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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


9 giugno 2011

A PROPOSITO DI MILANO (E DINTORNI)

Grazie. E purtroppo, alla prossima

Cari amici,
voglio usare la cartolina di oggi per ringraziare chi ha firmato l'appello perché le minacce e le pressioni politiche degli estremisti non impedissero l'esposizione di Israele in Piazza Duomo a Milano. Abbiamo raggiunto un migliaio di firme e questo è un grande risultato, perché si è trattato di un'iniziativa spontanea, senza nessuna organizzazione alle spalle, nata dall'indignazione di Alessandro Schwed subito raccolta da me e da alcuni altri amici. Devo dire che l'arco delle adesioni è stato molto largo, trasversale rispetto alle appartenenze politiche. Questo fa piacere, mostra che il veleno dell'antisemitismo ha i suoi anticorpi nella società italiana. Ed è stato anche grazie a questo schieramento che non si è realizzato il disegno di quei nazistelli di destra e di sinistra, italiani ed arabi, di ricattare un sindaco neo-eletto anche grazie ai loro voti, che nella circostanza non si è dimostrato certamente particolarmente deciso a contrastarli, ma alla fine ha rispettato gli impegni presi dall'amministrazione. Speriamo (senza crederci troppo) che i nazistelli rispettino la decisione delle autorità legittime. Grazie dunque a tutti. Dato che la libertà è indivisibile, prendere posizione per la libertà di espressione di Israele fa bene alla vita civile di tutti gli italiani, è un buon segnale in questo paese così in difficoltà.
Detto questo, mi sento di aggiungere una riflessione, che propongo agli amici che hanno aderito per impegno civile verso la libertà di espressione e sul Medio Oriente hanno opinioni diverse dalle mie. Chiedo loro di riflettere: quand'è stata l'ultima volta che hanno dovuto difendere la libertà di espressione nella sfera pubblica italiana di qualche soggetto individuale o collettivo? Non capita di frequente. Né capita spesso che i libri pubblicati in uno stato, perché pubblicati in quello stato, siano esclusi dalle biblioteche pubbliche. E successo la settimana scorsa in Scozia. Né che le istituzioni universitarie proibiscano gli scambi con i ricercatori di un paese, perché è quel paese. Capita in tutto il mondo, in particolare in Norvegia, in Gran Bretagna, in certe università americane. Né che si cerchi di impedire la distribuzione di cosmetici, perché di quel paese (in Francia, coi prodotti Ahavà). Né che una sfilata di gay pride, luogo di espressione di minoranze discriminate, discrimini a sua volta gli omosessuali di quel paese, perché di quel paese. E' accaduto a Madrid, nei mesi scorsi. Né che i confini di un paese siano attaccati da masse organizzate di abitanti di un altro paese (la settimana scorsa, al confine con la Siria). Né che i suoi abitanti siano soggetti allo stillicidio quotidiano dei razzi, degli attentati, della necessità di procedure di sicurezza ossessive. Naturalmente gli amici sanno che questo paese continuamente esposto a discriminazione, umiliazione e a molte più serie minacce di distruzione è Israele.
Li prego però infine di passare davanti a qualche istituzione religiosa di questo nostro paese. Se vedranno un servizio di protezione di polizia, notte e giorno, potranno essere sicuri che si tratta di una sinagoga o di una scuola ebraica, non di una chiesa o di una moschea o di un luogo mormone o buddista. Solo le istituzioni ebraiche, perfino le case di riposo per anziani, devono essere presidiate da militari (che qui pubblicamente ringrazio) per l'incolumità di chi le frequenta. Oltre a Israele, con Israele, è in gioco la vita degli ebrei, anche di quelli che non hanno nessuna attività politica. Il mese scorso è stato importunato a Milano su un mezzo pubblico un vecchio rabbino hassidico, di quelli che commuovono tanto nei film e a teatro, che certo non minaccia nessuno
Nel 1934, dopo l'Anschluss, i bravi borghesi austriaci di origine ebraica, religiosi o atei come Freud, furono portati dalle SS a pulire le strade della città coi loro spazzolini da denti. Uno dei tanti procedimenti di umiliazione e di svergognamento che prelusero all'annientamento nei campi. Ecco, vorrei che gli amici che magari dissentono da alcune scelte politiche del legittimo governo di Israele capissero che gli ebrei di tutto il mondo, questa volta in quanto legati a Israele e non in quanto nemici della Germania, deicidi, o savi di Sion, si sentono di nuovo spinti con la violenza a pulire le strade con gli spazzolini da denti – e sono ben decisi a opporsi a questa berlina, avendo almeno appreso questa lezione dalla storia, che compiacere i nazisti non salva la vita. Chiedo loro di pensarci, la prima volta che si troveranno a condannare "gli eccessi" dell'autodifesa israeliana a Gaza o al confine siriano. Cerchino di capire che quel che accade oggi contro Israele e gli ebrei non è un semplice conflitto politico, che si può razionalmente risolvere, ma un tentativo di negazione morale e politico, di sottrazione dei diritti, di disumanizzazione. E' la prosecuzione della Shoà con altri mezzi, un'aggressione alla vita e all'identità, un progetto genocida. Grazie se riuscirete a pensarci seriamente e a comprenderci. Avremo ancora bisogno della vostra generosità e del vostro impegno, temo.
Ugo Volli (informazione corretta)

E bene fa Ugo Volli a non credere troppo alla disponibilità dei nazistelli a rispettare le decisioni, come possiamo leggere qui e qui. Resta comunque la legittima soddisfazione di vedere tante persone ribellarsi all’odio, alla prepotenza, alle prevaricazioni, alle minacce, all’inciviltà di chi sa esprimersi solo con la violenza. Sarà bene non dimenticare che le camere a gas non sono nate dal nulla da un giorno all’altro, ma hanno semplicemente rappresentato l’ultimo gradino di una scala i cui primi gradini erano stati gli insulti per strada e le scritte sui muri, i dispettini ai compagni di scuola e le risposte sgarbate nei negozi: o si spezzano questi gradini, o la scala prosegue perché l’odio antiebraico, se non viene fermato, non si ferma da solo: non è mai successo né, temo, mai succederà. E concludo con questi commenti trovati tempo fa su youtube, in un video di Barbra Streisand:

this woman is amazing. her voice is pure. she shames todays young artists
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insuperable!!!!!!
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she is a godess, but WOW who wrote that song
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She? is the best!
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Que mas se puede decir de ella? Es la mejor cantante de todos los tiempos, y su voz perdurara siempre.
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aly666highway
she's a jewish woman

E quando si ha un simile difetto di fabbricazione, qualunque altra dote si possieda, la condanna è inevitabile.

barbara


12 novembre 2007

INTERROGATORI

Se non si trattasse di un'immane tragedia che ha distrutto un intero continente e spazzato via decine di milioni di vie umane, sembrerebbero una riedizione delle comiche un po' surreali di Walter Chiari e Carlo Campanini (o, per i più vecchi, dei fratelli De Rege) le risposte e le deposizioni dei superuomini del Terzo Reich agli interrogatori di Norimberga, riportate in questo ottimo libro: si va dal ministro degli esteri che non ha la minima idea di quale fosse la politica estera della Germania ("Mi dispiace molto. Il Führer non ha mai rivelato a nessuno i suoi obiettivi precisi") al ministro dell'interno che ignora quanti campi di concentramento ci fossero in Germania ("La cosa mi è sempre stata tenuta nascosta"); da chi si difende: "E' un crimine essere antisemiti? Anche Cristo era antisemita!" a chi, al fronte in posizione di comando, nega categoricamente che vi siano stati "eccessi" da parte dell'esercito nei confronti della popolazione civile ("Non ho mai saputo di cose del genere"); dall'amnesia di Rudolf Hess, che non ricorda neppure di aver avuto un qualche ruolo nel nazismo, a Von Papen che ammette ogni singolo dettaglio, salvo poi negare l'insieme dei dettagli, a Ribbentrop che si dichiara pronto ad assumersi le sue responsabilità; poi, di fronte a domande precise:
"Non riconosce alcuna responsabilità della politica di deportazione dei lavoratori-schiavi?"
"Lavoratori-schiavi? No"
"E immagino che non si assuma nessuna responsabilità neppure per l'uccisione, la marchiatura o altri maltrattamenti dei prigionieri di guerra russi, vero?"
"No, non potrei"
"Riconosce una qualche responsabilità nell'uccisione di ostaggi?"
"No, non potrei"
E così via per pagine e pagine.
Da far leggere soprattutto a chi è convinto che si tratti di eroi.

Richard Overy, Interrogatori, Le Scie



barbara

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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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