.
Annunci online

ilblogdibarbara
fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


7 giugno 2011

RIBELLIAMOCI ALLE MINACCE!

Vi invito a leggere la lettera aperta di Ugo Volli contro le intimidazioni e le minacce intese a impedire la manifestazione di Milano e a firmare la petizione per dire no alla violenza, no alle intimidazioni, no alle minacce, no a una cultura di odio. Io l’ho fatto, fatelo anche voi.

Le minacce filopalestinesi non devono vincere!

Gentili autorità,

come sapete il prossimo 12 giugno è prevista l’inaugurazione a Milano in Piazza Duomo di un padiglione dedicato a illustrare le realizzazioni economiche e le bellezze turistiche di Israele. Essa è corredata da un ricco programma culturale, con conferenze di scrittori, concerti di cantanti, mostre d’arte. La manifestazione, a suo tempo concordata con le autorità competenti, ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie. Non si tratta affatto di un’”occupazione”, come scrivono i suoi boicottatori, ma di un momento di scambio culturale che arricchisce la vita culturale della città di Milano.

Apprendiamo dalla stampa che la manifestazione è minacciata da estremisti che intendono impedirla per motivi politici, a costo di “mettere a fuoco la città”, cioè di usare la violenza fisica. Queste minacce sono largamente diffuse in Internet, su volantini e manifesti, diffusi in Italia e all’estero.

Comunque si giudichino le vicende del Medio Oriente, è inaccettabile che gruppi di estremisti impediscano la libera manifestazione del pensiero, sfidino l’ospitalità dell’Italia, siano decisi a impedire ogni contatto con Israele secondo logiche di apartheid che ricordano i boicottaggi agli ebrei organizzati dai regimi nazifascisti.

Noi sottoscritti, appartenenti a diversi schieramenti politici e culturali, con opinioni diverse sul conflitto mediorientale, facciamo appello alle autorità centrali e locali della nostra Repubblica perché non sia consentito impedire nel nostro Paese una libera manifestazione del pensiero e di scambio con un altro paese democratico. Vi chiediamo di intervenire per assicurare il regolare corso della rassegna israeliana a Milano.

La petizione qui.

barbara


25 maggio 2011

UNA SOTTILE LINEA DI DEMARCAZIONE

1938. Una sottile linea di demarcazione, un invisibile confine, divide il mondo ebraico dal resto dell’universo.  Un universo capace di rimanere silente  di fronte al massacro di sei milioni di vite. Un universo che ha deciso di schierarsi al fianco dello sterminatore. Un universo desideroso di ascoltare, obbedire, offrire intere città, concedere immensi territori, al Male in persona. All’ideatore delle camere a gas. Al pianificatore del minuzioso progetto di sterminio del popolo ebraico. Il confine è ancora lì. E si chiama identità ebraica. 1967. Una sottile linea di demarcazione, un invisibile confine, divide il mondo ebraico dal resto dell’universo. Un universo capace di rimanere silente di fronte alle minacce quotidiane di leader arabi secondo i quali “il pericolo di Israele consiste nella mera esistenza di Israele, in ciò che è e ciò che rappresenta" [1]. Un universo che ha deciso di schierarsi al fianco di regnanti che vogliono vedere “Israele allagata di sangue ebraico”. Un universo in cui anche gli alleati storici, di nome Stati Uniti, a pochi giorni da una prima dichiarazione “in questa guerra Israele non sarà solo”, allo scoppio della Guerra dei Sei Giorni, cambiano strategia e annunciano “la nostra posizione sarà neutrale nel pensiero, nelle parole e nell’azione”. Alleati capaci di dichiarare l’embargo di armi nella regione proprio quando i nemici di Israele vengono foraggiati dalla Russia. Il confine è ancora lì. E si chiama ime in ani lì, mi li.  Se non sono io per me, chi sarà per me. 2011. Una sottile linea di demarcazione, un invisibile confine, divide il mondo ebraico dal resto dell’universo. Un universo capace di cambiare etichetta e denominazione a terroristi macchiati di sangue ebraico elevandoli al rango di interlocutori politici. Un universo desideroso di ingraziarsi, inginocchiarsi, annullare la propria identità civile concedendola al terrorismo in persona. Il confine è ancora lì. E nessuno è disposto a metterlo in discussione. Perché costruito col sangue di soldati desiderosi di dare una terra sicura ai propri fratelli. Perché basato sulla Halachà, la legge ebraica, che impone di salvaguardare la vita degli abitanti. Perché prescritto dalla Torà, che lo esige di  “ferro e rame” affinché  nessun nemico possa aprirsi un varco nella terra d’Israele. Il confine è ancora lì. E nessun alleato presunto, nessuna autorità contingente, nessun amico sedicente, potrà mai deciderne il destino.

Gheula Canarutto Nemni

[1] Yehoshafat Harkabi, Arab Attitudes To Israel, (Gerusalemme: Keter Publishing House, 1972), p. 27.

Non aggiungo commenti, perché la verità non ha bisogno di essere commentata, ma solo conosciuta.

barbara


25 settembre 2009

MA I RAZZISTI, NATURALMENTE, SIAMO NOI ...



      





    





In compenso possiamo consolarci di tutte queste brutture andando a leggere quanto è buono Sant'Obama, e poi
MEMENTO: +25

sfoglia     maggio        luglio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

siti
foto e filmati
blog
.
I MIEI POST
Israele, documenti e riflessioni
Comunicati HonestReportingItalia
islam
donne
addii
ricorrenze
cose di ebrei
i miei libri
cose mie
cose così
chicche
post speciali
sveglia!
in Israele
Somalia
La luna e il suo bardo


ilblogdibarbara@gmail.com 

Un proposito:
io vedo, io sento, io parlo.
 

 
Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


gatto sionista

Occhio alla piovra giudaica!









QUESTO BLOG È SIONISTA










... e invece niente

 Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11 


Non riuscirete a fermarci!










Anna Politkovskaja: non perdoniamo
e non dimentichiamo




Reduci dai campi di sterminio nazisti





giù le mani dalle donne








Make love, not peace!




Poesia pura



Locations of visitors to this page


        questa sono io


questa è una cosa che amo


     e questa è un'altra



Pillole di saggezza
Take it easy. But take it.

La miglior vendetta è la vendetta.


Sholem Aleichem
Cantico dei Cantici
ed. Belforte
traduzione di Sigrid Sohn e Barbara Mella


sessantenne d'assalto
   

CERCA