i contatti fioccano. E si seguono poi i circuiti degli operatori turistici, i pacchetti tutto compreso, volo albergo e bambini nel letto. Ma ancora non basta, la rete non basta, bisogna scendere in campo, bisogna avvicinare fisicamente i bambini e i pedofili, bisogna rassegnarsi a sporcarsi le mani. E iniziano allora i viaggi, Romania, Brasile, dove le tremende sacche di miseria di certe aree rappresentano il terreno di caccia ideale con garanzia di impunità, il contatto diretto con le più sordide realtà, la tredicenne legata al letto, la mamma che aiuta il cliente a sodomizzare la figlia di undici anni perché, è nell’ordine delle cose, il grande nel piccolo non può entrare; il bambino di dieci anni o meno dal cervello annientato dall’eroina - e le immagini viste che ritornano negli incubi, e infine il dubbio più atroce: fino a che punto mi sono immedesimato? La necessità di essere onesto fino in fondo con se stesso, la necessità, quando la tredicenne si offre e le sue mani già sapienti si allungano a coccolare la sua non ancora anestetizzata virilità, di rispondere sinceramente a quella domanda che ossessivamente continua a tornare: me la scoperei? Me la scoperò?
È davvero una discesa nei più profondi, nei più turpi gironi dell’inferno questo libro-indagine sul mondo della pedofilia, che non abbiamo il diritto di ignorare. E che ci permette anche di comprendere perché, da noi, solo il dieci per cento circa dei casi di pedofilia si verificano al di fuori dell’ambito familiare o delle frequentazioni abituali – scuola, parrocchia, centri sportivi o ricreativi: perché chi non può o non vuole agire in questi ambiti, preferisce usare come terreno di caccia altre contrade, dove la miseria fornisce abbondanza di “materiale”, dove la polizia chiude occhi e orecchie, dove il personale delle strutture turistiche di occhi e orecchie non ne ha proprio, dove chi tenta di mettere i bastoni tra le ruote agli attori di questa macelleria ha vita molto breve.
È tuttavia opportuno scegliere, per affrontarlo, un momento in cui si abbia la possibilità di leggerlo tutto di fila, perché reggere questa full immersion nella più putrida cloaca che l’uomo abbia creato sulla terra per più di ventiquattro ore, è umanamente impossibile.

Claudio Camarca, I santi innocenti, Baldini & Castoldi



barbara


16 novembre 2008

DONNA DELL’ANNO



A otto anni ha avuto l’inaudito coraggio di abbandonare la casa del marito quarantenne che la picchiava e la violentava; ha avuto l’incredibile forza di denunciarlo; ha avuto la straordinaria tenacia di tenere duro fino alla fine. Ora è una “donna” libera, grazie anche a un’altra donna coraggiosa che ha sostenuto la sua battaglia e l’ha difesa in tribunale (qui maggiori dettagli).



Impossibile non riscontrare analogie con la vicenda della nostra Franca Viola



che più di quarant’anni fa, più grande di Nujood ma pur sempre giovanissima, ha osato sfidare un intero mondo di maschilismo, di violenza, di soprusi, ha osato sfidare la “legge” siciliana che le imponeva di sposare l’uomo che, con la complicità di dodici amici, l’aveva rapita e violentata tenendola segregata per otto giorni. Ha rifiutato. Ha detto no, un grande, immenso, potentissimo, eroico no (altrettanto coraggioso, è giusto dirlo, il ragazzo che l’amava e che ha avuto il coraggio di restare al suo fianco e di sposarla nonostante fosse ormai “merce avariata”).
Una differenza però, e non da poco, fra le due vicende: in quella italiana lo stato si è schierato compatto dalla parte della vittima, in quella yemenita lo stato ha preferito abbandonare al proprio destino non solo lei, ma l’infinito numero di bambine vendute e violentate nella carne e nell’anima in nome della Suprema Legge del Profeta.


Ghulam, 11 anni, decima moglie


Roshan, 11 anni (non le è ancora stato spiegato che cosa è successo e che cosa sta per succedere)


Majabin, 12 anni, seconda moglie

barbara


19 giugno 2008

UN’ALTRA COSA CHE NON HO MAI CAPITO

“Lolita” è la lurida infame schifosissima storia di un lurido infame schifosissimo pedofilo che provoca la morte della propria amante per potersene scopare in pace la figlia poco più che bambina, sognando di metterla incinta per potersi, di lì a dieci anni, scopare la figlia e metterla a sua volta incinta per scoparsi di lì a vent’anni la nipote. Qualcuno mi sa spiegare per quale strana ragione questa immonda cloaca è considerata un capolavoro?

barbara


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27 marzo 2008

FINO A QUANDO?

Due anni fa aveva violentato due sorelline, ma era stato scarcerato per decorrenza dei termini. Adesso ha violentato una bambina di quattro anni; l’identificazione è stata fatta per mezzo del liquido seminale trovato addosso alla bambina.
E che non mi si venga a dire che farsi giustizia da soli è una cosa che non si fa.

barbara


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8 marzo 2008

MAMMINA CARA

Pedofilia a Palermo: da due anni il nonno violentava la nipote, che oggi non ha ancora compiuto undici anni. La mamma ha avuto I PRIMI SOSPETTI quando la bambina PER L’ENNESIMA VOLTA ha protestato piangendo disperatamente all’annuncio che sarebbe andata a casa del nonno. Al nonno darei l’ergastolo con duecento frustate sulle piante dei piedi al giorno; alla mammina l’ergastolo con duecento frustate sulla pianta dei piedi e duecento manganellate sulle gengive al giorno.
Poi, visto che oggi oltretutto sarebbe anche la giornata della donna, se ne avete voglia andate qui: i nuovi frequentatori del blog leggeranno, i vecchi, se vorranno, rileggeranno.

barbara


18 febbraio 2008

PATTO SOCIALE

Il patto sociale dovrebbe essere quella cosa che se mi fanno un torto io rinuncio a farmi giustizia e lo stato, in compenso, mi garantisce che la giustizia me la fa lui. OK. Ora, succede – cioè, non è che succede ora: succede tutti i giorni e quella di cui sto parlando è semplicemente l’ultima della serie – che un tizio violenta tre bambine, viene condannato a 5 anni, ma un giudice decide che se ne può tornare a casa. Con l’obbligo di firma, e magari un giorno qualcuno me lo spiegherà cosa diavolo cambia l’obbligo di firma. E infatti pare che cambi davvero pochino, perché il signore in questione, tra una firma e l’altra, ha avuto tutto il comodo di trombarsi un’altra bambina. Di quattro anni. E a questo punto uno si chiede: se lo stato non fa la sua parte nel patto sociale, io continuo lo stesso ad essere tenuta a rispettare la mia? E perché mai dovrei? Sarebbe per caso giustizia, questa? E dunque, io lo dico chiaro e tondo, se io fossi la mamma di quella bambina, non ci penserei neanche mezzo secondo a riportare i conti in pari e a farmi giustizia da sola. Non con un bell’omicidio semplice e pulito: scordatevelo! L’omicidio sarebbe preceduto da una bella botta di efferate sevizie. Allo stupratore? Beh, sì, certo, anche a lui. Dopo.

barbara


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6 dicembre 2007

POSSO FARE TUTTO?

Questo post lo avevo messo poco meno di due anni fa. Si tratta di una storia che ricordo bene e della quale un giorno, saltando da un blog all’altro, ho trovato tutta la documentazione, esattamente come la ricordavo, e l’ho immediatamente salvata. Mi è tornata alla mente dopo aver letto questa cosa, e le relative considerazioni, nel blog di Bubu, e ho deciso di riproporlo.

QUELLA CHE SEGUE E' LA REGISTRAZIONE DELL'INTERCETTAZIONE TELEFONICA AVUTA TRA IL SIG. MONCINI, pedofilo italiano di Trieste ED UN AGENTE DEL FBI spacciatosi per procacciatore di bambini.
IL piccolo animale DI CUI PARLANO è MARIA, BAMBINA MESSICANA DI 5 ANNI.
LA TESTIMONIANZA NON HA BISOGNO DI COMMENTI.
MONCINI OGGI E' LIBERO.

MONCINI: Cosa posso fare con questo piccolo animale ?
FBI : Puoi farci tutto quello che vuoi.
Tutto ?....
Tutto.
Posso incatenarla ?
Sì.
Posso farle mangiare la mia merda ?
Non lo so....
Posso pisciarle in bocca ?
Non lo so.
Posso metterglielo nel culo ?
Certo.
Posso frustarla ?
Sì.
Posso infilarle chiodi nei capezzoli ?
Sicuro, tutto quello che vuoi.
Se viene danneggiata, mi aiuti a ripararla ?
Vuoi che muoia ?
Cosa succede se muore ?
Bisognerà trovare il modo di fare sparire il corpo e le prove.
Quanto costerà tutta l'operazione ?
Cinquemila dollari.
Va bene, si può fare.

IL 18 MARZO 1988 MONCINI ATTERRA AL JFK DI NEW YORK CITY DOVE VIENE ARRESTATO DALL'FBI E, PURTROPPO, SUCCESSIVAMENTE ESTRADATO NEL NOSTRO PAESE. IN CASA I CARABINIERI GLI SEQUESTRERANNO MOLTISSIMO MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO. MONCINI SI ERA DISTINTO PER AVERE SUPPORTATO MOLTISSIME INIZIATIVE A FAVORE DELL'INFANZIA.

Ricordo che il signor Moncini aveva già affittato una stanza d’albergo per incontrarsi con “questo piccolo animale”. E aveva noleggiato le telecamere per riprendere le sue esibizioni. Ricordo che varie personalità di spicco della città di Trieste sono intervenute a testimoniare a favore di Moncini, della sua alta moralità, della sua onestà, della sua rettitudine, cosa che ha fortemente favorito la decisione di assolverlo. Non ricordo se fra questi ci fosse anche il sindaco. Ricordo però perfettamente che c’era il vescovo.

barbara


13 giugno 2007

ORGOGLIO PEDOFILO

23 giugno, Giornata Mondiale dell'Orgoglio Pedofilo
Sì, avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell'orgoglio pedofilo: tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra. Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché - come dicono loro - "vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l'amore che proviamo per i bambini" (boyloveday international). Queste persone (se è giusto indicarle così) hanno pure un loro sito e non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi commette atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano. Sono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell'indifferenza di tutti gli organismi internazionali.
E' stato richiesto anche l'intervento dell'ONU, ma tutto è rimasto così com'è. Ora è partita una petizione

Un fermo “No” contro la “Giornata Internazionale dell’orgoglio pedofilo”. Proviamoci, facciamo una catena di blogger, se credete che possiamo urlare un NO anche noi, prendete questo post, copiatelo nei vostri blog e siti, inviatelo per e-mail a conoscenti e amici, fatelo girare tra i blogger.

Uniamo le nostre forze per qualcosa di positivo.
Fate firmare la petizione che sarà presentata all'UNICEF e all'On. Frattini.

nome e cognome tramite sms 3391819641
oppure
nome e cognome tramite mail
italia@epolis.sm
oppure firmate al sito
http://www.epolis.sm/html/fermiamo_gli_orchi.html

Copia e diffondi.


barbara


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Un proposito:
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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
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