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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


15 dicembre 2010

PRIMA E DOPO

Il Monte Carmelo com'era:




Il Monte Carmelo com'è:



Ma siamo tutti certi che prima o poi potremo ripubblicare queste due foto col titolo "Com'era e com'è" a sequenza invertita. Purché non manchi l'aiuto di tutti noi, naturalmente.

barbara


12 dicembre 2010

TESTIMONIANZA DALL’INFERNO

Prima di far andare i miei ragazzi incontro al fuoco, sono andato personalmente con il mio camion per verificare che non fosse una via senza uscita. Ripensandoci, ho realizzato che anche se sapevo di mettere a rischio la mia vita, non ho esitato neanche un attimo a guidare incontro alle fiamme. C’è stato un momento in cui ho pensato “È troppo! Allontaniamoci dal fuoco e mettiamo in salvo le nostre vite.” Ma poi mi sono ricordato gli alberi con cui ho lavorato per tutta la vita, e non potevo abbandonarli!



Mi sono sentito colpito quando mio figlio Dar di 12 anni mi ha telefonato e mi ha chiesto “Papà, non puoi fermare le fiamme?” Per lui il papà è qualcuno che può fare sempre tutto. Aveva sentito parlare di altri incendi vinti. Ho sentito come se lo stessi tradendo. (Micah Silko)

              

Oggi il Governo israeliano ha creato il pool direttivo per fare fronte alla crisi dell’incendio del Monte Carmelo, di cui fa parte anche il KKL.
Gli altri partners sono: Infrastructure and Equipment Rehabilitation, Long-Term Ecological Rehabilitation, Mapping and G.I.S. e Information & PR. Il programma di lavoro sara definito nei prossimi 21 giorni.

                             


L’impossibile è, da sempre, la specialità degli ebrei. E di Israele. Ce la faranno anche questa volta, non ne ho alcun dubbio, ma se anche noi faremo la nostra parte sarà decisamente meglio.

barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 12/12/2010 alle 22:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


12 dicembre 2010

DI SCIACALLI E DI ALTRI ANIMALI

Gli sciacalli a quattro zampe – chi ha avuto occasione di vederli, soprattutto dal vivo, lo sa – sono animali graziosissimi, eleganti, aggraziati. Le iene invece sono brutte, estremamente sgradevoli con quel loro camminare sbilenco a culo basso. Si dice però che siano madri amorevolissime. Non ho invece idea di come siano, in ambito familiare, gli avvoltoi, però a vederli sono proprio brutti, e il rumore dei becchi sulle ossa fa venire i brividi. Forse è più a questi ultimi che assomigliano gli sciacalli a due zampe, ma per comodità e consuetudine continuerò a chiamarli sciacalli.
Sciacalli, dunque, che entrano in azione e si scatenano in occasione delle peggiori sciagure, siano queste terremoti, inondazioni, o incendi. E in questi giorni abbiamo visto intere orde selvagge, di sciacalli a due zampe, scatenarsi per siti, blog e forum. Si va dai raffinati estimatori dell’aroma di carne giudea arrostita che gioiscono sfrenatamente per la gratificazione di cui le loro sensibili narici hanno avuto modo di godere, a quelli che scaricano tutto il loro rabbioso livore sui cosiddetti sopravvissuti ai cosiddetti campi di sterminio che vogliono chiudere la bocca agli onesti storici revisionisti, ben sapendo di non avere argomenti per controbattere le loro inoppugnabili prove dell’inesistenza delle camere a gas e tutta l’altra paccottiglia di invenzione giudaica. Eccetera. Poi ci sono giornali come Haaretz, che qualcuno ama chiamare progressisti, perché buttare carrettate di fango su Israele è progressista un sacco, si sa, che mentre le fiamme ancora continuano a distruggere e mentre ancora si continua a morire, non trovano di meglio che scatenare polemiche sulla gestione dell’emergenza (c’è chi la chiama democrazia, io lo chiamo sciacallaggio). E c’è chi, come il famigerato blog falafel cafè, che pubblica un unico post al giorno, per quell’unico post sceglie, nel sessanta per cento dei casi (non sto sparando a vanvera: li ho contati) temi o toni o titoli pesantemente ostili a Israele o foto di un tarocco talmente smaccato che se ne accorgerebbe anche un cieco ritardato ubriaco, a volte inventa notizie inesistenti, a volte ci ricama su di suo, ospita compiacentemente commenti di puro odio e censura commenti che documentano le menzogne pubblicate. In occasione dell’incendio del Carmelo non ha trovato di meglio che riprendere le polemiche di Haaretz (per fortuna ormai quasi tutti i siti seri di informazione si sono accorti dell’inesistenza della sua pretesa e sbandierata imparzialità e dell’odio che continua a spandere a piene mani, e quasi nessuno gli dà più spazio).
Magari qualcuno mi obietterà che l’esistenza degli sciacalli, come quella dei tafani o delle cavallette, fa parte dell’economia dell’universo ed è necessaria all’equilibrio dell’ecosistema (quella degli sciacalli a quattro zampe effettivamente lo è), ma quanto è brutto vederli in azione.

   

                             

barbara


7 dicembre 2010

APPELLO DEL KKL

Har-Ha-Carmel Ba-Esh: una tragedia nazionale



Il Monte Carmelo (Har-ha-Carmel) è il più importante polmone verde di Israele, dove viene anche chiamato “Il monte verde tutti i giorni dell’anno”.
Oggi purtroppo non è più possibile usare questa definizione.
5 milioni di alberi sono andati distrutti. Alberi che hanno anche il doppio dell’età dello Stato d’Israele.
Molti centri abitati, tra cui diversi Kibbutz, sono ormai completamente bruciati.
Ci sono 17 mila sfollati.
Decine di persone sono morte, in maggioranza giovani ragazzi e ragazze che erano accorsi in aiuto. Tra questi, anche un boyscout di soli 16 anni, volontario nei vigili del fuoco.
Ogni anno, come purtroppo succede nelle foreste e nei boschi di tutto il mondo, il Monte Carmelo è oggetto di incendi più o meno grandi, dolosi e non.
Questo incendio però è stato devastante. E’ la peggiore catastrofe naturale che il Popolo d’Israele abbia subito da sempre.



Non è una sciagura che tocca solamente Israele. Tutto il Mediterraneo soffrirà di questa tragedia ecologica.
Il Primo Ministro dello Stato di Israele Bibi Netanyahu ha nominato il KKL quale unico Ente responsabile della rigenerazione dell’eco sistema nell’area. Tutte le Ambasciate di Israele nel mondo sono in contatto con gli uffici locali del KKL per coadiuvare la raccolta delle donazioni.
Noi del KKL abbiamo accettato con grande senso di responsabilità questo compito, per il quale abbiamo bisogno fin da ora dell’aiuto di tutti i nostri sostenitori.
Sappiamo che si tratta di un lavoro lungo e difficile. L’incendio viene combattuto con materiale anti-incendio chimico e con gli aerei anti-incendio che usano acqua marina. Questo significa che non sarà possibile piantare subito nuovi alberi se non solo dopo una lunga e paziente preparazione.
Per la completa rigenerazione della flora del Monte Carmelo parliamo di tempi che purtroppo si aggirano tra i 20 e i 40 anni.
Bisogna però iniziare immediatamente. E per farlo, tutti noi dobbiamo partecipare e aiutare.
Fai parte di questo grande progetto sionista con una offerta che può variare da 10 a 100.000 euro. Effettua un bonifico della cifra che puoi donare.
Non tirarti indietro.
Ricostruiamo insieme il giardino più bello della Terra d’Israele.

Raffaele Sassun
Presidente KKL Italia

(6 dicembre 2010)

KKL Italia Onlus

IBAN: IT 64 A030 6903 2361 0000 0003 409


6 dicembre 2010

QUALCHE AGGIORNAMENTO SUL FRONTE DEL FUOCO

"Solidarietà umana e religione dell'amore"

Cari amici, sapete chi ha appiccato il terribile incendio che ancora devasta il Carmelo e ha ucciso decine di persone? E' stato Allah, naturalmente, per punire "l'occupazione". Ne sono convinti i media arabi (gli stessi, probabilmente, che al tempo del terremoto in Abruzzo esultarono alla punizione dei peccati degli infedeli italiani). Ecco qualche citazione:

"O Allah, distruggili e distruggi tutti i nemici dell'Islam"
"Grazie a Dio per il nuovo Olocausto e vergogna sull'Egitto che è accorso in aiuto"
"Il fuoco è il risultato delle preghiere dei nostri prigionieri tenuti nei carceri dell'occupazione. Il fuoco dell'inferno sarà più forte. Possano bruciare nell'inferno con gli ebrei quegli arabi che li aiutano."
"Allahu akbar! Ecco un'arma efficace. Chiamiamo i nostri fratelli palestinesi a bruciare tutte le foreste."
"O Allah, distruggili e distruggi tutti i nostri nemici."
"Possa Allah punire gli arabi che hanno aiutato a contenere l'incendio".
"Questo è il momento giusto per l'Iran. Se un incendio ha causato il panico nell'entità sionista, dove sono Ahamadinedjad e Nasrallah? Dov'è la Siria? Un razzo può appiccare migliaia di incendi."

Non vi annoio ancora con queste splendide dichiarazioni di solidarietà umana, potete trovarne una collezione qui
. Se avete lo stomaco per resistere a immagini tremende, guardate che cosa ha pubblicato il blog di Al Jazeera (già, la buona televisione antimperialista che piace ai terzomondisti e ai progressisti). E leggete qui, in basso, la traduzione delle frasi in arabo contenute nei post di Al Jazeera: sono espressioni RELIGIOSE di compiacimento, lodi a Dio per l'incendio e la morte orribile di chi vi è stato coinvolto. Vi invito solo a riflettere sul tipo di psicologia (e di religione) che sta dietro a pensieri come questi.

Ugo Volli (informazione corretta)

Qualcuno, nel post sottostante dedicato all’incendio, ha avuto lo stomaco di venire a scrivere nei commenti che da Gaza hanno mandato aiuti, il che dimostra che gli arabi sono buoni. Non aggiungo altro.

barbara


3 dicembre 2010

CENTO ANNI DI LAVORO DISTRUTTI IN MEZZA GIORNATA















Qui un video. Qui altre foto. Qui informazioni. Qui aggiornamenti costanti.
Un pensiero solidale allo stato di Israele.

barbara

NOTA: il Corriere della Sera ha dedicato a questa tragedia un trafiletto di 63 parole, un dodicesimo di pagina fra titolo, sottotitolo, articolo e foto.

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MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




Israele e il mondo arabo


Lo stato ebraico e il mondo islamico





Ruth Halimi – Émilie Frèche, 24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, Belforte
Trad. Barbara Mella, Elena Lattes, Marcello Hassan





Questo è Leone, e ha la bella età di tre ore


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