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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


5 agosto 2011

LE CENERI DI ANGELA

Perché capita che in un tempo ormai lontano della propria vita una si è ritrovata in condizioni economiche un po’ meno sfigate del solito. E che ne ha approfittato per comprarsi centinaia di libri, che poi non è riuscita a smaltire. E che adesso, che le condizioni economiche sono particolarmente sfigate e di libri non se ne può comprare più, si va a ripescare. E capita così che in partenza per le vacanze si prende su questo qua, che è lì dalla notte dei tempi – il prezzo infatti è in lire – e lì è rimasto per tempo immemorabile (immemorabile, non immemore come scrive qualcuno convinto di fare un figurone con questa bellissima parola dotta, dando poi dell’ignorante a chi si permette di sindacare le sue scelte lessicali) , un po’ per via del celestino smorto della copertina che davvero non invoglia a prenderlo su, un po’ perché, per via del tempo immemorabile – immemorabile, non immemore – trascorso, non si ricordano più i motivi che avevano indotto a comprarlo.
Beh, gente, è un capolavoro, e dovreste veramente veramente leggerlo. Perché quando uno riesce a raccontare di un’infanzia con la pancia vuota e i piedi nudi e il padre che non lavora e si beve il sussidio e i fratelli che muoiono uno dietro l’altro e tutti che ti dicono che se ti tocchi Gesù piange e la madonna piange e tu andrai all’inferno ma gli ormoni urlano più forte di preti e beghine e tu tremi per il terrore dell’inferno ma poi ci ricaschi e poi tremi ancora di più; quando, dicevo, uno riesce a raccontare una roba così e non piangersi addosso neanche mezza briciola, beh, ragazzi, quello è un genio. E voi lo dovete proprio leggere (imperdibile la scena della prima comunione che poi subito dopo il pranzo la nonna gli dice qualcosa che gli provoca il vomito e non riesce a trattenersi e vomita tutto nel giardinetto e la nonna è disperata e sconvolta perché quello ha vomitato Dio e adesso oltretutto lei ha Dio lì per terra nel giardinetto e non sa cosa fare e lo porta in chiesa a confessarsi e il prete che a sentire la storia di Dio nel giardinetto deve fare i salti mortali per non far sentire che si sta ammazzando dalle risate...)

Frank McCourt, Le ceneri di Angela, Adelphi



barbara


21 maggio 2010

OGGI VI PORTO A FARE UN GIRO

Dove? Nell’area più popolata del pianeta. Non ho bisogno di dirvi qual è, vero? Lo sappiamo tutti di che cosa stiamo parlando. E che è per quello che ogni tanto gli scappa di fare un po’ di terrorismo, perché lo sanno tutti che quando un’area è così tanto popolata il terrorismo è inevitabile. Ecco, andate qui e guardate coi vostri occhi. Se non ve la cavate troppo bene con l’inglese mettete il tutto in google translate, e lasciate fare a lui. Quanto al video niente paura: le immagini, come si suol dire, parlano da sole. Poi magari, se nel vostro cuore è rimasto ancora un angolino per ospitare un altro po’ di compassione, restando nei paraggi andate a dare un’occhiata anche a questo.
NB: si invitano i signori visitatori ad osservare che la fonte non è la propaganda demoplutoecceteraeccetera, bensì tutti serissimi, onestissimi, affidabilissimi siti palestinesi.


(... e se non piangi, di che pianger suoli?)

barbara

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MEGLIO UN MURO OGGI
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Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


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Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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