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fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza


Diario


2 aprile 2011

NON MI TORNA

Dice la signora Maria Puccillo, edicolante in Lampedusa, che quando apre c’è la fila di chi è sbarcato e cerca una tessera telefonica. Cioè, questa gente che scappa dalla miseria più nera, che non ha niente di niente, ha familiari che hanno il telefono in casa o il cellulare, da chiamare per dire ciao mamma sono arrivato, tutto bene?
Dice inoltre la suddetta signora Maria Puccillo, edicolante in Lampedusa, che le tocca asciugare i soldi fradici dopo la traversata. Cioè, questa gente che scappa da posti in cui sono fortunati quelli che guadagnano due dollari al giorno – e loro che scappano in cerca di un futuro migliore non fanno parte, evidentemente, della categoria dei fortunati – oltre ad essere riusciti a pagare migliaia di dollari ai traghettatori hanno addirittura anche soldi da portarsi dietro per le piccole spese, schede telefoniche e sfizi vari? E li hanno già pronti in euro, cambiati evidentemente in banca prima di partire (o avuti come altro...?) per averli pronti da spendere appena sbarcati?
No, decisamente non mi torna.

barbara


24 marzo 2011

PICCOLA DOMANDA

Ma veramente veramente veramente siamo disposti a berci la storiella che avrebbero attraversato il Mediterraneo su queste robe qui?









No, dico, ma abbiamo un’idea di che cos’è il Mediterraneo? (Io la metto prudenzialmente in forma di domanda perché non ho in mano prove documentali, ma c’è anche chi, a differenza di me, non ha bisogno di chiederlo, neanche come domanda retorica, perché sa).

barbara


11 dicembre 2007

INTEGRAZIONI A CONFRONTO

Ibadete

Ci è arrivata l’anno scorso dal Kosovo, a metà anno scolastico, non sapeva una parola né di tedesco, né di italiano. L’insegnante di sostegno le ha messo a punto un programma per insegnarle un minimo di lingua. Nelle ore che restava in classe studiava il programma preparatole: con la concentrazione, con la determinazione, con la tenacia di chi sta cercando un riscatto ed è ben deciso a trovarlo. Ogni tanto mi fermavo a guardarla, incantata. A fine anno, d’accordo con la famiglia, l’abbiamo bocciata, per darle la possibilità di restare ancora un anno nella scuola dell’obbligo, a imparare ancora un po’ le due lingue e impossessarsi di un minimo di nozioni.
Ieri ho fatto supplenza nella sua nuova classe, per un’ora di ginnastica, e li ho portati in palestra, dove hanno fatto una scatenatissima partita di palla avvelenata, che di tanto in tanto si trasformava in una partita di rugby, con tanto di rissa e ammucchiata, e per tutta l’ora ho avuto agio di guardarla, splendida quindicenne, bella e solare, ampiamente integrata. Perché loro si integrano, eccome se si integrano, quando le forze del male non si coalizzano a mettergli i bastoni tra le ruote.


Flondra

Ci è arrivata quest’anno dal Kosovo, non sapeva una parola né di tedesco, né di italiano. Agli insegnati si rivolgeva dicendo “hallo”. La collega di lettere le ha spiegato che “hallo” si dice agli amici, mentre agli insegnanti si deve dire “Grüss Gott” (saluto in uso in Alto Adige e in Austria, letteralmente qualcosa come “saluto a Dio”) e lei ha risposto che sua madre le ha proibito di salutare così, perché quello è un saluto che fanno i cristiani e lei dunque non deve. A maggio andremo una settimana a Cesenatico, con la classe italiana con cui siamo gemellati: visiteremo cose bellissime, staremo tutti insieme, faremo feste, andremo in spiaggia … Quando, con l’aiuto della compagna albanese, è arrivata a capire di che cosa si trattava, aveva gli occhi che brillavano. Ma qualche giorno dopo mi ha informata che lei non poteva venire. Ieri la classe è uscita un’ora prima e la scuola ha messo a disposizione un autobus perché potessero partecipare al funerale del papà di Raphael. Ma lei è rimasta a scuola, perché in chiesa ci vanno i cristiani, e lei non aveva il permesso di andarci. È sempre da sola, a testa bassa, con la faccia triste. Un po’ di cose, sia in tedesco che in italiano, le ha imparate, ma non parla mai con nessuno. Perché loro non si integrano, col piffero che si integrano quando le forze del male si coalizzano a mettergli i bastoni fra le ruote.

barbara


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permalink | inviato da ilblogdibarbara il 11/12/2007 alle 23:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
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Hadas Fogel, colona ebrea di mesi 3, giustiziata (sgozzata) a Itamar l'11 marzo 2011 dai combattenti per la libertà palestinesi





MEGLIO UN MURO OGGI
CHE UN ATTENTATO DOMANI

Ugo Volli

”Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei. E che cos’è l’antisionismo? È negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. È una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, è antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo.” M.L. King




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