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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


2 ottobre 2010

UNA RIFLESSIONE SULL’IRAN

Ci è giunta nei giorni scorsi la lieta novella che Sakineh non sarà lapidata per adulterio: sarà impiccata per omicidio. Mi è allora tornato alla mente questo commento di rav Di Segni di qualche mese fa, che mi sembra interessante riproporre.

Il misterioso messaggio della Meghillà di Ester

A meno di un mese da Purim dovremmo cominciare a entrare nell'atmosfera di questa festa, in particolare con lo studio. La Meghillà di Ester è il documento fondante di questa festa, ed è, tra i libri della Bibbia, uno dei più intriganti, allusivi e misteriosi, se la si riesce a leggere bene. Ovviamente non manca chi dice che sia tutta un'invenzione, la storia, le descrizioni di ambiente e tutto il resto. Ma basta un istante di attenzione per capire che non è proprio così. Si pensi al motivo ripetuto delle impiccagioni. Haman chiede per Mordekhai una forca alta 50 braccia. Su quella forca, poi, ci finirà lui e dopo i suoi figli. Se qualcuno dubita del gusto malefico del potere persiano antico per le impiccaggioni ostentate, si legga le cronache quotidiane dall'Iran e mediti sulle lugubri immagini di pali meccanici altissimi usati per impiccarci dissidenti e "criminali". Stessi luoghi, stesso rito macabro, speriamo anche stesso esito di Purim, magari un po' meno truculento, ma comunque risolutorio.

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma

Sì, in effetti, se su una di quelle forche ci finissero, invece di Sakineh, Ahmadinejad e i suoi accoliti – e magari anche quelcuno dei loro accesi sostenitori nostrani – non sono molto sicura che impazzirei dalla disperazione.

                    

          

barbara


30 agosto 2008

MACELLAI ANCORA AL LAVORO IN IRAN

Iran: I Mullah hanno impiccato un altro minorenne

28 agosto 2008

Martedi,il regime disumano dei mullah ha impiccato Behnam Zare per il presunto crimine commesso quando aveva 15, secondo quanto riferito dal suo avvocato.
Malgrado molti appelli internazionali per salvare la sua vita, la condanna a morte è stata eseguita nella prigione di Adel Abad, nella città meridionale di Shiraz.
La Francia, come attuale presidente di turno dell’UE, lunedi ha pubblicato una dichiarazione che condanna l’impiccagione di un altro giovane, Reza Hejazi, il 19 agosto da parte del regime iraniano.
"L’Unione Europea condanna categoricamente l’impiccagione a Ispahan di martedì 19 agosto di Reza Hejazi, condannato per un omicidio che è stato detto essere commesso nel 2004, quando aveva 15 anni. È molto interessata da queste notizie, che portano a cinque il numero delle esecuzioni nell'Iran dall'inizio di questo anno per i crimini commessi quando l'esecutore era un minore," la dichiarazione dell’UE ha detto fermamente.
Secondo gli attivisti dei diritti umani ci sono almeno 114 giovani che stanno per affrontare il patibolo per i presunti crimini commessi quando erano minorenni. Il più giovane è un ragazzo di 13 anni di nome Ahmad Nowroozi condannato a morte da ordinamento giudiziario dei mullah tre anni fa nella provincia sud orientale del Sistan e Baluchistan. (Dal sito delle donne iraniane)

Poiché è piuttosto difficile leggere queste notizie sui nostri giornali, leggiamolo qui. Colgo l’occasione per attirare la vostra attenzione su un fatto che mi sembra decisamente interessante e notevole: come potete constatare qui di fianco, c’è un sito di dissidenti iraniani in esilio uomini, e uno di dissidenti iraniane in esilio donne. Ebbene, l’ultimo aggiornamento del sito degli uomini risale allo scorso novembre, le donne nel solo mese di agosto hanno inserito dodici articoli. E chi ha orecchie da intendere intenda.



barbara

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